Cade l'imbattibilità in campionato del Siracusa. Allo stadio "Marco Salmeri" (storicamente conosciuto come "Grotta Polifemo"), il Milazzo getta il cuore oltre l'ostacolo e supera gli aretusei per 1-0 in un accesissimo derby siciliano valido per la sesta giornata del Girone I di Serie D. Una vittoria di inestimabile valore per i padroni di casa guidati da mister Catalano, che mettono fine a una striscia di risultati negativi; una battuta d'arresto amara per gli uomini di Gaspare Cacciola, ai quali non è bastato giocare quasi un intero tempo in superiorità numerica.

L'importanza della posta in palio si fa sentire fin dai primi istanti. Mister Cacciola ridisegna il suo Siracusa affidandosi a Ferilli tra i pali e piazzando dal primo minuto Giacomarro a centocampo accanto a Lulli e Dalloro, con un tridente offensivo formato da Guida, Costanzo e Zaka (poi sostituito da Boulahia in corso d'opera).

I primi venticinque minuti trascorrono senza grosse fiammate: le due formazioni si studiano, il gioco è parecchio frammentato e l'agonismo la fa da padrone. L'unico vero squillo del primo tempo è di marca ospite e arriva al 24', quando Giacomarro si coordina per una violenta conclusione dalla distanza: il portiere del Milazzo è attento, si distende e devia la palla in calcio d'angolo con un grande intervento. Il nervosismo in campo si traduce in un taccuino denso per l'arbitro: il Siracusa chiude la prima frazione con ben quattro giocatori ammoniti, tra cui i difensori De Caro, Pistone e Negro. Si va negli spogliatoi sullo 0-0.

La ripresa si apre col botto e all'ottavo minuto (53') si materializza l'episodio che decide l'incontro. L'azione nasce da una leggerezza fatale in disimpegno della retroguardia siracusana: un errato passaggio orizzontale di Negro verso il proprio portiere si trasforma in un assist perfetto per l'attaccante di casa Agostino Mascari, che si impossessa della sfera e con freddezza trafigge Ferilli per l'1-0.

La gioia incontenibile per il gol, però, tira un brutto scherzo al bomber mamertino: Mascari, dimenticandosi di avere già un'ammonizione a carico, si sfila la maglietta durante l'esultanza. Il direttore di gara applica alla lettera il regolamento e gli sventola in faccia il secondo giallo, espellendolo. Il Milazzo si ritrova in vantaggio ma costretto a difenderlo in dieci uomini per oltre quaranta minuti.

Cacciola fiuta l'occasione e getta subito nella mischia Ndiaye (al posto di Costanzo) e successivamente Gabriele Cacciola per alzare il baricentro e la pressione offensiva. È l'inizio di un vero e proprio assedio. Il Siracusa staziona stabilmente nella metà campo rossoblù, ma la manovra, pur insistente, fatica a trovare sbocchi limpidi contro un Milazzo che si chiude a riccio mostrando una solidità encomiabile.

Al 73' ci prova Ndiaye con una conclusione insidiosa che costringe il portiere di casa a un difficile salvataggio a terra. I minuti finali si trasformano in un forcing disperato, condito da crescenti proteste dalla panchina azzurra che portano persino all'espulsione di Lele Catania. L'occasion più ghiotta per il meritato pareggio arrives in pieno recupero (94'): al termine di una mischia furibonda in area milazzese, la palla finisce sui piedi di Lulli che calcia a botta sicura, ma il super Andraikenas si supera, allungandosi e deviando la palla in corner.

Al triplice fischio il "Salmeri" può esplodere di gioia. Il Milazzo porta a casa un successo pesantissimo fatto di cuore e sacrificio, balzando a quota 9 punti in classifica. Esce invece a testa bassa il Siracusa, che incappa nel primo k.o. della stagione. Un passo falso doloroso per gli aretusei, che in classifica restano bloccati a quota 4 punti (complice la pesante penalizzazione di sette punti comminata in avvio di campionato) e vedono ridursi ulteriormente il margine di errore per cercare di ragganciare il treno di testa guidato dalla capolista Reggina.

Sezione: Serie D / Data: Dom 04 ottobre 2026 alle 22:00
Autore: Antonio Sala
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