L’amarezza per un successo sfumato proprio sul traguardo non cancella la consapevolezza di un gruppo che sente il profumo della storia. Il pareggio interno contro la Vigor Senigallia ha lasciato l’amaro in bocca all’Atletico Ascoli, beffato in pieno recupero quando i tre punti sembravano ormai in cassaforte.
A fare il punto della situazione è il capitano Matteo D’Alessandro, che non nasconde il dispiacere per la dinamica dell’ultima sfida: «Beh sì, sicuramente brucia perché praticamente la partita era finita e all’ultimo calcio d’angolo, con dentro anche il loro portiere, purtroppo può succedere nel calcio, l’abbiamo visto a tutti i livelli. Peccato perché secondo me era stata fatta una partita di alto livello».
Nonostante il gol subito in extremis, il leader dello spogliatoio bianconero preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno, sottolineando la prestazione collettiva della squadra: «Credo che avremmo meritato il punteggio pieno, che ci avrebbe avvicinato quasi aritmeticamente ai play-off, però va bene così: accettiamo il verdetto del campo».
L’attenzione si sposta ora sulla volata finale, con un calendario che mette subito di fronte un avversario ostico per blindare la post-season: «Abbiamo ancora tre partite, domenica arriva il Fossombrone che conosciamo bene e lo dico sempre ai ragazzi: bisogna affrontare la quotidianità con grande fame, con grande volontà. Stiamo facendo un ottimo percorso e nulla è cambiato in chiave play-off».
Il raggiungimento degli spareggi promozione rappresenterebbe un momento epocale per il club, un risultato che D’Alessandro aveva in qualche modo previsto anche nei momenti di maggiore difficoltà stagionale, quando la classifica non sorrideva affatto alla compagine ascolana.
«Sì, lo ricordo bene: con voi ci siamo incontrati tanti mesi fa, dopo la quinta giornata, dopo la sconfitta interna con l’Ostiamare, e mi avevate chiesto cosa stesse succedendo» rammenta il capitano, rivolgendo lo sguardo al passato per misurare la crescita esponenziale del gruppo sotto la guida tecnica e societaria.
La fiducia nel progetto non è mai venuta meno: «Io con grande serenità, perché sono sempre stato consapevole di questo ambiente che conosco molto bene, del valore della società, del mister, dello staff e della squadra, vi avevo detto che sarebbero venuti fuori i veri valori. Adesso, con grande orgoglio, dico che siamo vicini a questo traguardo storico».
La risalita dell’Atletico Ascoli assume ancora più valore se contestualizzata nel livello competitivo del raggruppamento: «Guardando la classifica, vediamo che le piazze lassù hanno girato a ritmi impressionanti e bisogna fare i complimenti anche a loro. Noi, dopo un inizio complicato, ci siamo tirati fuori decisamente bene. Adesso vogliamo continuare, finire alla grande e provare a giocarci i play-off come è giusto che sia».
Le voci di mercato e i rumors che solitamente accompagnano la fine dei campionati non sembrano turbare la serenità dell’ambiente, anzi, per il capitano sono la conferma della qualità del lavoro svolto negli ultimi mesi tra campo e scrivania.
«Ma no, adesso si sa: quando si arriva a questo punto della stagione è normale che inizino a rincorrersi certe voci. Anzi, penso che anche questo sia motivo di orgoglio, perché qui è stato fatto un lavoro veramente importante. È giusto che direttore, mister e tutti i ragazzi vengano considerati» spiega D’Alessandro con la consueta schiettezza.
Per i calciatori più giovani, l’interesse di altre piazze deve rappresentare una spinta motivazionale e non una distrazione: «Io dico sempre che tutti i ragazzi che sono qui hanno la possibilità di fare calcio vero ed è una cosa che auguro a tutti, perché ho avuto la fortuna di farlo anch’io, magari arrivando anche tra i professionisti».
Lo spirito di sacrificio resta la base su cui costruire il futuro: «È normale che ci siano certe dinamiche, ma questo deve essere uno stimolo ulteriore per affrontare ogni singolo allenamento con grande dedizione, grande voglia e grande sacrificio, senza mai accontentarsi».
Infine, una panoramica generale sul Girone F, che sta regalando verdetti sorprendenti sia in testa che in coda, confermandosi come uno dei tornei più complessi e livellati verso l’alto dell’intera categoria.
«Per quanto riguarda il vertice, penso che il Teramo forse non se l’aspettasse nessuno in questa situazione. Ogni anno sembra dover retrocedere e poi invece riesce sempre a salvarsi. È un campionato equilibrato, un girone F quest’anno livellato verso l’alto rispetto agli ultimi anni» analizza il difensore.
Sulla lotta al potere e le difficoltà di alcune nobili decadute, D’Alessandro conclude con una riflessione sulla meritocrazia: «Davanti Ostiamare, Ancona, Teramo e noi abbiamo fatto davvero bene. L’Aquila è in difficoltà, e anche sotto ci sono bagarre tra società in crisi economica e situazioni complicate. Penso, per esempio, alla Cattolica e all’Unipomezia: sono campi difficili. Sarà bello fino alla fine».
Sulla corsa al primo posto tra Ostiamare e Ancona, il cuore non prende il sopravvento sulla ragione: «Io ho due ragazzi che hanno giocato con me all’Ancona, però devo dire che alla fine vincerà chi meriterà di più. Io sono per la meritocrazia: chi arriverà davanti col muso avanti sarà chi avrà veramente meritato di vincere il campionato».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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