Alla vigilia di una delle sfide più impegnative della stagione, Ashley Cole ha parlato senza filtri. La trasferta di sabato 18 aprile sul campo del Palermo FC — calcio d'inizio alle 17:15 allo Stadio "Renzo Barbera", 35ª giornata di Serie BKT 2025/2026 — rappresenta un banco di prova cruciale per le ambizioni del Cesena FC. E il tecnico bianconero non ha voluto nascondersi dietro la diplomazia.
Il punto di partenza obbligato è la sconfitta di Mantova, definita dallo stesso Cole come «certamente una prestazione molto negativa». Da quel momento, però, qualcosa è cambiato. «Nelle tre partite successive siamo cambiati: giochiamo un calcio migliore, controlliamo meglio le partite e superiamo le squadre più facilmente di prima — ha spiegato il mister —. Lo dimostrano anche le statistiche, così come attestano che recuperiamo più palloni di prima».
Il problema, tuttavia, rimane la concretezza sotto porta. Quando i gol non arrivano, la tensione sale e si rischia di cadere in un circolo vizioso difficile da interrompere. Cole conosce bene questa dinamica e sa che il suo compito va ben oltre la gestione tattica: «Quando non riusciamo a segnare, è chiaro che i giocatori si innervosiscono e si spaventano un po' ed è nostro compito cercare di far sì che continuino a credere in quello che stiamo facendo. D'altra parte, quando subiamo un gol, non possiamo giocare di nuovo con paura. Dobbiamo continuare a cercare di dominare le partite e ovviamente pareggiare, perché questo porterà una ventata di aria fresca a questo gruppo di giocatori».
Un messaggio che suona come un vero e proprio manifesto psicologico, rivolto tanto ai giocatori quanto all'ambiente. La fiducia nel metodo deve resistere anche nei momenti di difficoltà.
Il Palermo di Filippo Inzaghi è avversario di altissimo livello — Cole non lo ha nascosto, anzi ha voluto elogiare apertamente il lavoro del collega. «Inzaghi ha già ottenuto tre promozioni in carriera, quindi noi dobbiamo riconoscere la sua bravura. Ha un'ottima squadra con ottimi giocatori che sanno muoversi bene, ruotano e segnano gol, possono attaccare dal centro del campo, così come dalle fasce e sono molto aggressivi in fase difensiva, quindi sappiamo cosa ci aspetta».
Eppure la consapevolezza del pericolo non si è tradotta in rinuncia. Tutt'altro. Cole ha rilanciato con parole nette, quasi una sfida aperta: «Siamo in un momento davvero importante in cui, se giochiamo con paura, non vale la pena andare avanti, non ha senso, tanto vale rinunciare subito all'ottavo posto, tornare a casa e torno a casa anche io. Oppure restiamo e lottiamo, convinti di essere abbastanza forti da andare in campi come quello del Palermo e vincere».
La posta in gioco è esplicita: l'ottavo posto, porta d'accesso ai playoff, è ancora nel mirino del Cesena. E il tecnico vuole che la squadra lo sappia e lo senta.
Tra i temi caldi in casa bianconera c'è anche la gestione di Matteo Francesconi, giovane talento locale su cui il tifo cesenate ripone grandi aspettative. Cole ha scelto la strada della chiarezza, rifiutando qualsiasi trattamento di favore: «Francesconi è un pilastro di questa squadra per ciò che rappresenta, sia come giocatore che come giovane simbolo di questa città e di questa squadra».
Eppure essere un simbolo non basta per guadagnarsi una maglia da titolare, non con questo allenatore. «Nel reparto di centrocampo, al momento, i giocatori più esperti si adattano meglio a questo stile: con questo non intendo dire che Francesconi non giocherà mai, ma ogni singolo giocatore deve alzare il proprio livello in allenamento. Non ho intenzione di regalare o dare un'opportunità alle persone solo perché sono giovani. L'ho detto quando sono arrivato qui: bisogna guadagnarsi la maglia». Cole ha poi aggiunto: «A centrocampo c'è una vera e propria battaglia da affrontare. Quindi, il posto da titolare è in discussione per tutti, ma non abbiamo bisogno solo di energia, non solo di grinta e voglia, dobbiamo anche aggiungere qualità. Matteo è giovane, avrà la sua occasione, avrà tempo per giocare, ma al momento siamo in una situazione nella quale dobbiamo vincere le partite».
Un messaggio di rispetto, ma anche di rigore meritocratico. La porta non è chiusa, ma si apre soltanto con il lavoro.
Capitolo Shpendi. L'attaccante bianconero è al centro del progetto offensivo di Cole, che ha costruito attorno a lui un sistema di gioco flessibile e imprevedibile. Nelle ultime uscite, il centravanti è stato impiegato in posizioni più defilate rispetto al classico ruolo da prima punta, con risultati incoraggianti in termini di occasioni create.
«Penso che nelle ultime due partite ci siano state diverse occasioni di uno contro uno, forse quattro e credo che a Shpendi siano piaciute», ha detto Cole. La chiave, secondo il tecnico, sta nell'adattabilità: «Se vuoi arrivare ai livelli più alti, devi essere flessibile e capire che potresti non essere sempre in grado di giocare come numero nove e lui è stato fantastico. Gli ho parlato in molte occasioni e a lui va bene giocare partendo da sinistra. Gli dà più spazio per correre alle spalle dei difensori».
La conclusione è una sorta di carta bianca tattica: «Per me può giocare a sinistra, può giocare a destra, può giocare da numero nove e può giocare da numero dieci». Ciò che rimane da affinare è la concretezza sotto porta: «Per quanto riguarda la sua vicinanza alla porta, è stata la nostra principale minaccia; ha avuto il maggior numero di occasioni da gol e, ora che gioca da una posizione diversa, si tratta solo di avere quell'istinto killer per trasformare in gol queste occasioni che stiamo creando per lui sulla fascia».
Una notizia che arriva come ulteriore iniezione di fiducia: il Cesena si presenta a Palermo senza alcun infortunato. «Ora stanno tutti bene, al momento non abbiamo infortunati o indisponibili», ha confermato Cole. In particolare, fa notizia il progressivo recupero di Castrovilli: «Si sta allenando con noi da circa cinque o sei giorni, sta facendo sessioni di allenamento complete. Sta quasi raggiungendo il ritmo giusto ed è pronto a essere coinvolto».
L'abbondanza, però, ha il suo rovescio della medaglia: «Il fatto di avere una rosa al completo rende il mio lavoro ancora più difficile», ha ammesso Cole con una punta di ironia. Scelte difficili da fare, ma problemi che un allenatore è ben felice di avere.
Sabato pomeriggio, al "Renzo Barbera", si capirà se il Cesena è davvero pronto a recitare un ruolo da protagonista in questo finale di stagione. Cole ha già scelto la sua posizione: nessun passo indietro, nessuna paura. Solo la convinzione di potercela fare.
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