Il dopo gara di Pianese-Perugia ha restituito un Giovanni Tedesco visibilmente scosso e amareggiato per la prestazione offerta dalla sua squadra, uscita sconfitta per 2-1 da una trasferta che ha lasciato strascichi pesanti non solo per il risultato, ma soprattutto per le modalità con cui è maturato.
Il tecnico dei biancorossi, intervenendo ai microfoni di Umbria Tv, ha preferito tralasciare i tecnicismi tattici per concentrarsi sulla sfera emotiva e sul rispetto dovuto alla piazza, manifestando una profonda delusione per quanto visto sul terreno di gioco.
«Faccio fatica a parlare di calcio. Dobbiamo chiedere scusa a questi 432 tifosi che sotto la pioggia e con questo freddo sono venuti a vedere una non partita da parte nostra» ha dichiarato l'allenatore, sottolineando il sacrificio dei supporter che hanno seguito la squadra nonostante le condizioni meteo avverse.
Per Tedesco, la prova offerta è stata una mancanza di rispetto verso chi ha lasciato i propri affetti e il proprio impiego per sostenere i colori del Grifo: «Il nostro è stato un atteggiamento irrispettoso nei confronti della nostra gente» ha rimarcato con durezza.
L'analisi del mister si è poi spostata sulla mentalità necessaria per affrontare un campionato di sofferenza, evidenziando come una compagine impegnata nella lotta per non retrocedere non possa permettersi simili cali di tensione.
«Una squadra che si deve salvare non può avere un atteggiamento come questo. Mi ha veramente infastidito questa cosa» ha spiegato il tecnico, precisando però che il suo sfogo è circoscritto alla singola gara odierna e non mette in discussione l'intero lavoro svolto finora.
Il primo tempo è stato l'oggetto delle critiche più feroci, con un Perugia apparso in balia degli avversari e graziato soltanto dagli interventi del proprio estremo difensore che ha evitato un passivo ben peggiore già nei primi quarantacinque minuti.
«Avremmo meritato di stare sotto 3-0 alla fine del primo tempo. Ci ha tenuto a galla Gemello» ha ammesso Tedesco, che ha descritto la prova collettiva come un naufragio totale sotto ogni punto di vista, compreso quello della cura dei dettagli.
Un particolare che ha fatto infuriare l'allenatore riguarda persino la scelta del materiale tecnico, con i calciatori che avrebbero ignorato le sue precise disposizioni relative alle criticità del manto erboso dovute al maltempo.
«Siamo stati tutti inguardabili. Abbiamo addirittura sbagliato i tacchetti nonostante avessi detto a tutti di fare attenzione alle condizioni del campo» ha rivelato con rammarico, non vedendo mai quello spirito di sacrificio necessario per sopperire alle difficoltà.
Il mister ha sottolineato di non aver visto «una corsa in più in 96 minuti», rigettando l'idea che la colpa possa essere attribuita al sistema di gioco o alle scelte iniziali riguardanti i singoli interpreti della sfida.
«Oggi non è questione di modulo» ha tagliato corto, difendendo le decisioni di schierare Bolsius e Verre dal primo minuto, frutto delle osservazioni compiute durante gli allenamenti settimanali in cui entrambi i giocatori avevano dato risposte incoraggianti.
Tedesco ha voluto comunque assumersi la piena responsabilità del fallimento odierno, attribuendosi la colpa di non essere riuscito a trasmettere al gruppo la giusta carica emotiva e la consapevolezza del momento delicato.
«Abbiamo fatto una partita di m***a e il responsabile sono io che non sono riuscito a far capire ai miei ragazzi l’importanza della partita» ha ammesso candidamente, spiegando che l'atteggiamento richiesto per salvarsi non è stato minimamente recepito.
Nonostante il clima teso, il tecnico sa bene di dover ritrovare immediatamente la calma necessaria per preparare il prossimo scontro diretto, che vedrà il Perugia impegnato in un'altra sfida cruciale contro il Carpi.
«Devo essere bravo a respirare un attimo perché domenica abbiamo un’altra partita importante» ha aggiunto, conscio che non c'è tempo per piangersi addosso data l'imminenza di un nuovo impegno che non ammette ulteriori passi falsi.
Il monito per il futuro è chiaro: il Perugia non può permettersi di approcciare le gare con questa sufficienza, specialmente quando la classifica impone di lottare su ogni pallone come se fosse l'ultimo.
«Non possiamo regalare partite così. Devo farlo capire io dal momento in cui saliamo sul pullman fino al fischio di inizio della gara con il Carpi che per noi è una vera e propria finale» ha concluso il tecnico dei biancorossi.
L'obiettivo è ora resettare tutto e presentarsi alla prossima sfida con una fame diversa, quella che si addice a chi deve conquistare la permanenza nella categoria con le unghie e con i denti.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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