La Virtus Francavilla sta vivendo una stagione dai due volti decisamente contrastanti. Se le trasferte si rivelano occasioni per mettere in mostra il proprio potenziale, le partite casalinghe rappresentano un vero e proprio tallone d'Achille per la formazione allenata da Taurino. Un paradosso che sta condizionando pesantemente le ambizioni di una squadra che, in altre circostanze, avrebbe potuto lottare per le posizioni di vertice della classifica.
Dal mese di ottobre, la "Nuovarredo Arena" non si è rivelata affatto un fortino per i biancazzurri. In nove gare disputate tra le mura amiche, la Virtus ha raccolto solamente nove punti, un bottino decisamente magro per una squadra che in passato faceva del proprio stadio una vera roccaforte pressoché inespugnabile. Questo rendimento ha inevitabilmente compromesso la possibilità di un rilancio decisivo in classifica, relegando la formazione francavillese lontano dalle zone nobili della graduatoria.
Il dato assume contorni ancora più significativi se si considera che, senza questa emorragia di punti casalinga, la Virtus si troverebbe stabilmente nelle primissime posizioni, con concrete possibilità di lottare per i playoff e persino con un distacco recuperabile dalla vetta. La realtà attuale, tuttavia, racconta una storia ben diversa, tanto da spingere anche i sostenitori a interrogarsi sui social network, talvolta con tono ironico, sulle ragioni di questa anomalia prestazionale.
Osservando attentamente il percorso della squadra di Sosa e compagni, emergono alcune possibili spiegazioni di natura tecnico-tattica. La Virtus sembra esprimersi con maggiore naturalezza quando non è costretta a costruire elaborate trame di gioco sul terreno di gioco. Questo avviene tipicamente nelle gare disputate in trasferta, dove il contesto permette di giocare maggiormente di rimessa, sfruttando la velocità nelle transizioni e concedendo l'iniziativa e il possesso palla agli avversari.
La composizione dell'organico a disposizione dello staff tecnico sembra infatti privilegiare situazioni in cui sono disponibili spazi aperti da attaccare. Le convincenti vittorie ottenute contro Martina e Fasano, così come il positivo pareggio conseguito a Barletta, testimoniano questa tendenza. Al contrario, quando la squadra gioca davanti al proprio pubblico e si trova di fronte a difese compatte e ben organizzate, l'attacco fatica a trovare varchi negli spazi ridotti che gli avversari concedono. Le partite interne contro formazioni come Paganese, Gravina, Ferrandina e Pompei rappresentano esempi eloquenti di questa difficoltà.
Oltre agli aspetti puramente tecnici, emerge con chiarezza anche una componente psicologica che condiziona le prestazioni casalinghe. Troppo spesso la Virtus non ha mostrato il giusto approccio alla partita alla "Nuovarredo Arena", sia nei minuti iniziali del primo tempo che nella ripresa. Quando a questo si aggiungono gol subiti in apertura che costringono a inseguire il risultato e interventi decisivi dei portieri avversari nei momenti chiave – come accaduto nella recente sfida contro il Gravina – diventa oggettivamente complicato raddrizzare l'esito della gara.
Lo sguardo al futuro: la trasferta di Policoro come occasione
I tifosi biancazzurri sperano che il trend positivo lontano da casa possa proseguire anche nella prossima giornata di campionato, quando la Virtus sarà impegnata in terra dauna contro l'Heraclea, con fischio d'inizio fissato per domenica alle ore 15:00. Si preannuncia una sfida complessa tra due compagini che stanno vivendo percorsi tutto sommato simili, nonostante i punti in classifica abbiano origini diverse.
La Virtus mantiene un profilo equilibrato, senza propendere nettamente né verso un atteggiamento votato esclusivamente all'attacco né verso una mentalità eccessivamente difensiva. Non a caso, i pareggi rappresentano il risultato più frequente per i francavillesi, con ben dieci segni X all'attivo. L'Heraclea, dal canto suo, pur segnando con minor frequenza, può contare su un reparto difensivo molto solido e compatto. I pugliesi hanno inoltre una filosofia di gioco ben definita: si scende in campo sempre per vincere, accettando anche il rischio della sconfitta. Una mentalità che si riflette nel numero ridotto di pareggi, appena cinque.
Da questo confronto la Virtus deve necessariamente trarre il massimo. Solo con una prestazione convincente e, soprattutto, con i tre punti in tasca, la squadra di Taurino potrà continuare a coltivare speranze di agganciare l'ultima posizione utile per i playoff. La sfida di domenica rappresenta quindi un crocevia fondamentale per una stagione che, complice il rendimento casalingo deficitario, rischia di trasformarsi in un'occasione sprecata.
Il paradosso della Virtus Francavilla resta tutto da sciogliere: come può una squadra esprimersi con tanta efficacia in trasferta e, al contempo, faticare così tanto davanti ai propri sostenitori? La risposta, probabilmente, risiede in un mix di fattori tattici, tecnici e psicologici che lo staff tecnico dovrà necessariamente affrontare e risolvere se si vorrà davvero competere per traguardi ambiziosi. Nel frattempo, i tifosi attendono fiduciosi che il prossimo impegno esterno possa confermare il trend positivo lontano dalla "Nuovarredo Arena" e rilanciare le ambizioni di una squadra che, sulla carta, avrebbe tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonista.
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