La battaglia legale attorno alla sfida tra Union Brescia e Lecco ha subito un'impennata improvvisa nelle ultime ore, portando il caso davanti ai magistrati del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia. La sezione staccata di Brescia si è attivata con una rapidità insolita, emettendo un decreto firmato dal presidente Angelo Gabbricci che impone tempi strettissimi per fare chiarezza sulla partecipazione dei sostenitori ospiti.

Il tribunale ha infatti stabilito che la Prefettura di Brescia debba presentare una relazione tecnica e dettagliata entro le ore 14:00 di giovedì 26 febbraio. Questa mossa non è un semplice atto formale, ma un segnale preciso della volontà dei giudici di valutare il merito del ricorso prima che la partita abbia inizio, assicurando così che un eventuale provvedimento cautelare non arrivi fuori tempo massimo.

Al centro del contendere c'è il divieto assoluto di vendita dei biglietti per i residenti nel territorio lecchese, una misura che la società Calcio Lecco 1912 ritiene eccessiva e non supportata dai fatti. Il TAR ha chiesto esplicitamente alle autorità di pubblica sicurezza di spiegare per quale motivo non siano state adottate soluzioni meno drastiche e più proporzionate per gestire l'ordine pubblico durante il match di sabato.

I legali del club bluceleste hanno presentato una documentazione basata sulla condotta impeccabile avuta dalle tifoserie negli incroci più recenti. Vengono citati i precedenti del maggio 2024 e dell'ottobre 2025, dove centinaia di supporter hanno seguito le squadre in trasferta senza che si registrasse alcun tipo di criticità o scontro, elementi che sembrerebbero smentire la necessità di una chiusura totale del settore ospiti.

Il presidente del tribunale amministrativo ha quindi puntato il dito sulla necessità di motivare scientificamente perché misure restrittive più lievi non siano state ritenute idonee. La richiesta di chiarimenti serve a capire se la decisione del Prefetto sia basata su pericoli concreti o se, al contrario, manchi di una base logica che giustifichi il sacrificio del diritto dei tifosi di assistere all'evento sportivo.

L'azione legale mira all'annullamento, previa sospensione immediata, del provvedimento prefettizio e di tutti gli atti collegati emessi dall'Osservatorio e dal Casms nelle scorse settimane. Si tratta di una procedura complessa che impugna l'intera catena decisionale partita dalle note della Questura di Brescia a metà febbraio, cercando di scardinare un impianto che penalizza fortemente la tifoseria ospite.

Esiste già un precedente che alimenta le speranze dei sostenitori lecchesi, legato a una situazione analoga vissuta dai tifosi del Vicenza proprio in occasione di una trasferta a Brescia. In quel caso, il ricorso amministrativo ebbe successo, dimostrando che i provvedimenti prefettizi possono essere ribaltati se ritenuti sproporzionati, aprendo una strada che ora il Lecco sta percorrendo con decisione a ridosso del fischio d'inizio.

La decisione definitiva del TAR arriverà dunque subito dopo la scadenza del termine concesso alla Prefettura. Con la partita fissata per sabato alle 14:30 allo stadio Rigamonti, le prossime ore saranno decisive per capire se il settore ospiti potrà finalmente accogliere i sostenitori blucelesti o se il muro alzato dalle autorità resterà invalicabile nonostante l'intervento della magistratura.

Sezione: Serie C / Data: Gio 26 febbraio 2026 alle 11:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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