Il Napoli si aggiudica la Supercoppa Italiana 2025 con una prestazione di grande sostanza, imponendosi sul Bologna con un convincente 2-0 che potrebbe persino non rendere giustizia alla superiorità mostrata in campo. Per la squadra partenopea si tratta del terzo trionfo in questa competizione, dopo i successi del 1990 e del 2014, in una serata che ha visto Antonio Conte aggiungere un altro trofeo alla sua già ricca bacheca.
La finale, disputata in Arabia Saudita dove l'organizzazione ha investito 23 milioni di euro per questa edizione, ha purtroppo registrato una scarsa affluenza di pubblico. Gli spalti sono apparsi semideservi, tanto che gli organizzatori hanno dovuto ricorrere a teloni per coprire ampi settori delle curve e mascherare i numerosi posti vuoti, evidenziando un contrasto stridente tra l'investimento economico profuso e il riscontro effettivo del pubblico.
Dominio azzurro sin dal fischio d'inizio
La sfida ha preso una direzione precisa fin dalle prime battute. Il Bologna ha mostrato qualche timido segnale di presenza solamente nei minuti iniziali, per poi scomparire progressivamente dal campo. Il Napoli, schierato con un modulo 3-4-2-1, ha costruito la propria superiorità esaltando le caratteristiche tecniche dei suoi uomini migliori. David Neres ha illuminato con la sua classe, mentre Elmas si è mosso con efficacia negli spazi tra le linee. In mezzo al campo, Lobotka ha orchestrato il gioco dalla cabina di regia, supportato da McTominay che si è concesso frequenti incursioni offensive verso l'area avversaria.
L'apporto sulle corsie esterne è stato garantito da Politano, protagonista di una prova generosa caratterizzata da continui ripiegamenti difensivi. Il Bologna ha retto l'urto grazie agli interventi del portiere Ravaglia, che ha tenuto in piedi la sua squadra fino al 38', quando la diga rossoblù è crollata. Neres ha ricevuto il pallone da una rimessa laterale, si è accentrato e ha lasciato partire un tiro a giro dall'esterno dell'area sul quale il guardiano emiliano nulla ha potuto.
Il raddoppio e il controllo totale
Il vantaggio ha permesso al Napoli di gestire la partita con ancora maggiore tranquillità. Il Bologna ha tentato di alzare il proprio baricentro nel tentativo di riaprire i giochi, ma l'unico risultato ottenuto è stato quello di concedere spazi alle ripartenze veloci degli avversari. La squadra di Conte ha creato un numero notevole di occasioni da gol, con Hojlund che ha provato in ogni modo a lasciare il segno.
Alla fine, però, è stato ancora una volta Neres a gonfiare la rete. Se il primo gol era stato un capolavoro tecnico, il raddoppio è arrivato grazie all'opportunismo tipico di un attaccante di razza. Il brasiliano ha intercettato un passaggio troppo debole di Ravaglia diretto a Lucumì, ha sottratto la sfera al difensore colombiano e ha superato il portiere con un elegante scavetto. La partita si è quindi trasformata in una processione verso la porta rossoblù, con il Napoli che ha sfiorato ripetutamente il terzo gol prima del triplice fischio finale.
Conte nella storia, Italiano nella maledizione
Al termine della sfida, il capitano Di Lorenzo ha sollevato al cielo il trofeo, eguagliando un record significativo: come Diego Armando Maradona, anche il difensore azzurro può vantare due scudetti e una Supercoppa vinti con la fascia di capitano al braccio. Per Antonio Conte si tratta dell'ennesimo successo di una carriera straordinaria, un trofeo che rafforza ulteriormente il legame già solidissimo con la piazza napoletana.
Ben diverso il sapore lasciato dalla serata per Vincenzo Italiano e il suo Bologna. Tra le quattro formazioni partecipanti al torneo, quella emiliana sembrava essere la più motivata e desiderosa di conquistare il titolo, ma si è letteralmente dissolta nel momento decisivo. Per l'allenatore si tratta della quarta finale persa su cinque disputate in carriera, un dato che testimonia una sorta di maledizione nei confronti degli atti conclusivi. Questa sconfitta, tuttavia, potrebbe essere la meno dolorosa tra quelle accumulate, considerando la netta superiorità espressa dall'avversario e l'oggettiva distanza tecnica emersa sul terreno di gioco.
Il Napoli può quindi festeggiare un trionfo meritato, frutto di una prestazione collettiva di alto livello che ha confermato la solidità del progetto tecnico di Conte. Il Bologna, dal canto suo, dovrà metabolizzare l'ennesima delusione e ripartire con rinnovata determinazione per cercare di spezzare finalmente il tabù delle finali.
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