Il manto erboso dello stadio Gran Sasso-Acconcia è stato il teatro di un confronto agonistico di notevole intensità e denso di capovolgimenti di fronte tra le compagini de L’Aquila e dell’Atletico Ascoli, sfida terminata senza alcuna marcatura ma ricca di spunti salienti.

La compagine di casa è scesa sul terreno di gioco sfoggiando un’inedita casacca di colore giallo e portando al braccio la fascia di lutto per rendere omaggio al giovane Ruggero Canocchi, drammaticamente scomparso a causa di un sinistro stradale.

L’emozione ha pervaso l'impianto sportivo prima dell'avvio ufficiale delle ostilità, quando l'arbitro ha ordinato un minuto di raccoglimento che tutto il pubblico ha seguito in reverente silenzio per onorare la memoria del ragazzo.

Successivamente le due formazioni si sono affrontate a viso aperto con impostazioni tattiche speculari e differenti, vedendo l'allenatore locale Andreucci modificare qualche elemento nella propria scacchiera disegnata con un quattro-due-tre-uno.

Nello schieramento iniziale dei padroni di casa si è visto Pomposo nel ruolo di terzino destro, affiancato al centro del reparto difensivo da Bondioli, sceso in campo con una visibile fasciatura protettiva attorno al capo.

La cerniera di centrocampo è stata affidata alla regia di Lisi, mentre nel tridente posizionato sulla trequarti ha trovato spazio Curatolo con il compito di assistere la punta centrale Sparacello.

Sul versante opposto la formazione dell’Atletico Ascoli ha risposto con un compatto tre-cinque-due volto a bloccare le linee di passaggio avversarie e ripartire rapidamente.

I primi sussulti del confronto non si sono fatti attendere e già dopo una sessantina di secondi dal fischio d'inizio è arrivata la prima potenziale palla gol della gara per la formazione di casa.

Sfruttando un rimpallo favorevole generatosi all'interno dell'area di rigore marchigiana, Curatolo si è coordinato tempestivamente per la conclusione senza però riuscire a inquadrare lo specchio della porta.

Lo stesso numero nove della compagine abruzzese ci ha riprovato intorno al diciottesimo minuto di gioco, scagliando un fendente rasoterra che tuttavia è risultato troppo debole e centrale per impensierire l'estremo difensore Casadei.

La risposta degli ospiti è giunta attraverso un tentativo dalla distanza firmato da Invernizzi, una conclusione scagliata verso la porta ma bloccata senza troppi patemi dal portiere aquilano Inturri.

Sul capovolgimento di fronte che ne è scaturito, i padroni di casa sono andati due volte consecutivamente vicinissimi alla marcatura con una doppia occasione di rara pericolosità.

Prima Sparacello ha costretto Casadei a un grande intervento d'istinto per respingere il pallone, poi sulla prosecuzione del capovolgimento di fronte Curatolo si è coordinato in una spettacolare sforbiciata terminata a pochi centimetri dal palo.

La pressione dei locali è proseguita al trentaseiesimo minuto quando Magnani ha scodellato al centro un traversone invitante per l'incornata di Sparacello, finita però sopra la traversa.

La ripresa si è aperta subito con un brivido al primo minuto: sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Gori, il portiere ospite Casadei ha rischiato l'imfrittata perdendo il pallone per poi recuperarlo proprio a ridosso della linea.

L’Atletico Ascoli ha tentato di scuotersi facendosi vedere dalle parti di Inturri, costretto a distendersi con grande reattività per deviare in angolo una punizione ben indirizzata da Guadalupi.

Ancora la squadra marchigiana è tornata a farsi pericolosa all'undicesimo della ripresa con De Amicis, bravo a penetrare nell'area avversaria ma impreciso al momento dell'impatto con la palla, spedita larga sul fondo.

Al ventesimo della seconda frazione L’Aquila è andata di nuovo a un passo dal vantaggio: sugli sviluppi di un ennesimo corner di Gori, Sparacello ha svettato di testa superando il portiere ma trovando il provvidenziale salvataggio sulla linea di Vechiarello.

Appena un minuto dopo la gara ha subito una svolta episodica decisiva con l'espulsione diretta comminata al difensore ospite Nonni, autore di un intervento da ultimo uomo ai danni di Curatolo lanciato a rete.

Forte della superiorità numerica acquisita nei venti minuti finali, la compagine aquilana ha spinto a pieno organico alla ricerca del gol vittoria facendosi notare soprattutto con il neo entrato Chiarella.

L'attaccante subentrato a gara in corso prima ha colpito l'esterno della rete con un velenoso diagonale in corsa, poi si è accentrato dal vertice basso dell'area impegnando Casadei in un difficile intervento a terra sul primo palo.

Nonostante il forcing prolungato fino al triplice fischio, l'assedio dei locali non ha prodotto il gol decisivo permettendo così all'Atletico Ascoli di conquistare un prezioso punto in inferiorità numerica.

Con questo risultato finale L’Aquila si attesta a quota sette punti nella classifica generale del girone, proiettandosi già verso la complessa trasferta di domenica sul campo dell'Ancona.

Sezione: Serie D / Data: Mer 16 settembre 2026 alle 20:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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