Il Direttore Sportivo dell’Audace Cerignola, Elio Di Toro, è intervenuto nel corso della trasmissione Forcing per scattare una fotografia nitida e profonda sull'attuale momento della compagine ofantina, affrontando temi che spaziano dall'andamento tecnico del campionato fino alle delicate dinamiche societarie. Il dirigente ha esordito analizzando la complessità di un girone C che sta rispettando i pronostici della vigilia, confermando la forza delle corazzate che hanno investito ingenti capitali.
«Le società che hanno puntato risorse importanti occupano stabilmente i vertici della graduatoria, incluso il Cosenza, mentre subito dopo si piazzano realtà ormai solide come la nostra» ha spiegato Di Toro. Secondo il DS, la continuità è la dote più difficile da trovare in un torneo dove ogni sfida nasconde insidie mortali, rendendo arduo portare a casa l'intera posta in palio anche contro le formazioni che occupano i bassifondi. In questo scenario, il Benevento resta per lui il candidato principale al salto di categoria, sebbene l'incognita delle penalizzazioni possa riscrivere i rapporti di forza.
Proprio il tema dei deferimenti e dei possibili punti sottratti a tavolino rappresenta una ferita aperta per il club pugliese, che in passato ha già vissuto sulla propria pelle l'amarezza di sanzioni simili. Il dirigente si è augurato una rapida risoluzione che faccia chiarezza nel rispetto delle regole vigenti. Allargando lo sguardo alle altre piazze in difficoltà, Di Toro ha commentato il momento della Salernitana, sottolineando come la gestione di due retrocessioni consecutive richieda un equilibrio ambientale complesso e tempi tecnici che spesso si scontrano con la frenesia dei risultati.
«Contro il Monopoli sono emersi alcuni limiti strutturali dei granata, ancora alla ricerca di una precisa identità tattica» ha osservato il Direttore, aggiungendo che l'innesto di un profilo carismatico come quello di Cosmi potrebbe essere la chiave per assorbire le pressioni di una piazza così esigente. Per quanto riguarda invece la gestione tecnica in casa cerignolana, Di Toro ha difeso con vigore la scelta di Maiuri, arrivato per dare solidità a un gruppo che spesso peccava di eccessivo compiacimento estetico a scapito dell'efficacia agonistica.
«La squadra produceva una buona manovra, ma a volte la ricerca del bel gioco ci faceva smarrire la cattiveria necessaria sotto porta» ha ammesso il DS. Maiuri è stato individuato come il profilo ideale per dare una sterzata, grazie alla sua profonda onestà intellettuale e alla conoscenza dell'ambiente. La risalita in classifica è stata il frutto di una responsabilità condivisa tra staff e calciatori, supportata da una proprietà che ha saputo mantenere l'unità d'intenti anche nei momenti di maggiore burrasca.
Tra le operazioni di mercato che rivendica con maggiore orgoglio, Di Toro ha citato il percorso di D’Ausilio. Nonostante lo scetticismo iniziale di molti, l'investimento fatto su un calciatore che reduce da una retrocessione si è rivelato vincente, dimostrando come il lavoro di scouting possa produrre plusvalenze tecniche e umane di rilievo. Questa politica di valorizzazione ha permesso di migliorare i numeri della squadra, uscita fortificata da un periodo buio caratterizzato da cinque sconfitte consecutive che hanno però forgiato una nuova consapevolezza interna.
«Abbiamo optato per un ringiovanimento dell'organico e oggi i dati ci danno ragione, rendendoci fieri del percorso intrapreso» ha proseguito il dirigente, elogiando il contributo di Cuppone e l'integrazione di giovani provenienti da settori giovanili prestigiosi come Juventus, Napoli e Lazio. Tuttavia, dietro i sorrisi per il rendimento attuale, si celano le incertezze legate a una riduzione programmata degli investimenti decisa dal presidente dopo dodici anni di sforzi ininterrotti per inseguire il sogno della promozione.
Di Toro ha raccontato con schiettezza la difficoltà di gestire un mercato in cui le aspettative della piazza stridevano con la necessità aziendale di ridimensionare i costi. «Durante la sessione trasferimenti abbiamo dovuto mutare approccio, e sebbene abbia avvertito sprazzi di sfiducia attorno al mio operato, ho continuato a lavorare a testa alta per il bene della città e della proprietà» ha confessato, sottolineando come l'equilibrio attuale sia frutto di un legame sincero con la presidenza.
Proprio il futuro del massimo dirigente rappresenta l'interrogativo più grande che aleggia su Cerignola. Di Toro ha confermato che esiste la possibilità concreta di un passo indietro dell'attuale proprietà in favore di nuovi investitori capaci di consolidare il progetto. Questa incertezza si riflette inevitabilmente sulla sua posizione personale: «Sento una grande responsabilità verso questa gente, ma alcune dinamiche interne mi tolgono serenità. Se fino a poco tempo fa avevo certezze granitiche, oggi devo valutare attentamente ogni passo».
Nonostante i dubbi sul domani, il DS ha voluto elogiare pubblicamente diversi elementi della rosa, da Iliev a Martinelli, passando per Gasbarro e quei profili scovati in Serie D che si sono adattati con profitto al professionismo. Ha inoltre rivelato un retroscena sulla trattativa sfumata con il Cosenza per lo scambio Ruggiero-Contiliano, saltata proprio a causa della ferma volontà della società di non appesantire il bilancio in una fase di possibile transizione proprietaria.
In chiusura, Elio Di Toro ha ribadito quanto sia elevato il livello medio di questa Serie C, dove anche realtà blasonate come Foggia, Trapani e Atalanta stanno faticando a trovare la quadra. La classifica, a suo dire, rimane un cantiere aperto destinato a essere stravolto dalle sentenze extra-campo, rendendo il finale di stagione una vera e propria corsa a ostacoli in cui il Cerignola dovrà farsi trovare pronto, qualunque sia l'assetto dirigenziale del prossimo futuro.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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