C’è un rumore nuovo sotto le Cento Torri. Per decenni, dire "calcio" ad Ascoli Piceno ha significato volgere lo sguardo verso un’unica e gloriosa direzione. Ma in questa stagione 2025/26, l'egemonia calcistica cittadina sta subendo una dolcissima, inarrestabile mutazione. Mentre lo storico Ascoli Calcio battaglia ai vertici del Girone B di Serie C, nel Girone F di Serie D c'è un'altra creatura bianconera che ha smesso di essere la "sorella minore" per trasformarsi in una splendida e temutissima realtà: l'Atletico Ascoli.
Non chiamatela più sorpresa. Nel calcio le sorprese durano un mese, al massimo un girone d'andata. L'Atletico è oggi una macchina perfetta, un laboratorio tattico che unisce la solidità della provincia alla sfrontatezza delle grandi piazze. E al centro di questo miracolo sportivo c'è un uomo solo al comando, un "direttore d'orchestra" che sta facendo impazzire gli scout di mezza Italia: Simone Seccardini.
Classe 1983, un'età in cui molti tecnici stanno ancora facendo gavetta portando i cinesini in campo. Eppure, se guardate giocare l'Atletico Ascoli, vedete la mano di un veterano della panchina. La storia di Seccardini è di quelle che piacciono a noi malati di calcio: niente raccomandazioni, niente percorsi dorati. Si parte dalla polvere, dal Piazza Immacolata, la vera "strada" calcistica. Poi la trafila nel settore giovanile dell'Ascoli fino alla Primavera 1, prima del grande salto.
Novembre 2023 è il momento Sliding Doors. Il presidente Graziano Giordani compie una scelta folle e visionaria: via un nome pesante come Sergio Pirozzi, dentro l'allora responsabile del settore giovanile. Un azzardo che si è trasformato in un capolavoro, blindato dalla fiducia cieca e totale del Direttore Sportivo Mario Marzetti. Marzetti non ha solo scelto un allenatore, ha scelto una filosofia. E oggi ne raccoglie, con gli interessi, i frutti.
C'è un dettaglio che fa capire la reale caratura di Seccardini. Gestire una squadra di ragazzini è un conto, ma provate voi a dettare legge in uno spogliatoio dove siedono lupi di mare abituati a palcoscenici roventi. Gente del calibro di Giovanni Sbrissa, Matteo D’Alessandro, Francesco Maio o Leonardo Nonni. Giocatori che hanno visto tutto e vissuto tutto.
Quando campioni di questa categoria, che potrebbero vivere di rendita sulla propria esperienza, si mettono totalmente a disposizione di un tecnico giovane, significa solo una cosa: l'allenatore ha il famoso "X Factor". Seccardini ha saputo fondere l'entusiasmo della gioventù con la malizia dei senatori. Il risultato? Una squadra che non ha paura di nessuno in un Girone F che, per blasone e piazze, è storicamente un inferno.
Ora, però, arriva il rovescio della medaglia. Nel calcio moderno i segreti durano poco. Le prestazioni del "Piccolo Mago" bianconero hanno oltrepassato i confini marchigiani. I nostri taccuini sono pieni di indiscrezioni: club di Serie C e prestigiose formazioni di Primavera 1 stanno monitorando ossessivamente il lavoro di Seccardini. Cercano idee fresche, bel gioco e aziendalismo, e il profilo del tecnico ascolano spunta in cima a molte liste della spesa per la prossima estate.
Lui, per ora, fa orecchie da mercante. "Tutti hanno un sogno", ha dichiarato, tenendo lo sguardo fisso sul presente. Vuole portare la squadra della sua città il più in alto possibile, sfidando la logica e la gravità. Un doppio Ascoli nel calcio che conta non è più un tabù, è una clamorosa suggestione a portata di mano.
Ai tifosi dell'Atletico diamo un solo consiglio: godetevi il viaggio. Godetevi questa squadra, questo gruppo e questo allenatore domenica dopo domenica. Perché quando hai un predestinato in panchina, il biglietto per i grandi palcoscenici è già stampato. È solo questione di tempo.
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