L'amarezza per la recente sconfitta di Crema contro la Pergolettese è ancora vivida nelle parole di Diego Campedelli, direttore generale della Virtus Verona, che dal Vinitaly analizza il momento critico del club rossoblù senza però rassegnarsi alla retrocessione.
Il dirigente non nasconde che l'annata sia nata sotto una cattiva stella, sottolineando la necessità di un'autocritica profonda per comprendere gli errori commessi: «Questa è stata una stagione che fin dall’inizio non si è indirizzata nel modo giusto. È giusto fare un esame di coscienza per capire dove si è sbagliato».
Dopo un lungo periodo di stabilità, Campedelli accetta il verdetto del campo come un evento fisiologico nel percorso di una società: «Dopo otto anni nei quali non sbagliavi nulla ci può stare una stagione in cui qualcosa ti va storto», ha ammesso con pragmatismo il direttore generale.
Tra i fattori che hanno pesato maggiormente sul rendimento, l'assenza forzata di Michael De Marchi viene indicata come il punto di svolta negativo: «L’infortunio di Michael De Marchi è stata la cosa che più ci ha messo in difficoltà: fino al suo stop c’erano sì difficoltà ma era ancora tutto in gioco».
Nonostante le avversità, la speranza di ribaltare il destino sportivo nelle ultime due giornate rimane viva, confidando anche in un calendario non impossibile per le dirette concorrenti: «Dobbiamo fare due vittorie nelle ultime due partite sperando che la Pergolettese rallenti».
La linea societaria resta quella della resilienza totale finché i numeri lasceranno uno spiraglio aperto: «Finché la matematica non ci avrà condannato noi resteremo in gioco. Bisogna sempre sperare. Daremo il massimo e poi tireremo le somme», ha ribadito con forza Campedelli.
Il dirigente ha poi voluto respingere le critiche eccessive, ricordando la dimensione economica della Virtus rispetto al contesto della Serie C: «Tanta gente magari si dimentica che il nostro budget è il 59esimo su sessanta società di C. La normalità per noi sarebbe giocarsi la salvezza all’ultima giornata».
Il focus si è poi spostato sulla possibilità concreta di un ritorno in terza serie attraverso vie non legate al campo, monitorando le difficoltà finanziarie di altri club: «C’è aperta una finestra legata alle riammissioni visto che ci sono società negli altri gironi invischiate nella zona retrocessione che non hanno i requisiti».
Campedelli intravede una possibilità reale basata sui criteri di merito e solidità: «Se qualche posto dovesse risultare libero noi dobbiamo farci trovare pronti. Avremmo qualche problema nel gestire il mercato visto che le riammissioni vengono ufficializzate a fine luglio».
Infine, il direttore ha voluto tranquillizzare l'ambiente sul suo legame indissolubile con la realtà veronese, al di là dei risultati e degli impegni politici personali: «Per me la Virtus è una famiglia a prescindere dal fatto di esserne o meno il direttore generale».
Il messaggio finale è un atto d'amore verso i colori rossoblù e verso il fratello Gigi, tecnico storico del club: «Voglio bene a Gigi, voglio bene a tutti: qualunque tipo di decisione andrebbe presa con calma. Una famiglia è per sempre. Quello sicuramente», ha concluso Campedelli.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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