L'ottava giornata del Girone C di Serie D ci consegna un campionato spaccato in due, tra chi sogna in grande e chi, tra le big attese ai nastri di partenza, si ritrova già a fare i conti con i fantasmi dell'esonero. Il Girone C non perdona, e l'ottavo turno disputatosi in questo soleggiato weekend di metà ottobre ne è la prova lampante. La classifica inizia ad allungarsi, delineando le prime vere gerarchie di una stagione che, come da tradizione per i raggruppamenti del Nord-Est, si preannuncia una logorante corsa a ostacoli.

Il duello al vertice: La solidità della Luparense e l'esplosività del Cjarlins Muzane In vetta, a quota 18 punti, si sta consumando una vera e propria "fuga a due" dalle anime profondamente diverse. Da una parte c'è la Luparense, che impatta per 0-0 sul difficile campo del Sandonà (vera rivelazione del torneo a quota 15 punti, capace di fermare la capolista). I Lupi veneti confermano una solidità difensiva invidiabile: è il terzo clean sheet consecutivo. La squadra sa soffrire e, anche quando Diallo e compagni non trovano la via della rete, porta a casa punti pesanti.

Dall'altra parte c'è il Cjarlins Muzane, una squadra dall'anima bipolare ma dal potenziale offensivo devastante. I friulani avevano subìto un clamoroso e inaspettato tracollo casalingo nel turno precedente (0-4 contro il Legnago Salus), ma hanno saputo reagire da grande squadra, espugnando il "Baracca" di Mestre con un secco 2-0 maturato già nel primo tempo grazie alle reti di Diaw e Camara. Una prova di forza che zittisce i critici e rilancia le ambizioni di vertice. Subito dietro, sorniona ma letale, c'è l'Union Clodiense a quota 16. I lagunari, dopo un inizio altalenante, sembrano aver trovato la quadra: il pirotecnico 3-2 contro la Calvi Noale, firmato da giocatori di categoria superiore come Radrezza, De Paoli e Rosso, è un segnale chiaro alle battistrada. Da tenere d'occhio anche il Legnago Salus (13 punti), che archivia la pratica Obermais per 3-1 mandando a referto ancora una volta uno scatenato Menghi (doppietta per lui).

Se in alto si sorride, nei bassifondi della classifica – e non solo – il clima è rovente. La lente d'ingrandimento non può che posarsi sulla Triestina. Vedere l'Alabarda, una "nobile decaduta" di questo calibro, annaspare a 9 punti in 8 giornate è un colpo al cuore per i tifosi giuliani. La vittoria di misura per 1-0 contro il Conegliano (decide Lupi al 40' del primo tempo) regala un po' di ossigeno puro, ma è innegabile che la situazione sia critica. Prima di questo turno, l'inaspettato ko contro il LME aveva fatto traballare vistosamente la panchina. La vittoria di domenica salva temporaneamente il tecnico, ma la permanenza sulla graticola è assicurata: in una piazza come Trieste, vivacchiare a metà classifica in Serie D non è un'opzione contemplata. Un altro tecnico che passerà una settimana difficile è quello del Campodarsego (fermo a 13 punti). Cosa è successo alla squadra che sette giorni fa aveva schiantato la Virtus Bolzano per 4-1? Il tracollo esterno contro lo Schio (vittorioso per 4-1 dopo aver racimolato solo 4 punti nelle prime 7 gare) è un campanello d'allarme assordante. Subire quattro reti da una squadra in piena zona play-out denota un preoccupante calo di tensione mentale. Se non ci sarà un'inversione di rotta immediata, anche qui potrebbero iniziare le riflessioni societarie.

Chi invece sembra avere le ore contate è l'allenatore del Brian Lignano. Il fanalino di coda è sprofondato a 3 punti dopo l'ennesima sconfitta, questa volta di misura (0-1) in casa contro l'Unione La Rocca Altavilla (decisivo Tardivo). Il trend è disastroso: una sola vittoria alla quinta giornata e poi il buio totale. In Serie D, numeri del genere portano quasi inevitabilmente a un solo epilogo. L'esonero, in casa friulana, sembra ormai solo una questione di ore per cercare di dare la classica "scossa" a uno spogliatoio che appare sfiduciato.

Sezione: Serie D / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 09:00
Autore: Maria Lopez
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