Il Messina prosegue la propria marcia in campionato superando per due a zero il Vittoria in trasferta e consolidando le ambizioni di vertice. A poche ore dal fischio finale del match, il massimo dirigente dei peloritani, Justin Davis, è intervenuto nel corso di una diretta speciale del format “C'era una volta novantesimo minuto” sul canale Zona Sportiva. In un lungo confronto a distanza, il presidente del club siciliano ha tracciato il bilancio della gestione presente e illustrato la programmazione futura della società.

«Lo scenario ideale, nei prossimi tre anni, è essere arrivati nel calcio professionistico e lottare sempre più in alto. Ma dobbiamo restare umili, perché questa stagione è ancora lunga e ci sono squadre che possono metterci in difficoltà. Prima dobbiamo portare a termine correttamente questo campionato e ottenere la promozione».

Continuando la sua riflessione sul percorso intrapreso dalla compagine giallorossa, il patron del Messina, Justin Davis, ha voluto precisare l'importanza di non compiere passi falsi e di mantenere la concentrazione focalizzata sugli impegni ravvicinati.

«Non possiamo essere arroganti. Dobbiamo fare il massimo quest’anno, arrivare fino in fondo e poi affrontare una stagione alla volta».

Senza nascondere l'impegno economico profuso fino a questo momento, l'allenatore e proprietario del Messina, Justin Davis, ha affrontato il tema della sostenibilità finanziaria in vista dei possibili salti di categoria.

«Ogni stagione porta nuove sfide. Come gruppo avremo bisogno anche di supporto, perché se vuoi costruire una squadra vincente devi spendere molto denaro. Personalmente posso arrivare fino a un certo punto, considerando anche le altre attività che possiedo».

«Farò tutto quello che posso per portare il club a diventare autosufficiente e costantemente competitivo. Questa è la nostra ambizione».

«Stiamo sempre cercando ulteriori investimenti, che possano arrivare da Messina, da altre zone o anche da altri Paesi che abbiano legami con Messina e che possano aiutare a sostenere la prima squadra».

Nel ribadire la centralità dell'ACR Messina all'interno delle diverse realtà gestite dal gruppo Racing, il numero uno del sodalizio peloritano, Justin Davis, ha analizzato l'impatto della società sul territorio locale.

«Messina è molto diversa da tutte le squadre che abbiamo avuto o nelle quali siamo coinvolti. Dal giorno in cui sono arrivato la mia attenzione principale è stata rivolta al Messina».

«Ci sono molte sfide, nei rapporti con le istituzioni e con la realtà locale, ma passo dopo passo le stiamo affrontando. Credo che stiamo riportando entusiasmo. Vedo sempre più aziende che si avvicinano, vedo i tifosi maggiormente coinvolti e questo mi rende felice».

«Abbiamo bisogno di maggiore supporto dalle imprese locali e dalle istituzioni, non soltanto oggi ma soprattutto per il futuro. E dobbiamo capire cosa fare per riportare molta più gente allo stadio».

L'impegno della proprietà intende espandersi anche al di fuori del terreno di gioco, con il presidente del Messina, Justin Davis, pronto a valutare nuove opportunità commerciali ed edilizie in città.

«Non stiamo guardando soltanto al calcio. Sto osservando con molta attenzione anche il settore immobiliare. Mi piacerebbe portare a Messina qualcosa del modo australiano di costruire, una cultura anche italo-australiana».

«È molto difficile sostenere una squadra soltanto attraverso tifosi e sponsorizzazioni. Dobbiamo creare altre forme di ricavo e non dipendere esclusivamente dalle mie aziende nel mondo per finanziare il club».

Sul fronte delle infrastrutture sportive, il massimo esponente del club giallorosso, Justin Davis, ha rivelato di aver avviato i primi passi concreti per la realizzazione di un impianto di proprietà.

«L’ultima volta che sono stato a Messina ho visionato alcuni terreni sui quali potrebbe essere costruito un centro sportivo».

«Stiamo parlando con il Credito Sportivo per capire in che maniera possa supportarci e le risposte che stiamo ricevendo mi sembrano molto positive».

«La mia idea sarebbe realizzare un centro sportivo per la prima squadra, per le nostre Academy e anche per l’International Academy».

L'analisi del patron dell'ACR Messina, Justin Davis, si è poi spostata sulla delicata questione relativa all'utilizzo dello storico stadio Giovanni Celeste e sul dialogo con l'amministrazione comunale.

«Ho sempre sostenuto Federico Basile, anche nei momenti difficili e anche quando ritenevo che non stessimo ricevendo tutto l’aiuto necessario».

«Credo sia arrivato il momento che tutti comprendano che stiamo cercando di fare il massimo per riaccendere la città e riportare entusiasmo».

«Credo che il Celeste sia lo stadio di cui abbiamo bisogno per riportare quell’entusiasmo. Non sono uno che vive guardando al passato, perché penso sempre al futuro, ma bisogna anche ascoltare i tifosi e i tifosi vogliono vedere il Messina giocare lì».

Relativamente alle modalità di utilizzo dell'impianto di via Catanoso, il dirigente del club peloritano, Justin Davis, ha chiarito l'esigenza di una programmazione chiara delle attività sportive.

«Il problema è che se il Messina non può avere un ruolo nell’organizzazione del Celeste, non dico prendere il controllo dello stadio, ma fare in modo che tutti abbiano i propri slot e che noi possiamo organizzare correttamente il nostro lavoro, diventa impossibile allenarsi come dobbiamo».

«Dobbiamo avere le condizioni che servono per poter lavorare e performare anche negli anni futuri».

«Spero che in quella riunione si possa arrivare a un accordo o a una sistemazione definitiva».

