Il nuovo capitolo tecnico della SPAL si è aperto con le prime parole ufficiali di Carmine Parlato, apparso fin da subito come un uomo d'azione, più propenso alla concretezza che ai grandi giri di parole. Dopo i saluti istituzionali dei vertici societari, il mister ha preso il comando della comunicazione, esprimendo la propria gratitudine per la chiamata ricevuta.

«Grazie a tutti, mi fa molto piacere essere qui. È un onore essere stato scelto dalla proprietà e dal presidente», ha esordito il tecnico, sottolineando come l'entusiasmo sia rimasto intatto negli anni, quasi fosse al suo primo incarico in panchina.

La consapevolezza del ruolo è emersa immediatamente: nel calcio si vive di risultati e Parlato sa che il suo compito sarà quello di infondere una mentalità vincente per risalire la china. «Sta a me cercare, assieme ai ragazzi, di trovare quella continuità e, allo stesso tempo, quella mentalità che possa portare questi colori più in alto possibile», ha ribadito con fermezza.

Riguardo alla decisione di accettare la proposta biancazzurra, l'allenatore ha ammesso di aver seguito l'istinto, definendola una scelta di pancia dettata dall'unicità dell'occasione. Nonostante avrebbe potuto attendere chiamate da categorie superiori, il fascino della piazza ha avuto la meglio.

«Mi sono detto: "non so quando mi ricapiterà" e cercherò di fare in modo di riportare la SPAL dove merita», ha spiegato, evidenziando come la sfida di rimettersi in discussione sia per lui un motore fondamentale, pur sapendo che il successo passerà dal lavoro collettivo.

Analizzando la rosa a disposizione, Parlato ha mostrato di avere le idee chiare. Pur conoscendo personalmente solo Romagnoli, ha affrontato molti dei suoi nuovi giocatori da avversario e ritiene che il gruppo sia stato allestito con criteri importanti.

Il tecnico non vede le attuali difficoltà come un limite invalicabile, conscio che nel calcio nulla è scontato. Per lui, il pedigree dei singoli deve diventare un valore aggiunto per il percorso di squadra, mantenendo sempre un approccio ottimista verso gli impegni imminenti.

La sua filosofia di gioco si sposa con il pragmatismo richiesto dalla categoria. Parlato guarda ai fatti e all'organizzazione, convinto che il blasone di una società non basti da solo per vincere, ma serva una sinergia totale tra squadra, club, tifoseria e stampa.

Dal punto di vista tattico, pur avendo dei principi cardine, l'allenatore ha chiarito che sarà necessario adattarsi alle caratteristiche degli interpreti e alle insidie dei campi di gioco. «Alla fine quello che conta è il risultato», ha sentenziato, pur auspicando una squadra capace di gestire i diversi momenti del match.

Il tempo stringe e Parlato è consapevole che non ci sono i margini per lunghe sperimentazioni tattiche. La priorità assoluta è fare punti immediatamente, a partire dalla finale di coppa prevista per sabato, che rappresenta il primo vero banco di prova mentale e fisico.

Sul tema della pressione, il mister è stato categorico: non deve esistere timore. Al contrario, indossare una maglia così prestigiosa deve essere uno stimolo per ogni calciatore. «Il calciatore deve capire che la cosa più bella che possa fare è il poter aspirare di giocare davanti a 40.000 spettatori», ha dichiarato.

Nelle prime sedute di allenamento, l'obiettivo sarà capire cosa non abbia funzionato finora attraverso il dialogo e il lavoro sul campo. Parlato intende intervenire sulle lacune emerse nelle precedenti uscite, con l'obiettivo dichiarato di accorciare la distanza dalla vetta della classifica.

Riguardo alla gestione del quotidiano, il tecnico sta valutando se spostare gli allenamenti al pomeriggio, una decisione che prenderà di concerto con il direttore e la squadra, tenendo conto delle abitudini e dell'organizzazione del club, che ha definito eccellente.

Infine, una riflessione sul mestiere dell'allenatore e sul mercato. Parlato ha difeso la propria professionalità, ricordando che i risultati determinano i giudizi, ma che la qualità di un tecnico non svanisce dopo un'annata storta. Al momento, la fiducia nel gruppo attuale è totale.

«Desidero lavorare con questo gruppo perché penso sia stato costruito con dei valori sia tecnici sia umani», ha concluso, lasciando comunque aperta la porta a eventuali richieste alla società qualora ne ravvisasse la necessità in futuro.

Sezione: Eccellenza / Data: Mar 27 gennaio 2026 alle 22:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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