Il calcio fiorentino celebra il ritorno in quarta serie di una delle sue realtà più storiche, la Rondinella Marzocco, e a raccontare le sfumature di questa impresa ai microfoni di daicollifiorentini.it è l'architetto della promozione, Stefano Tronconi. Per il tecnico si tratta di una conferma ad altissimi livelli, un bis che arriva a pochi anni di distanza dal successo ottenuto sulla panchina del Figline e che lo consacra tra i grandi esperti della categoria.
«Vincere scaturisce sempre da un percorso», ha spiegato l'allenatore con la serenità di chi ha ormai metabolizzato i festeggiamenti dei giorni scorsi. Il mister ha voluto sottolineare quanto non sia scontato ottenere certi risultati nel tempo: «Vincere due campionati di Eccellenza non è banale, nel calcio parlano i numeri. Vincere è difficile, ripetersi ancora più difficile. Ma siamo stati bravi tutti, quest’anno».
Il cammino della compagine biancorossa non è stato però privo di ostacoli, soprattutto a causa della scomparsa del presidente Lorenzo Bosi, una figura il cui ricordo è rimasto vivido nel gruppo per tutta la stagione. «Diceva sempre che la dimensione della Rondinella era la Serie D. Credo che sia felice anche lui da lassù», ha confidato Tronconi, aggiungendo che questo è stato «uno dei pensieri affiorato nella testa al triplice fischio di domenica».
Al momento della vittoria definitiva, la mente del tecnico è tornata indietro nel tempo, ripercorrendo i sacrifici fatti per arrivare sul tetto del campionato. «Ho provato un mix di nostalgie ed emozioni», ha ammesso il mister. «Quando sei vicino al traguardo ti viene in mente un po’ tutto: il percorso nel settore giovanile a inizio carriera e soprattutto i sacrifici e tutta la passione che sei abituato a metterci».
Analizzando la gestione del gruppo, Tronconi ha individuato nella mentalità costante la vera arma segreta per superare le insidie del girone. «La chiave è stata l’aver dato importanza tutte le domeniche non tanto al risultato, ma al miglioramento singolo durante la gara», ha dichiarato. «Questo approccio ci ha permesso di fronteggiare al meglio i momenti complicati che abbiamo incontrato lungo la strada».
I periodi di flessione sono stati gestiti con estrema razionalità, specialmente dopo il trauma psicologico della perdita del patron. «Soprattutto dopo la morte di Lorenzo è stato difficile», ha ricordato l'allenatore. «Abbiamo giocato il mercoledì con la Sangiovannese e pochi giorni dopo è arrivato lo scontro diretto a Grassina: abbiamo perso e siamo caduti anche contro la Baldaccio Bruni».
In quelle settimane, la squadra ha saputo evitare il panico restando fedele alla propria identità tecnica. «In quel momento lì tieni la barra dritta e ti distacchi dal risultato, pensando solo al tuo processo di miglioramento», ha continuato Tronconi. «Servivano nuove certezze, le abbiamo trovate nel giro di qualche partita tornando poi a vincere: abbiamo avuto idee ben solide a cui aggrapparci».
Tra i momenti decisivi della cavalcata, il tecnico ha citato alcune trasferte che hanno forgiato il carattere della squadra. «Sicuramente la trasferta sul campo del Mazzola ci ha confermato tutte le certezze accumulate fin lì», ha spiegato. «Ho visto determinazione e solidità di alto livello. Ma mi prendo anche il successo in casa della Sangiovannese, dove ho visto una squadra matura».
Un elogio particolare è andato a Polo, il terminale offensivo che ha trascinato il gruppo a suon di reti e prestazioni di sacrificio. «Lui ha beneficiato di tutto ciò che gli abbiamo costruito intorno», ha sottolineato il mister. «È fondamentale non solo per i gol, ma per tutto il lavoro che produce: è il nostro regista avanzato, non si risparmia mai e lotta fino all’ultimo secondo».
Guardando all'immediato futuro, la Rondinella si prepara ora alla prestigiosa sfida di Supercoppa Toscana contro la Lucchese. «Ai ragazzi ho detto di godersela: rappresenta in pieno l’atmosfera da calcio di livello superiore che vivremo l’anno prossimo», ha affermato Tronconi. «Avremo gli occhi della Toscana addosso, dovremo viverla come un vero premio per la nostra stagione».
Sulla sua permanenza in panchina anche per la prossima categoria, l'allenatore ha preferito mantenere un profilo basso, pur lasciando intendere una forte sintonia con l'ambiente. «La Rondinella è contenta di me, io sono contento della Rondinella. Mi limito a dire questo», ha risposto sibillino a chi gli chiedeva conferme sul futuro sodalizio in Serie D.
In chiusura, oltre al pensiero per Bosi, Tronconi ha voluto dedicare il trionfo agli affetti più cari che lo supportano quotidianamente. «La dedico alla mia famiglia perché mi dà la serenità di poter seguire la passione», ha concluso. «Mia moglie e i miei figli mi lasciano divertire col calcio, e vi assicuro che non è affatto poco nel mondo di oggi».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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