«Negli ultimi giorni siamo riusciti a trovare un’intesa anche sulla gestione della pulizia dello stadio e spero che possa essere formalizzata. Ma senza il supporto delle istituzioni e senza un certo livello di libertà operativa all’interno del Celeste non sarà semplice».

In merito alla veste grafica del brand e allo stemma societario, il presidente del Messina, Justin Davis, ha espresso la propria opinione mantenendo un approccio conservativo.

«Negli ultimi mesi abbiamo giocato un po’ con il logo e credo che avrebbe bisogno di una rinfrescata».

«Dentro quel logo c’è molta storia e a me piace così com’è. Per adesso resterà questo, poi in futuro vedremo se modernizzarlo».

Passando alla filosofia agonistica che guida l'intero settore sportivo peloritano, il numero uno dei biancoscudati, Justin Davis, ha ribadito la volontà di puntare sempre al massimo traguardo.

«Nessuno inizia una stagione pensando di arrivare terzo o quarto. Noi vogliamo vincere».

«Se arriviamo a gennaio o febbraio con la possibilità di vincere, proveremo a investire quello che serve e fare tutto quello che possiamo per riuscirci. Non vogliamo mettere soldi in un progetto semplicemente per sopravvivere».

«Ogni stagione è differente. Se saliremo in Serie D non sappiamo quali avversarie troveremo o quali saranno i loro budget. Fortunatamente abbiamo già diversi giocatori sotto contratto per due anni. Ma dobbiamo affrontare una stagione alla volta, senza diventare presuntuosi. Una cosa però è certa: ogni campionato al quale partecipiamo lo affrontiamo per provare a vincerlo».

Il rapporto viscerale con la piazza rappresenta un punto cardine per il presidente del Messina, Justin Davis, intenzionato a vivere ogni partita a stretto contatto con la tifoseria.

«Quando vengo allo stadio sto con i tifosi. Che mi amino, che mi contestino o che siano arrabbiati con me, io sarò lì anche quando perderemo».

«Possono insultarmi, possono essere arrabbiati, ma io starò nelle trincee con loro nei momenti belli e in quelli difficili. Non mi spaventa».

«Se arriviamo al punto in cui il calcio diventa così prezioso o così politico da impedire a un presidente di stare insieme ai tifosi, allora non vale nemmeno la pena avere una squadra. Siamo qui per amare una squadra».

«La sento ogni giorno. Ma cosa dovrei fare, mollare? Senza stare vicino ai tifosi e senza vedere attraverso i loro occhi quello che vogliono dal Messina, non potrei neppure godermi questa esperienza».

Ampio spazio è stato dedicato allo sviluppo dei progetti giovanili e internazionali, con l'allenatore e presidente del Messina, Justin Davis, orgoglioso dei primi traguardi raggiunti.

«Sono molto orgoglioso. Pensare che il Messina possa avere già quindici o venti ragazzi internazionali che vivono qui, si allenano e studiano con noi è qualcosa che sembrava quasi impossibile».

«Competiamo con Academy spagnole e inglesi, con realtà legate a club come Real Madrid, Atletico Madrid o Barcellona. Dobbiamo convincere ragazzi e famiglie a scegliere Messina».

«Vogliamo organizzare tour con ragazzi provenienti dalla Corea, dall’Australia e dal Giappone, che trascorreranno dieci o quindici giorni a Messina, giocheranno contro squadre locali e conosceranno il nostro modo di lavorare con prima squadra e settore giovanile».

Tra le novità annunciate, il numero uno del club giallorosso, Justin Davis, ha confermato lo svolgimento di un importante evento sportivo giovanile in riva allo Stretto.

«Stiamo lavorando a una prima iniziativa negli Stati Uniti, ma a giugno faremo sicuramente la Messina Cup a Messina».

«Stiamo già parlando con hotel e sponsor locali. Se riuscissimo ad avere cinquanta squadre provenienti da tutto il mondo, con venti persone per gruppo, significherebbe portare circa mille persone in città».

«Vogliamo muovere l’economia. Questo progetto dimostra anche quanto Messina abbia bisogno di strutture ricettive importanti per poter attirare persone e investimenti».

L'appello finale del patron della società siciliana, Justin Davis, è rivolto alla compattezza del pubblico giallorosso per riempire le gradinate degli impianti cittadini.

«Ogni volta che vengo a vedere una partita è fantastico sentire i tifosi cantare e sostenere la squadra. Ma in futuro mi piacerebbe vedere tutti nuovamente insieme in curva».

«Dobbiamo provare a tornare a essere un unico gruppo. È importante essere uniti, perché quando siamo divisi è difficile andare avanti tutti insieme. In trasferta abbiamo visto che effetto fa quando tutti cantano insieme. Vorrei riportare quella situazione anche al San Filippo o al Celeste, se giocheremo lì».

«Tutti dicono che quando inizi a vincere torna l’entusiasmo e la gente torna allo stadio. Ma anche nelle categorie superiori i numeri del Messina non erano quelli di Catania o Palermo. Io voglio capire che cosa serve davvero per riportare tutti allo stadio».

«Cosa dobbiamo fare per avere cinquemila o addirittura diecimila persone ogni settimana? Non può essere soltanto vincere tutte le partite. Voglio sapere cosa desiderano realmente i tifosi, possono scriverlo a me, a voi, privatamente o pubblicamente».

«Senza persone allo stadio come fai a creare entusiasmo? Come fai a far funzionare tutto? Come fai, quando trasmetti la partita in televisione, a mostrare uno stadio pieno? È questo che vogliamo capire».

«Ho molto lavoro da seguire qui in Australia, quindi non posso ancora dare una data precisa, ma spero di riuscire a tornare a inizio di novembre».

Sezione: Eccellenza / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 17:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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