In un campionato di Serie D che sta regalando colpi di scena a ripetizione nel Girone A, il Vado si trova nel pieno di un duello serratissimo per la vetta. Il direttore sportivo Paolo Mancuso, in una lunga intervista concessa ai microfoni di ivg.it, ha analizzato il momento magico ma estremamente stressante che sta vivendo la squadra rossoblù, attualmente impegnata in un testa a testa mozzafiato con il Ligorna.
Il dirigente ha esordito sottolineando la particolarità di una stagione in cui ogni minimo passo falso viene percepito come un dramma sportivo: «Beh diciamo che dobbiamo sempre vincere. Noi e il Ligorna stiamo facendo qualcosa di eccezionale e pertanto si rimane delusi anche dopo un pareggio contro il Sestri Levante. Stiamo disputando un campionato folle».
Proprio riguardo alle critiche che spesso piovono sulla società non appena si perde il primato, Mancuso ha voluto rispondere con fermezza a chi mette in dubbio la solidità del club. Il direttore ha respinto al mittente le accuse di una gestione basata solo sulla spesa immediata senza una visione futura, chiarendo che la competitività attuale è figlia di un lavoro certosino.
«Osservo questa cosa e prima mi arrabbiavo. Sento dire che il Vado non ha mai avuto un progetto. Ma senza una progettazione non si potrebbe lottare come stiamo facendo per andare in Serie C. A Vado non si buttano via i soldi come qualcuno dice» ha spiegato il DS a ivg.it, ribadendo che in altri contesti il rendimento della squadra avrebbe già garantito un ampio margine di vantaggio sulla concorrenza.
Un punto fondamentale toccato nell'intervista riguarda la natura dell'investimento societario. Molti osservatori esterni hanno etichettato la stagione del Vado come un tentativo disperato di tutto o niente, ma Mancuso ha smentito categoricamente questa lettura, definendola una visione distorta della realtà.
«No, anche questo voglio ribadirlo. Se quest’anno il Vado è forte 10, l’anno prossima sarà forte 11 anche se non è facilissimo. La base di quest’anno ci renderà più forti l’anno prossimo. Quando si ha un’ossatura forte è più facile costruire una squadra competitiva» ha dichiarato il dirigente, allontanando l'idea di un ridimensionamento in caso di mancata promozione.
Il confronto con il Ligorna resta però il tema centrale. Il direttore sportivo ha riconosciuto i meriti degli avversari, paragonando la loro cavalcata a quella vissuta personalmente ai tempi del Sestri Levante, dove l'assenza di pressione iniziale può trasformarsi in un'energia inarrestabile che porta a risultati sorprendenti.
Sulla gestione tecnica e il passaggio di testimone in panchina, Mancuso ha speso parole d'elogio per il lavoro di Marco Sesia. Pur riconoscendo il valore di quanto fatto in precedenza da Roselli, il DS ha evidenziato come l'attuale tecnico stia mantenendo una media punti impressionante in una fase del torneo molto più complessa.
«Sesia sta facendo benissimo. Basta guardare la media punti comprese anche le partite del girone di andare. Sta tenendo un ritmo altissimo in una fase della stagione ben più complicata rispetto alle prime partite dell’anno» ha osservato il dirigente, spiegando che nel girone di ritorno la qualità del gioco deve spesso lasciare spazio alla concretezza necessaria per fare punti.
Proprio sulla questione estetica, il direttore ha chiarito che la richiesta fatta all'allenatore non riguardava il bel gioco fine a se stesso, ma una maggiore incisività negli ultimi metri: «Del bel gioco di per sé non ci interessa, ci interessano i risultati. E per ottenerli serve anche una produzione offensiva di un certo tipo fin dai primi minuti».
Il rapporto umano all'interno dello staff sembra essere uno dei segreti della stabilità del Vado. Mancuso ha descritto Sesia come una persona umile e aperta al confronto, un profilo che permette ai direttori di partecipare attivamente alle dinamiche della squadra senza prevaricare i ruoli, creando un clima di totale fiducia.
Guardando al futuro e all'eventualità del salto di categoria, si è toccato anche il tema delle strutture. Il DS ha confermato che i sopralluoghi necessari sono già stati effettuati e che, nonostante qualche lavoro di adeguamento inevitabile, «il desiderio del presidente è vedere il Vado in Serie C al Chittolina».
Infine, un pensiero è andato alla lotta per non retrocedere e al legame affettivo con la proprietà. Mancuso si è detto sorpreso dalle difficoltà di Lavagnese e Celle Varazze, augurandosi che possano salvarsi, per poi concludere con una dedica speciale ai vertici del club rossoblù.
«Ci tengo a chiudere dicendo che a Vado ho trovato una famiglia di cui mi sento parte. E mi auguro che la stagione finisca bene non tanto per me ma per i Tarabotto» ha chiosato il dirigente, ribadendo l'attaccamento a una realtà che sente ormai come una seconda casa.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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