Il tecnico dei biancorossi, Moreno Longo, ha commentato con toni estremamente duri e preoccupati la disfatta maturata nel finale della sfida contro la Carrarese. Intervenendo ai microfoni di RadioBari, l'allenatore non ha cercato scuse, descrivendo una prestazione che ha ricalcato purtroppo dinamiche già viste in passato.
«È la fotocopia di altre partite dove abbiamo visto lo stesso copione» ha esordito un amareggiato Longo, analizzando l'andamento del match. Se la prima frazione di gioco era apparsa tutto sommato bilanciata, la ripresa è stata definita dal mister come «un secondo tempo inaccettabile», segnato da una fragilità emotiva e tecnica preoccupante.
L'aspetto che più ha fatto infuriare la guida tecnica è stata l'incapacità della squadra di restare in partita dopo lo svantaggio iniziale. «Abbiamo subito il primo gol a difesa schierata e non abbiamo avuto la forza di reagire concedendo altri gol imbarazzanti» ha spiegato l'allenatore, sottolineando come la retroguardia sia andata in totale affanno.
Oltre ai limiti mentali, Longo ha sollevato un problema di tenuta fisica e strutturale che sembra affliggere la rosa in questo frangente della stagione. «Non sappiamo reggere tre partite a settimana. Non è un caso, è qualcosa di eclatante» ha ammesso con schiettezza, evidenziando una difficoltà nel gestire gli impegni ravvicinati che sta pesando enormemente.
Il paragone con altre recenti delusioni è scattato quasi naturale per il tecnico, che vede ripetersi costantemente gli stessi errori fatali. «Anche stavolta, come contro il Sudtirol, ci siamo persi dopo il primo gol preso» ha confessato Longo, aggiungendo con una punta di impotenza: «Non ho ancora trovato soluzioni a riguardo».
Entrando nel dettaglio delle reti incassate, l'allenatore non ha usato giri di parole per descrivere la gestione difensiva dei suoi uomini. «Prendere gol in superiorità numerica difensiva è folle. Bastava fare un fallo per interrompere l'azione avversaria» ha tuonato, stigmatizzando la mancanza di malizia e di cinismo necessaria per evitare il peggio.
La sentenza sul futuro prossimo è stata lapidaria, un avvertimento diretto a tutto lo spogliatoio per richiamare ognuno alle proprie responsabilità. «Se siamo quello del secondo tempo, è impossibile salvarsi» ha dichiarato il mister, mettendo in chiaro che con questo spirito la permanenza nella categoria rimane un miraggio lontano.
Nonostante il clima di profondo sconforto, l'allenatore ha voluto ricordare che ci sono ancora margini di manovra, sebbene la strada si sia fatta ripidissima. «Ci dobbiamo aggrappare al fatto che manchino ancora sei partite. Dobbiamo combattere e stare attaccati fino all'ultimo secondo, fino all'ultima possibilità che avremo a disposizione» ha esortato.
Il pensiero di Moreno Longo è andato infine alla piazza e ai tifosi, delusi dall'atteggiamento rinunciatario mostrato sul rettangolo verde nella seconda metà di gara. «Mi dispiace per la gente che non merita un secondo tempo del genere. Abbiamo commesso ingenuità che costano carissimo» ha riferito con rammarico ai microfoni dell'emittente.
La chiusura dell'intervista è un'assunzione di colpa ma anche un impegno per il futuro immediato, nel tentativo di invertire una rotta che sembra aver preso una direzione pericolosa. «Abbiamo fatto due passi indietro. Ora sta a me cambiare le sorti di questa situazione. Anziché migliorare, siamo andati a regredire» ha concluso amaramente il tecnico barese.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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