Un pareggio a reti bianche che lascia l'amaro in bocca. Il Nola non va oltre lo 0-0 contro il Ferrandina, al termine di una gara in cui i bianconeri hanno spinto sull'acceleratore, specialmente dopo essere rimasti in superiorità numerica, sbattendo però contro il muro avversario e la propria imprecisione sottoporta.
A metterci la faccia in sala stampa nel post-partita è il difensore Marco Capone, uno dei "senatori" dello spogliatoio, che ha analizzato con grande lucidità il momento della squadra, le occasioni sprecate e il rush finale che attende il Nola.
Nonostante il risultato non sorrida pienamente, Capone difende a spada tratta l'atteggiamento dei compagni: «È indubbio che arriviamo da un momento di difficoltà, ma oggi la squadra ha dato il massimo. Non si può recriminare niente dal punto di vista dell'impegno e dell'abnegazione a nessuno. Anche dopo l'espulsione di un loro giocatore abbiamo spinto e abbiamo avuto tante occasioni, anche grosse, per andare in vantaggio. Purtroppo non le abbiamo sfruttate e ci portiamo a casa questo punto».
Nel secondo tempo, anche grazie alle intuizioni tattiche del mister che ha invertito gli esterni, il Nola è apparso nettamente più aggressivo. Le nitide palle gol capitate sui piedi di Galano e Alessandro Rossi testimoniano un forcing che però non ha dato i suoi frutti. Due punti persi o uno guadagnato? Il difensore non si nasconde: «Sicuramente, per com'è andata la partita, meritavamo più di vincerla che di pareggiarla, questo penso sia oggettivo. Però è andata così ed è inutile stare qui adesso a piangersi addosso o a pensare a cosa poteva succedere. I punti sono questi: siamo a quota 38, ce ne sono 6 a disposizione e bisogna andare a farne il più possibile. Poi tireremo le somme alla fine».
Da leader dello spogliatoio, Capone fotografa perfettamente lo stato d'animo della squadra: «Ne usciamo sicuramente arrabbiati per la partita che è stata, perché abbiamo messo in campo tutto. Abbiamo avuto tante occasioni per vincerla, soprattutto nel finale, e non siamo riusciti a sbloccarla. Speravamo di fare tre punti, ne abbiamo fatto uno. Ora andiamo ad affrontare le due partite che mancano con la voglia di fare bottino pieno».
A chi gli chiede se in questo momento delicato sia lecito aspettarsi qualcosa in più, magari la classica "giocata" dai calciatori di maggior tasso tecnico, Capone risponde con estrema fiducia nel gruppo: «Sicuramente abbiamo giocatori in grado di fare la giocata singola, anche estemporanea, all'interno della partita. Oggi purtroppo le occasioni le abbiamo create ma la rete non è arrivata. Non dobbiamo mollare di un centimetro e dobbiamo tenere lo stesso spirito che abbiamo avuto oggi: aiutarci, combattere e correre. Vedrete che la giocata ci premierà in queste ultime due partite».
All'orizzonte ci sono gli ultimi due decisivi impegni contro Paganese (in trasferta, al "Marcello Torre") e Martina Franca. Capone detta la linea per preparare al meglio la prossima sfida: «Il piano tattico lo prepareremo in settimana come sempre, ma dal punto di vista delle motivazioni penso che non ci sia niente da dire. Dobbiamo arrivare col coltello tra i denti e fare la partita come se fosse l'ultima. Anche oggi la prestazione l'abbiamo fatta: bisogna insistere e arriverà quello che deve arrivare».
Infine, una chiosa sulle sue condizioni fisiche, dopo aver accusato un piccolo fastidio durante il match che lo ha portato a confrontarsi con lo staff medico: «Domani valuteremo meglio. Ho sentito un po' indurirsi il polpaccio. Spero non sia una cosa particolarmente grave, vediamo domani».
Il Nola esce dal campo con un punto e tanta rabbia agonistica: un carburante che dovrà essere convertito in energia pura già da domenica prossima a Pagani.
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