La Sambenedettese chiude la pratica Vis Pesaro con un pirotecnico due a tre e il presidente Vittorio Massi, visibilmente scosso dalle emozioni vissute in campo e fuori, ha voluto tracciare un bilancio profondo e non privo di punti interrogativi.
«Avevo lasciato con la frase “E quello che dovrà venire”: questa vittoria è ciò che è arrivato» ha esordito il patron rossoblù, visibilmente sollevato per il risultato ottenuto in trasferta. «Ringrazio Don Nicola per la benedizione alla squadra che, alla fine, ci è servita. Sul due a uno non riuscivo a guardare nessuno in faccia, ma poi ciò che è accaduto è stato qualcosa di incredibile. Abbiamo giocato una grande partita che siamo riusciti a vincere».
Uno dei protagonisti assoluti della sfida è stato il giovane Lonardo, autore di una prestazione che lo ha consacrato agli occhi della società e della tifoseria. Massi ha avuto parole di grande stima per lui: «Ha dimostrato di saper aspettare e ora resterà nella storia di questa città».
Il presidente si è poi soffermato sull'impatto avuto dal tecnico Boscaglia, sottolineando come il suo arrivo abbia segnato un punto di svolta nella gestione quotidiana del club: «Dopo diversi errori commessi dal sottoscritto, con lui mi sono sentito professionista: al campo e allo stadio c’è movimento dalla mattina fino alla sera, a dimostrazione del fatto che il suo arrivo ha portato lavoro e senso del dovere».
Nonostante il traguardo raggiunto, il futuro della presidenza sembra essere avvolto nell'incertezza, con Massi che non ha nascosto la pesantezza degli ultimi mesi trascorsi al timone della società. «Ho detto sempre che in caso di salvezza si potrà pensare a fare qualcosa di più» ha spiegato il numero uno del club marchigiano.
«Tuttavia, prima di tutto bisogna vedere se si ripartirà con Massi: per me e, soprattutto, la mia famiglia è stato un anno difficile e, anche per questo motivo, devo pensare maggiormente a loro. Ringrazio tutti coloro che sono passati per questa società durante la stagione. È stato un anno difficile e duro, ma ne usciamo felici».
Il patron non ha risparmiato una frecciata verso una parte della piazza, distinguendo tra il confronto costruttivo e gli attacchi gratuiti ricevuti nel corso della stagione: «Alcune critiche dei tifosi mi hanno fatto crescere, ma altri li reputo aberranti».
Infine, un pensiero commosso per gli amici di una vita, ai quali il presidente ha voluto dedicare il mantenimento della categoria: «Dedico questa salvezza ai miei compagni di sempre: Gigi Traini, Aldo Mosca e Giuseppe Marzetti».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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