Davide Ballardini ha analizzato il momento magico dell'Avellino in vista della delicata trasferta contro l'Empoli, sottolineando come il clima di festa che si respira in città sia il frutto di un lavoro collettivo partito da lontano. Il tecnico ha voluto mantenere i piedi per terra, distribuendo i meriti della stagione con grande onestà intellettuale.
«Siamo contenti per l'entusiasmo che c'è intorno alla squadra. L'obiettivo salvezza raggiunto, va condiviso con chi ci ha preceduto, è importante dirlo» ha esordito l'allenatore in conferenza stampa. «Chi ci ha preceduto ha comunque fatto tante partite e portato a casa punti ed è anche merito loro se oggi siamo salvi. Detto questo, siamo felici di questo entusiasmo, i tifosi hanno capito che l'Avellino è una squadra seria, è un gruppo unito».
Proprio la coesione dello spogliatoio sembra essere l'arma in più per sognare un piazzamento nella griglia promozione. «Se oggi siamo in lotta per la zona playoff, è soprattutto grazie alle qualità tecniche e al legame che si è creato all'interno del gruppo. Un gruppo di ragazzi che mette prima la squadra delle ambizioni personali» ha spiegato Ballardini, ringraziando poi il pubblico irpino.
«Ringraziamo i tifosi, è un ambiente che ti gratifica e ti fa sentire importante. I 3000 di Empoli non sono una sorpresa, perchè già dalla prima partita a Reggio Emilia, forse erano più tifosi dell'Avellino che della Reggiana» ha ricordato il mister, rimarcando il seguito oceanico della tifoseria biancoverde anche lontano dalle mura amiche.
Sull'avversario di venerdì, il tecnico ha espresso un giudizio netto, evidenziando le difficoltà che la gara presenterà sotto il profilo tattico e fisico. «E' chiaro che anche l'Empoli ha enormi motivazioni, sarà una gara tecnicamente diversa come quella con il Bari. L'Empoli ha una struttura diversa rispetto al Bari, ha dei valori importanti, ha una società strutturata, importante, sanno come muoversi».
Secondo Ballardini, la classifica attuale dei toscani non deve trarre in inganno: «Sono in un momento difficile. Hanno dei giocatori forti, struttura fisica, ma mi sembrano al momento molto più forti rispetto al Bari. E' una retrocessa dalla Serie A, ha una struttura diversa da tutte quelle che lottano per salvarsi. E' una squadra che ad inizio stagione era data tra le prime 7-8, se non più in alto».
Il mister ha poi dedicato un passaggio al suo metodo di lavoro, basato sulla collaborazione costante con lo staff storico. «Con Carlo Regno sono 40 anni che ci conosciamo, con altri collaboratori anche una ventina. Parlo sempre al plurale perché il nostro è un lavoro di gruppo, la persona sola non esiste più. Ci siamo trovati tutti bene appena siamo arrivati».
«La mia fortuna, è che riesco a lavorare con persone competenti e per questo, come fai a parlare al singolare, non ha senso» ha aggiunto, confermando la sua filosofia gestionale. Per quanto riguarda l'infermeria, le notizie non sono delle migliori: «Sala ha questo problema alla caviglia, quindi è fermo. Simic sta meglio ma non credo che ci sarà contro l'Empoli e difficilmente anche per l'ultima di campionato».
Sugli attaccanti, il ballottaggio resta aperto: «Biasci ha fatto bene questi due giorni, poi di volta in volta vediamo, le risposte le abbiamo avute poco alla volta anche da chi è entrato. Oggi non saprei dire chi gioca venerdì». Ballardini pretende infatti un sacrificio totale dalle sue punte: «Noi vogliamo che gli attaccanti siano i primi a correre, i primi a pressare e a difendere».
Il tecnico ha speso parole d'elogio per la dedizione dei singoli: «Cerchiamo attenzione, generosità, che Patierno ha o almeno cerca di farle sempre, in maniera seria e continua. Ma lo stesso vale per Biasci, Russo, lo stesso Insigne, che si sta allenando benissimo. Senza dimenticarsi di Favilli, Tutino e Pandolfi, che ti mettono sempre in difficoltà».
A colpire maggiormente l'allenatore romagnolo è stata l'assenza di personalismi: «Nessuno mi ha sorpreso singolarmente, ma l'umiltà di tutti i ragazzi, la serietà. Spesso trovi giocatori egoisti. Ma invece qui, si pensa prima di tutto al bene comune, la sorpresa è stata proprio questa. Non credo che l'Avellino sia superiore all'Empoli, allo Spezia, alla Samp, ma l'Avellino se la gioca con tutti».
Un occhio di riguardo è stato rivolto anche ai talenti della rosa: «Certo che i giovani sono il futuro, hanno prospettiva, hanno qualità di base per migliorare. E sono un patrimonio per il club e possono giocare anche in categorie superiori». Ballardini si è poi soffermato sul rapporto con il territorio irpino, definendolo unico nel suo genere.
«Sto capendo quanto gli irpini siano legati al loro territorio, di come ci sia un legame viscerale, un amore. Da noi in Romagna non è così, in Emilia, Lombardia, Veneto. E' un po' più all'acqua di rose. Ma qui è davvero speciale» ha confessato, concludendo con una riflessione sulle proprie ambizioni future e sulla permanenza ad Avellino.
«Siamo grati della stima e dell'affetto che c'è intorno a noi. Il pensiero è rivolto solo all'allenamento e alla prossima partita, non ho altri pensieri. Stiamo bene qui, ma sappiamo bene che la stima va guadagnata ogni giorno. Io credo che l'ambiente ci dia tanto, ma ti chiedono tutto in cambio. E' giusto dare tutto quello che hai perchè se lo meritano. Se mi danno una squadra che può aspirare, provo a vincere il campionato».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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