Il Monza si appresta a vivere un finale di stagione incandescente, inaugurando una serie di quattro anticipi del venerdì che decideranno le sorti della promozione diretta. Mister Paolo Bianco, intervenuto in conferenza stampa prima della trasferta di Marassi contro la Sampdoria, ha tracciato la rotta con estrema lucidità, mettendo nel mirino il secondo posto occupato attualmente dal Venezia.
«Noi abbiamo la prima partita di questi quattro venerdì che è la più importante perché dobbiamo far bene la prima per far poi meglio anche le altre ultime tre. Diventa una partita importante perché giochiamo prima delle altre e ci permetterebbe, almeno per una notte, di agguantare a pari punti il Venezia e di staccare di tre punti il Frosinone. La mia testa e il mio obiettivo sono focalizzati solo sulla Sampdoria» ha dichiarato il tecnico biancorosso.
Bianco ha poi risposto con fermezza alle osservazioni riguardanti la fluidità offensiva della squadra, difendendo la prestazione offerta contro il Bari e contestando una visione a suo dire troppo pessimista: «Si tende a vedere sempre il lato negativo di quello che succede al Monza e mi dispiace. Non credo che il primo tempo col Bari sia stato brutto, anzi, per me è stato uno dei migliori della stagione. Se non fai gol è normale che si veda il bicchiere mezzo vuoto, ma abbiamo creato molte occasioni pericolose».
Un capitolo a parte merita Giuseppe Caso, autore di un impatto devastante nell'ultima uscita ma spesso utilizzato a gara in corso. Il mister ha spiegato le ragioni tattiche dietro questa gestione: «Caso entra con la squadra già in vantaggio e quindi con spazi diversi da attaccare. Per le sue caratteristiche, quando entra in quelle condizioni è molto più semplice. Chi ha giocato finora, come Dani Mota, ha fatto un lavoro incredibile senza palla, garantendo un equilibrio fondamentale. Peppe può iniziare la gara, ma per un allenatore conta il sacrificio per la squadra».
La sfida di Genova si preannuncia caldissima, con una cornice di pubblico imponente, ma Bianco non si lascia intimidire dai numeri sugli spalti, forte anche dei suoi trascorsi: «Saranno 25.000 o 30.000 persone, spesso è così in quello stadio contro la Samp. Ma come dicevo l'anno scorso ai miei giocatori del Frosinone, in uno scontro diretto non giocano i tifosi. L'anno scorso a Marassi vincemmo 3-0 in una partita delicatissima; noi dobbiamo solo fare la prestazione che siamo in grado di produrre».
L'analisi del tecnico si è poi spostata sulla metamorfosi della Sampdoria, definita come una squadra totalmente diversa rispetto al girone di andata grazie agli innesti di gennaio: «Questa è la terza guida tecnica stagionale, la Sampdoria è stata tre squadre diverse nell'arco dell'anno. Si sono rinforzati tantissimo con giocatori di talento ed esperienza come Pierini, Brunori, Begic ed Esposito. Per la categoria sarebbe una squadra da zone alte e lo sta dimostrando. Sarà difficile, ma noi dobbiamo fare la nostra gara».
Infine, un pensiero sulla crescita individuale di elementi chiave come Pessina e Petagna, e sulla mentalità necessaria per affrontare il rush finale: «Matteo Pessina è tornato il giocatore che tutti aspettavate; veniva da un infortunio serio e oggi sta dimostrando di essere un calciatore diverso. Per quanto riguarda Sinner e la mentalità, non vince sempre il più forte ma chi si adatta meglio ai cambiamenti. Dobbiamo essere bravi a non farci condizionare dal vento, dagli arbitri o dalla pressione dei tifosi avversari. Oggi il nostro grande obiettivo è tra le prime due e dobbiamo puntare a quello».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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