Viene da Cerveno, piccolo comune della provincia di Brescia che conta poco più di seicento abitanti, arroccato tra le montagne della Valcamonica. Luca Tosini, classe 2006, ha trascorso l'infanzia sulle piste da sci, come fanno tanti ragazzi cresciuti in quei paesaggi innevati. Poi, a un certo punto, la neve ha ceduto il passo all'erba del campo di calcio, e da quel momento non si è più guardato indietro.
Diplomato al liceo e in procinto di iscriversi all'università, Tosini gioca già da tre anni in Serie D, un traguardo non scontato per un ragazzo della sua età. Prima di approdare al Siena, ha militato per due stagioni nel Real Calepina, collezionando 73 presenze e 8 reti. Numeri solidi, che raccontano di un giocatore affidabile e già abituato alle pressioni del calcio dilettantistico di vertice.
In bianconero, in questo campionato, ha trovato la via del gol in un'occasione soltanto. Ma non una qualsiasi: la sua rete ha consentito al Siena di battere il Terranuova Traiana, risultato che ha dato il via alla risalita in classifica verso la seconda posizione. Un gol pesante, che ha lasciato il segno nella stagione del Siena.
Reduce dal confronto con il Grosseto — la squadra che ha dominato il campionato — Tosini analizza la prestazione con la lucidità di chi, nonostante la giovane età, ha già metabolizzato il linguaggio del professionismo. «È stata sicuramente una bella partita, di categoria superiore, anche a livello di spettacolo. Sapevamo di affrontare l'avversaria più forte, ma siamo scesi in campo senza paura e ce la siamo giocata», racconta Tosini come si legge sul quotidiano "La Nazione".
La ripresa ha visto i bianconeri alzare il ritmo, mostrando un volto più aggressivo e propositivo. Un segnale di carattere, che non è passato inosservato. «Quando andiamo in campo noi lo facciamo sempre per provare a vincere. Ma una partita è fatta di tanti momenti diversi. Nel derby, pur consapevoli del valore dell'avversario, nel secondo tempo siamo ripartiti forte», spiega il giovane esterno.
La sensazione diffusa tra gli osservatori è che il Siena visto nelle ultime nove giornate avrebbe potuto creare difficoltà ben maggiori ai maremmani. Tosini non alimenta rimpianti, ma riconosce il merito dell'avversario: «Nei derby ci siamo confrontati alla pari, loro però hanno disputato una stagione di altissimo livello».
Il cammino di Tosini in questa stagione non è stato privo di ostacoli. Un infortunio lo ha fermato, interrompendo la continuità che ogni calciatore ricerca. La ripresa, però, è stata convincente. «Superato il momento più difficile sono tornato in forma e sono contento. Ringrazio anche mister Voria per la fiducia che mi sta dando. Il suo arrivo ha riportato quell'entusiasmo che era svanito, e spensieratezza. Il suo lavoro sta dando i suoi frutti», afferma con riconoscenza.
Parole che descrivono un ambiente ritrovato, uno spogliatoio che ha recuperato motivazioni e leggerezza dopo un periodo difficile. Il contributo dell'allenatore viene indicato come fattore determinante nella svolta della squadra.
La prossima tappa del cammino bianconero è la trasferta contro il Seravezza Pozzi, un ostacolo che si frappone tra il Siena e il consolidamento del secondo posto. Tosini non sottovaluta l'impegno: «Sarà una partita tosta, come lo sono tutte. Andremo là con lo stesso obiettivo, portare a casa il massimo risultato. Dovremo stare attenti dall'inizio alla fine, non avere cali di concentrazione come accaduto, per esempio con il San Donato Tavarnelle o con il Foligno che siamo rientrati in campo un po' spenti».
Un'autocritica precisa, che individua nelle flessioni mentali il principale tallone d'Achille della stagione. La consapevolezza del problema è già, di per sé, un passo verso la soluzione.
Quando si parla di idoli e riferimenti tecnici, Tosini rivela una genealogia calcistica interessante. «Fin da piccolo ho sempre fatto il centrocampista, il mio idolo era Iniesta. Poi, negli anni mi sono adattato a fare l'esterno, pur sentendomi ancora centrocampista: l'anno scorso ho giocato per un periodo quarto in mediana con la difesa a tre. Ho fatto anche la mezzala o il quinto. Dico Cancelo», risponde quando gli si chiede a chi guarda come modello.
Una dualità che racconta la sua storia: l'anima da regista o mezzala, plasmata sul genio del catalano della generazione d'oro spagnola, e la realtà di un esterno moderno, dinamico e propositivo, con riferimento nel portoghese della Juventus e del Manchester City. Una versatilità tattica che, a diciotto anni, rappresenta già un patrimonio.
Con il contratto in scadenza, il tema del futuro è inevitabile. E Tosini lo affronta con semplicità e senza giri di parole: «Sono in scadenza, mi piacerebbe rimanere». Una dichiarazione di appartenenza, sobria ma eloquente. Il ragazzo di montagna che ha scelto l'erba ha trovato, almeno per ora, il suo posto sotto il sole della Toscana.
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