La notte dei quarti di finale d'andata di Champions League consegna al calcio europeo un verdetto netto: Paris Saint-Germain e Atlético Madrid escono dalle rispettive sfide con un doppio vantaggio che potrebbe già aver indirizzato il cammino verso le semifinali.
Al Parco dei Principi è andato in scena un monologo dei campioni d'Europa in carica. Il Liverpool di Arne Slot, atteso da protagonista della serata, si è invece rivelato quasi inesistente in fase offensiva, subendo la costante pressione dei padroni di casa per tutta la durata del match. L'equilibrio si è spezzato già all'11° minuto, quando Désiré Doué ha trovato la rete con una conclusione deviata da Gravenberch, che ha beffato il proprio portiere e consegnato il vantaggio ai transalpini.
A tenere in vita i Reds nei momenti di maggiore difficoltà è stato il portiere georgiano Mamardashvili, autore di una prestazione di alto livello nonostante le numerose occasioni create dai parigini. La ripresa non ha cambiato lo spartito: il PSG ha continuato a dominare e ha trovato il raddoppio grazie a Khvicha Kvaratskhelia, ex Napoli, che ha raccolto il lancio di João Neves, ha saltato Gravenberch con un dribbling elegante e ha dribblato anche Mamardashvili prima di depositare il pallone in rete.
Nel mezzo, un episodio arbitrale ha tenuto viva la speranza inglese per pochi istanti: al 71° minuto il direttore di gara ha inizialmente assegnato un calcio di rigore per un contatto tra Konaté e Zaïre-Emery, salvo poi tornare sui propri passi dopo il richiamo del VAR e la revisione al monitor, annullando il penalty. Sul finale i tentativi di rimonta del Liverpool, alimentati anche dai cambi con Gakpo, Isak e Curtis Jones, sono rimasti lettera morta. La squadra di Luis Enrique ha sfiorato addirittura il tris con un palo centrato da Dembélé poco prima della sua sostituzione, accolta dall'ovazione del pubblico parigino.
Il ritorno ad Anfield resta un appuntamento da non sottovalutare, ma con due gol di scarto il PSG si presenta alla sfida di ritorno con una posizione di netto vantaggio.
Ancora più sorprendente, per certi versi, è l'esito della sfida catalana. L'Atlético Madrid espugna il Camp Nou con un netto 0-2 in una partita che, almeno per quanto prodotto in campo, avrebbe forse meritato un esito più incerto. Ma la squadra di Diego Simeone ha saputo capitalizzare gli errori avversari con fredda efficacia.
Il turning point della gara porta la firma di Cubarsì, difensore del Barcellona, autore di un fallo da ultimo uomo su Giuliano Simeone. L'arbitro Kovacs ha estratto inizialmente il cartellino giallo — decisione definita già al momento inspiegabile da molti osservatori — ma il VAR ha corretto la valutazione, imponendo la revisione al monitor e il conseguente cambio in rosso. L'espulsione ha privato i blaugrana di un uomo per gran parte della ripresa, modificando i piani della squadra di Flick.
E la beffa è stata doppia: dalla punizione scaturita da quel fallo, Julián Álvarez ha trovato un tiro perfetto, all'incrocio dei pali, portando l'Atlético in vantaggio prima dell'intervallo. La risposta del Barcellona è stata comunque orgogliosa: nonostante l'inferiorità numerica, i catalani hanno continuato a spingere sull'acceleratore, confidando nella qualità del proprio reparto offensivo. Lamine Yamal, tra i più vivaci, ha cercato più volte di sfuggire alla marcatura biancorosse, ma l'organizzazione difensiva di Simeone ha resistito.
Il raddoppio è arrivato nella ripresa: Ruggeri, esterno sinistro azzurro, ha percorso tutta la fascia sinistra, crossando al centro per trovare Sorloth, che di sinistro al volo ha firmato il definitivo 0-2. La prestazione dell'italiano ha riportato all'attenzione generale l'esistenza di talenti nostrani che militano in contesti di altissimo livello europeo, fuori dai riflettori della Serie A.
Ora l'appuntamento è fissato tra sei giorni al Metropolitano per il ritorno, ma l'Atlético Madrid, con un piede e mezzo già in semifinale, parte da una posizione di forza difficile da ribaltare.
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