A distanza di due giorni dalla conclusione dell'incontro disputato allo stadio Gabbiano, il risultato di 0-0 conseguito dal Treviso sul campo del Campodarsego acquisisce una valenza strategica significativa nel cammino della squadra veneta verso la promozione nella categoria superiore. Federico Gianola, elemento di centrocampo tra i più convincenti della gara domenicale, ha offerto una lettura approfondita della prestazione fornita dai biancocelesti, esprimendo un giudizio complessivamente favorevole sull'approccio della formazione, pur riconoscendo le difficoltà affrontate nel territorio padovano.
L'analisi del numero del Treviso restituisce l'immagine di una partita combattuta, caratterizzata da un sostanziale equilibrio tra le contendenti. «È stata una partita molto combattuta e il pareggio è il risultato più giusto», ha dichiarato Gianola, come ripreso dal quotidiano "La Tribuna di Treviso", descrivendo come le due frazioni di gioco abbiano mostrato dinamiche differenti. La compagine trevigiana ha iniziato l'incontro con determinazione, costruendo nell'immediato due potenziali occasioni da rete, ma l'evoluzione della prima frazione ha visto entrambe le formazioni allungarsi eccessivamente sul terreno di gioco.
Il centrocampista ha sottolineato come la squadra di casa sia riuscita a conquistare una maggiore gestione del pallone nella fase iniziale, mentre il Treviso ha privilegiato una strategia basata sulle transizioni rapide. In questo contesto tattico, i biancocelesti hanno trovato la via della rete con Scotto, ma la marcatura è stata successivamente invalidata dall'arbitro.
La seconda metà dell'incontro ha registrato un'inversione nelle dinamiche di gioco. Il Treviso ha incrementato il proprio controllo sulle operazioni offensive e, ad eccezione di una conclusione del Campodarsego terminata sul montante, gli avversari non hanno rappresentato una minaccia concreta per la porta biancoceleste.
«Noi scendiamo in campo sempre per vincere, ma sappiamo che per la matematica mancano ancora 25 punti: ogni punto guadagnato fa bene, questo pareggio è grasso che cola», ha affermato Gianola, rivelando un approccio pragmatico alla situazione di classifica. Il calciatore ha dovuto assumere un ruolo di equilibratore nel reparto mediano, sostituendo il capitano Gucher, retrocesso nella linea difensiva per esigenze tattiche.
La prestazione individuale di Gianola è stata caratterizzata da un impegno fisico notevole e da una costante attenzione nella conquista dei palloni vaganti, aspetti resi necessari dalle caratteristiche del manto erboso. «Mi sono trovato bene, si lavora sodo in settimana per farsi trovare pronti. Nel primo tempo ho fatto molto lavoro sporco perché, per l'impraticabilità e le dimensioni del campo, saltavamo spesso il centrocampo nella costruzione. Nella ripresa abbiamo gestito meglio il pallone. Esco soddisfatto: se non si vince c'è sempre qualcosa da recriminare, ma tutto sommato la prestazione è stata positiva», ha spiegato il mediano, evidenziando come le condizioni del terreno e le dimensioni ridotte dell'impianto abbiano influenzato le scelte di costruzione del gioco.
L'assenza del sostegno dei tifosi ospiti ha rappresentato un elemento di discussione significativo. Il provvedimento restrittivo che ha impedito ai sostenitori del Treviso di seguire la squadra in trasferta ha suscitato reazioni tra i protagonisti. Gianola ha espresso la propria posizione in merito, allineandosi alle dichiarazioni del presidente Botter.
«Condivido le parole del presidente Botter. I tifosi sono il dodicesimo uomo in campo. È oggettivamente brutto che paghino tutti per colpa di pochi. Il calcio è spettacolo e condivisione: impedire a bambini, adulti e anziani di vivere questi momenti non è corretto», ha affermato il centrocampista, sottolineando come l'esperienza calcistica risulti impoverita dall'impossibilità per i tifosi di assistere agli incontri esterni.
L'attenzione della squadra veneta si è rapidamente spostata verso la successiva sfida casalinga contro il Bassano, avversario che evoca ricordi contrastanti relativi alla fase iniziale della stagione. Il Treviso non era riuscito a superare questa formazione nel confronto d'andata, inserendola nel ristretto gruppo delle tre squadre capaci di evitare la sconfitta contro i biancocelesti.
«Sappiamo che il Bassano è una squadra fastidiosa, una delle tre che all'andata non siamo riusciti a battere. Conosciamo il loro valore, ma in settimana prepareremo il match al meglio. Una vittoria darebbe ancora più valore al punto di Campodarsego: scenderemo in campo per imporre il nostro gioco e prenderci l'intera posta in palio», ha dichiarato Gianola, manifestando la determinazione del gruppo nel voler conquistare i tre punti davanti al pubblico amico.
Con il margine sulla Clodiense, seconda forza del campionato, che ha raggiunto le 14 lunghezze di vantaggio, il Treviso consolida la propria leadership. La società e i giocatori hanno piena consapevolezza che la regolarità nei risultati rappresenta l'elemento fondamentale per concretizzare l'obiettivo della promozione in Serie C. La solidità psicologica dimostrata da elementi esperti come Gianola costituisce una risorsa preziosa per affrontare la fase conclusiva della stagione con la necessaria lucidità e determinazione.
Il punto conquistato sul difficile campo del Campodarsego, inizialmente percepito come un'occasione mancata, assume ora una connotazione positiva nell'economia generale del percorso. La capacità di mantenere l'imbattibilità in un contesto ostico, con un terreno di gioco problematico e in assenza del supporto del pubblico, testimonia la maturità di una squadra che sta gestendo con intelligenza la pressione della leadership.
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