Si è tenuta nel pomeriggio, negli spazi riservati alla stampa dello stadio Piola, la conferenza ufficiale con cui il Novara ha presentato Alessandro Birindelli come nuova guida tecnica della squadra azzurra.

A fare gli onori di casa e ad accompagnare l'ingresso in società del nuovo allenatore è stato il direttore sportivo del club, che non ha nascosto la soddisfazione per l'operazione portata a termine: "Sono molto contento di averlo qui al mio fianco. È un profilo che avevo già seguito nella passata stagione, che poi sono riuscito ad approfondire un po' di più in questi mesi. Mi ha colpito fin da subito per la sua concretezza, per la sua fame e per le sue idee di calcio, quindi ci siamo trovati molto velocemente".

Parole che restituiscono un percorso di osservazione durato mesi, culminato in un'intesa nata, a detta dello stesso dirigente, con particolare rapidità una volta avviati i contatti diretti.

Preso il microfono, Birindelli ha affidato le prime dichiarazioni da allenatore del Novara a una riflessione che ha toccato, insieme, la sfera personale e quella progettuale. Il tecnico ha innanzitutto sottolineato il peso simbolico dell'incarico appena assunto: "Arrivo qui innanzitutto con grande emozione, perché rappresentare il Novara per me è un senso di grande responsabilità. Questo senso di responsabilità mi piacerebbe farlo passare anche come messaggio non solo ai miei calciatori, ma a tutti quelli che lavorano all'interno del Novara, dai magazzinieri, al massimo dei dirigenti che può essere il presidente. Questo è il primo obiettivo. Quando si parla di famiglia intendo questo, siamo tutti insieme per raggiungere l'obiettivo, che è quello di riportare il Novara dove gli compete, quindi a combattere fino all'ultimo e a battagliare per raggiungere i playoff, e poi come dico sempre da lì inizia un altro percorso. Bisogna andare per gradi, in primis è fondamentale creare un gruppo che abbia dei valori, umani prima che tecnici, tutto il resto poi secondo me viene di conseguenza. Ma se noi non capiamo che bisogna mettere in campo delle qualità che non sono solo calcistiche, poi alla fine nei momenti di difficoltà difficilmente se ne può uscire".

Un intervento che ha delineato con chiarezza la filosofia con cui il nuovo allenatore intende impostare il proprio lavoro a Novara. Al centro del discorso non figura soltanto l'obiettivo sportivo dichiarato, ovvero il ritorno della squadra nella zona playoff del campionato, ma anche e soprattutto la costruzione di un'identità collettiva che coinvolga l'intera struttura societaria, dallo staff tecnico fino al vertice dirigenziale.

Birindelli ha insistito in particolare sul concetto di "famiglia" come chiave di lettura del proprio approccio, chiedendo coinvolgimento e responsabilità condivisa a tutte le componenti del club, senza distinzioni di ruolo. Il tecnico ha inoltre voluto scandire per gradi il percorso che intende intraprendere: prima la costruzione di un gruppo solido sul piano dei valori umani, poi, come naturale conseguenza, i risultati sul piano tecnico e sportivo.

Non è mancato un riferimento esplicito alle difficoltà che, secondo l'allenatore, un gruppo privo di solide basi umane rischia di non riuscire a superare nei momenti più complessi della stagione: un passaggio che suona come una dichiarazione di metodo, prima ancora che come un proposito.

La conferenza segna così l'inizio ufficiale del nuovo corso tecnico del Novara, con la società che affida ad Alessandro Birindelli il compito di riportare la squadra a competere per l'accesso ai playoff, obiettivo dichiarato apertamente dallo stesso allenatore nel giorno della sua presentazione.

Sezione: Serie C / Data: Mar 07 luglio 2026 alle 18:45
Autore: Francesco Vigliotti
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