Il Bisceglie mette fine a quattro anni di attesa e festeggia ufficialmente il ritorno in Serie D, sigillando un percorso trionfale in una giornata che resterà scolpita nella storia del club nerazzurro. Al termine dei festeggiamenti, il tecnico Pino Di Meo ha condiviso le proprie emozioni, mettendo in risalto la dedizione totale mostrata dalla sua squadra lungo tutto l'arco della stagione.
«Provo una felicità immensa perché questo è un traguardo che ci siamo guadagnati con il sudore di tutti, avendo dato l'anima dalla prima all'ultima giornata di campionato» ha esordito l'allenatore. «Adesso il nostro compito è quello di chiudere in bellezza cercando di conquistare anche la Coppa Italia, perché questi ragazzi se lo meritano davvero per quanto fatto finora».
«Il merito di questa vittoria è esclusivamente loro, sono stati eccezionali sotto ogni punto di vista e hanno saputo tenere botta nei momenti critici» ha proseguito Di Meo, rifiutando per sé il ruolo di unico protagonista. «Io mi sono limitato a fare da conduttore, ma gli artefici veri sono i giocatori, dal più esperto al più giovane, senza alcuna distinzione tra i componenti del gruppo».
Il tecnico ha poi voluto sottolineare la forza dei numeri che hanno accompagnato questa scalata, evidenziando la straordinaria prolificità offensiva della squadra. «Le statistiche parlano in modo chiaro: abbiamo messo a segno 116 reti in 52 incontri ufficiali. È un record che mi rende orgoglioso, così come quello delle 14 vittorie consecutive che ottenni durante il mio primo anno in questa piazza».
«La squadra mi ha seguito fedelmente nonostante le enormi difficoltà, specialmente nelle ultime uscite dove abbiamo dovuto fare a meno di elementi cardine a centrocampo» ha spiegato l'allenatore nerazzurro. «Giocatori del calibro di Martinez e Martino sono assenze pesanti, così come aver avuto Citro e Vito Laavopa a mezzo servizio, eppure quest'ultimo ha lottato come un leone».
Nonostante la gioia per la promozione, Di Meo guarda già al prossimo prestigioso impegno fissato per il 9 maggio a Teramo. «Dobbiamo ricaricare le pile, specialmente a livello fisico, per la finalissima contro il Montecchio Gallo. È una compagine di alto livello che ho già avuto modo di osservare; servirà la massima concentrazione per provare a portare a casa questo trofeo nazionale».
Un pensiero speciale è stato rivolto dal mister alla tifoseria, capace di sostenere la squadra in ogni circostanza. «Voglio fare un applauso sincero a tutto il pubblico, in particolare alla gradinata. Ci hanno seguiti ovunque, dentro e fuori casa, senza mai farci mancare il loro supporto. Sono stati veramente ammirevoli e questo traguardo appartiene in gran parte anche a loro».
In chiusura, il tecnico ha toccato un tasto dolente legato a un tragico evento che ha colpito la comunità locale, mostrando la sua grande sensibilità umana. «Il mio pensiero va alla famiglia della bambina colpita da questa terribile tragedia. Conosco il papà e so purtroppo cosa significhi attraversare un dolore simile perché l'ho vissuto sulla mia pelle trent'anni fa. È una situazione bruttissima che spegne in parte la gioia sportiva».
«Siamo felici per il calcio, ma davanti a certi fatti si resta senza parole» ha concluso Di Meo con commozione. «Voglio mandare loro un abbraccio fortissimo in un momento così drammatico. Per quanto riguarda la festa per la Serie D, ci saranno altri momenti per celebrare degnamente, ora è il tempo del rispetto e del silenzio per ciò che è accaduto in città».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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