«Tre punti importantissimi sia per il morale che per la classifica. Era quello che mi aspettavo perché ci potevano essere dei contraccolpi, non tanto per la partita con la Lucchese che secondo me è stata giocata benissimo, ma per le due sconfitte fuori casa. Poteva essere molto complicato e oggi era una di quelle partite crocevia, come le chiamo io, incontrando una delle squadre più in forma del momento e con ottimi valori soprattutto in attacco».

A parlare in sala stampa è Gill Voria, allenatore del Siena, intervistato al termine del match di campionato vinto contro il Seravezza Pozzi.

«Oggi non siamo andati all'arma bianca come facciamo altre volte, è stata anche una richiesta mia di vedere più equilibrio e di limitare al minimo qualsiasi errore. Quello che ho visto in campo è esattamente quello che mi aspettavo.

Sul gol subito prendiamo gol troppo facilmente, ma oggi secondo me è stato più un gol dettato dalla paura. Fino alla loro rete avevamo concesso al massimo due tiri da trenta metri andati alti sopra la traversa. Abbiamo concesso agli avversari di giochicchiare un po' di più rispetto ad altre gare, ma rischiando poco o nulla. Dopo il secondo gol si sono un po' liberati dalla paura e hanno mollato qualcosa, ed è un aspetto su cui dobbiamo assolutamente analizzare e lavorare».

Il tecnico del club toscano si è poi soffermato sulla gestione della rosa e sulle scelte di formazione in vista dei prossimi impegni ufficiali.

«La Coppa Italia per me vale tanto, è una partita di calcio dove, avendo la rosa ampia, cambierò praticamente quasi tutti gli effettivi in campo. Sarà l'opportunità per tutti i ragazzi per far vedere che sono pronti, dato che durante il campionato i punti fissi possono cambiare e bisogna farsi trovare sempre pronti.

In queste partite dai giocatori di esperienza ti aspetti sempre qualcosa in più, però siamo esseri umani ed è difficile andare a fare certi discorsi dopo che hai vinto una partita complicata. A volte bisogna anche lasciar correre alcune cose, i ragazzi sono intelligenti e sanno da soli quando hanno fatto una determinata prestazione».

Con grande fermezza, la guida tecnica del Siena FC ha ribadito i principi gestionali del gruppo e la gerarchia dello spogliatoio.

«Per me i calciatori sono tutti uguali e sono stato chiaro fin dall'inizio. Qua c’è gente che giocherebbe titolare in qualsiasi squadra e sarebbe inamovibile, ma ci sta che qualche domenica possa finire in tribuna. Io devo valutare l'avversario, lo stato di forma della squadra, i calci piazzati e fare delle scelte.

Umanamente sono il primo dispiaciuto, ma fa parte del gioco. Ricordo come se fosse ieri quando giocavo col Siena l'anno dei due playout: ero ad Arezzo seduto in panchina e Mignani era a Bologna a vedere la partita. Se uno vuole venire a Siena, che ha obiettivi importanti e una rosa ampia, deve mettere in conto pure questo, altrimenti va da un'altra parte. Se sei in Serie D vieni trattato e ti alleni come un professionista, sai a cosa vai incontro».

In conclusione dell'intervista, il mister ha voluto fare chiarezza sul rapporto con i tifosi e sugli obiettivi generali della stagione.

«Alla gente di Siena non posso dire nulla, ci hanno incitato dall'inizio alla fine sia oggi che a Lucca. Anzi, mi scuso con la squadra e con i tifosi perché a Lucca sono sceso subito negli spogliatoi arrabbiatissimo, mentre la squadra è andata sotto la curva e mi è stato riferito che sono stati incoraggiati. Ero così concentrato che me ne scuso ancora.

So benissimo che se facciamo tre vittorie di fila qua si infiamma tutto. Dopo cinque giornate inizieremo a vedere i veri valori di un girone che si è alzato molto di livello. Oggi ci tenevo a portare a casa i punti: mi piace poco lasciare il pallino del gioco agli altri e oggi l'abbiamo lasciato un po' troppo, ma doveva andare così e bisognava vincere».

Sezione: Serie D / Data: Lun 05 ottobre 2026 alle 08:00
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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