Da tempo in Italia è aperto il dibattito sul presunto declino del calcio nostrano. Dibattito che si riapre ciclicamente con i risultati negativi soprattutto delle nazionali. Purtroppo nella becera cultura di questo Paese, portata avanti colpevolmente da giornalisti che vivono totalmente scollati dalla realtà e tutt'ora più inclini a guadagnarsi la pagnotta in tv sparando castronerie che svolgendo seriamente il proprio lavoro, il risultato sportivo non è importante, è semplicemente l'unica cosa che conta. Ed allora il calcio italiano è risorto, abbiamo tre squadre di club nelle tre finali di coppe europee, viva l'Italia! Poi si perde sul campo ed ecco la retromarcia: ci siamo illusi. E via al valzer del rimbalzo delle responsabilità, con tutti che restano al proprio posto perché anche la cultura delle dimissioni non ci appartiene. La realtà è sempre taciuta da un sistema omertoso, meglio puntare il dito, come fanno determinati politici, contro lo straniero e la mancanza di coraggio degli allenatori di far giocare i giovani. Di tanto in tanto però il velo si squarcia, qualche protagonista decide di parlare. È questo il caso di del giovane tecnico, nella sua ultima avventura allenatore della formazione Under 17 del Novara, Simone Olivi che con un post pubblicato sul proprio profilo facebook finalmente, per dirla come lui, parla ed è estremamente interessante perché tocca una delle problematiche più avvilenti del nostro movimento calcistico. Problematica figlia, non smetteremo mai di dirlo, della mancanza di preparazione nelle figure gestionali di questo movimento.
Riportiamo ora integralmente il post di Olivi lasciando al lettore ogni commento.
E ORA FINALMENTE PARLO! Magari non fregherà a nessuno, perché tanto il mondo del calcio funziona così. Sicuramente riceverò chiamate di insulti e minacce come già successo. Fate quello che vi pare, io devo parlare!
Dopo 11 anni di passione, di gioia e di sogni, tempo speso ad imparare, confrontarmi per migliorarmi, è ora di prendersi una pausa da questo mondo.
Il calcio mi ha dato tanto! Amicizie, confronti, voglia di passare il tempo con i ragazzi e cercare di trasmettere loro qualcosa.
Purtroppo quello che ho vissuto questa stagione mi ha, però, tolto tanto! Ho vissuto momenti di grandissimo stress, momenti dove, purtroppo, solo il fattore economico nel dover vivere lontano da casa , con spese importanti, mi portava a continuare creando un malessere con me stesso. Ho dovuto andar contro totalmente ai miei principi, sottostare ad obblighi di fare giocare ragazzi in prova che nulla c'entravano con la realtà in cui si era, forse per favori a procuratori? Forse per interessi propri? Ho dovuto subire convocazioni negli uffici per sentirmi dire chi doveva giocare la domenica, leggere messaggi che mi arrivavano durante le gare con scritto che dovevamo ricordarmi di far giocare il figlio dello sponsor, i figli di chi garantiva favori di vario genere. Ho dovuto dare false risposte ai ragazzi che mi chiedevano motivazioni sulla formazione.
Chi mi conosce davvero sa cosa ho passato in questi mesi e quanto moralmente tutto questo mi costava. Qualche mese fa ho detto basta, mi son ribellato a tutto questo, sono stato allontanato dalla squadra e ho ricevuto insulti e minacce dai genitori in questione dopo aver raccontato e fatto uscire la realtà delle cose.
ORA DICO BASTA!! So bene che scrivendo queste parole mi taglio le gambe in questo mondo, ma onestamente con tutto questo io non voglio c'entrare e voglio che si sappia il marcio che c'è in questo mondo!
Non son stato bene con me stesso e mi chiedo come sia possibile che al mondo ci siano persone che accettano tutto questo pensando a se stessi e fregandosene del benessere e della crescita dei ragazzi!
Ora ho voglia di realizzare i miei obiettivi, non so se tornerò in panchina, sicuramente tutto questo mi mancherà, già mi manca!
Autore: Marco Pompeo / Twitter: @Marco_Pompeo
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