C'è una legge non scritta nel Girone I di Serie D: se giochi in trasferta, preparati a soffrire. I numeri delle prime dieci giornate parlano chiaro: 50 vittorie interne contro appena 18 successi esterni. Un dato che fotografa perfettamente un girone ruvido, caldo, dove i campi sono veri e propri fortini. Ma dietro la cortina di fumo dei 244 gol segnati finora, si nascondono storie di regine con il fiato corto, squadre bipolari e macchine da spettacolo che ignorano il significato della parola "tattica".

Mettetevi comodi, perché il profondo Sud del calcio dilettantistico italiano ci sta regalando una sceneggiatura da Oscar.

In vetta, racchiuse in due miseri punti, ci sono tre squadre che stanno interpretando il ruolo di capolista in modi diametralmente opposti.

La Reggina (23 punti) era partita con l'arroganza tecnica di chi vuole ammazzare il campionato: cinque vittorie su cinque e zero gol subiti. Una fuoriserie. Poi, però, il motore ha iniziato a tossire: nelle successive cinque gare gli amaranto hanno incassato 7 reti e lasciato per strada punti pesanti. La capolista ha il miglior attacco (25) e la miglior difesa (7), ma ora deve guardarsi le spalle, perché l'aura di invincibilità è svanita.

A farle ombra c'è un Sambiase spietato. Se c'è una squadra che ha capito come si vince in questo girone, sono i giallorossi: in casa sono una sentenza (cinque partite, cinque vittorie, un solo gol subito). Segnano sempre, in ogni singola giornata, martellando le difese avversarie con una costanza logorante.
Subito dietro, a quota 21, occhio alla Vibonese. Se Reggina e Sambiase fanno rumore, i rossoblù di Vibo Valentia avanzano come uno squalo sott'acqua: imbattuti da sette turni, incamerano punti (17 su 21 disponibili) e segnano con regolarità svizzera. La corsa per la Serie C sarà una carneficina sportiva tra queste tre.

Ma il calcio non è solo lotta al vertice, è anche filosofia. E nel Girone I ci sono due modi di intendere questo sport che non potrebbero essere più lontani.

Da una parte c'è l'Igea Virtus, la vera squadra "popcorn" del campionato. Quando giocano loro, il biglietto andrebbe fatto pagare doppio. Nelle dieci partite che li hanno visti protagonisti sono stati segnati la bellezza di 44 gol. Una media di 4,4 reti a incontro. Tatticismo? Noia? Difese bloccate? A Barcellona Pozzo di Gotto queste parole non esistono. Si attacca, si subisce, ci si diverte da impazzire.

Dall'altra parte, il trionfo del cinismo. Allegri sarebbe fiero di Digiesse PraiaTortora e Athletic Palermo: a queste due squadre sono bastati due miseri gol per raccogliere sei punti nelle ultime due giornate. Massima resa, minimo sforzo. Un inno all'essenzialità che in un campionato così lungo può fare tutta la differenza del mondo.

Infine, ci sono i dati che fanno impazzire gli amanti delle anomalie. Prendete il Licata: per cinque giornate è stata la squadra più in forma del cosmo. Quindici punti, 10 gol fatti, 3 subiti. Sembravano inarrestabili. Poi, improvvisamente, hanno staccato la spina: due sconfitte di fila, zero gol fatti e cinque incassati. Un blackout inspiegabile. Sulla loro strada hanno trovato un Gela granitico, capace di risalire dal 14° al 10° posto blindando la porta (zero reti subite nelle ultime due).

E poi c'è la storia dell'Enna. Immaginate di giocare a calcio per due mesi interi, dalla prima all'ottava giornata, senza mai, dico mai, riuscire a buttare la palla in rete. Un letargo offensivo che avrebbe distrutto psicologicamente chiunque. Poi, il miracolo: negli ultimi due turni i siciliani si sono ricordati come si fa e hanno segnato 4 gol. Peccato che, insieme al Ragusa, siano ancora l'unica squadra a non aver mai vinto una partita.

In coda si piange (il Modica sprofonda con tre ko di fila, mentre la Nissa respira dopo un clamoroso set tennistico per 6-1 sul Castrumfavara), ma in vetta ci si prepara alla guerra. Allacciate le cinture: nel Girone I il bello deve ancora venire.

Sezione: Serie D / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 10:00
Autore: Cristo Ludovico Papa
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