Al termine del movimentato incontro casalingo vinto per quattro a due contro la Cavese, l'allenatore del Potenza, Ivan Tisci, si è presentato nella sala stampa per commentare il successo della formazione rossoblù. La guida tecnica del club lucano ha evidenziato le difficoltà incontrate sul terreno di gioco e la capacità della squadra di superare i momenti critici.

La disamina iniziale del mister del sodalizio potentino ha chiarito la delicatezza dell'impegno affrontato davanti al proprio pubblico: «Sapevamo che sarebbe stata una partita ostica e scomoda, perché la Cavese ogni volta che viene al Viviani inventa qualche partita. Anche l'anno scorso avevamo avuto un esempio simile, con il passaggio dal 2-0 al 2-2. È una partita molto di categoria. Magari non siamo stati al massimo rispetto a quello che abbiamo visto quattro giorni fa a Bari, però l'esame è superato pienamente. Oggi abbiamo dimostrato sul campo di avere anche una squadra di categoria».

L'analisi dell'allenatore della compagine rossoblù si è poi focalizzata sulla gestione tattica e sulla necessità di mantenere la dovuta lucidità di fronte alla disposizione difensiva dell'avversario.

L'allenatore del Potenza ha ribadito l'importanza della gestione dei ritmi e della pazienza nell'arco dei novanta minuti: «Quando gli avversari preparano la partita in una certa maniera devi essere bravo ad avere la giusta pazienza e la lucidità di non avere fretta. Loro avevano pensato di togliere tutti gli spazi interni, abbassandosi molto. Noi non dovevamo avere fretta. Ero arrabbiato nello spogliatoio. Chiaramente ero felice per il 2-0, tanta roba, ma dobbiamo essere più bravi e avere più pazienza. A quel punto loro avrebbero dovuto venire a fare qualcosa nella nostra metà campo. Dobbiamo capire i momenti di certe partite senza forzare, rispettando gli avversari. Le partite si possono portare avanti fino al novantesimo. Magari puoi non vincere, ma non devi perdere e il gol puoi trovarlo alla lunga».

Nel proseguire la sua dettagliata disamina, la guida tecnica del club lucano si è detta particolarmente felice della risposta caratteriale fornita dal gruppo nel momento in cui la sfida si era riaperta.

L'apprezzamento di mister Tisci per lo spirito mostrato dallo spogliatoio è emerso chiaramente dalle sue parole: «Credo che la squadra abbia dimostrato di avere grande carattere. La reazione che mi piace, la voglia di andare sempre in avanti. Abbiamo giocatori di qualità che possono incidere e dimostrarlo con i gol. Dobbiamo crescere nel capire i momenti della partita, senza forzare».

L'attenzione dell'allenatore del Potenza è stata quindi richiamata dalla gestione dei cambi e dalle giocate decisive nate da palla inattiva, fondamentali per ristabilire il vantaggio.

Sulla scelta dei tempi di sostituzione e sull'esecuzione degli schemi, il mister della formazione rossoblù ha spiegato i dettagli dell'azione: «Soprattutto sugli angoli contro, quando stai subendo, eviti di fare il cambio perché rischi di scombussolare in poco tempo le marcature. Noi marchiamo a uomo e non è semplice. Avevamo lavorato sulle palle inattive. Adja aveva provato, così come Bruschi, D'Auria e Dos Santos, che sono giocatori che hanno qualità nel calcio da fermo. Avevamo prepared una certa situazione ed è venuta alla perfezione. È stato bravo Augusto, Adja ha messo una gran palla. Si è rifatto magari del dispiacere che aveva sul gol. Gli ho detto di non abbassare mai la testa: nel calcio qualcosa torna sempre».

L'esame dell'andamento del match è proseguito prendendo in considerazione il calo fisico e le contromisure tattiche adottate dagli avversari nella prima frazione di gara.

Il tecnico della squadra potentina ha illustrato le ragioni della minore fluidità di manovra vista nella fase iniziale: «Quando una squadra decide di non fare pressione e di aspettare, chiudendo tutti gli spazi in maniera molto ordinata, fa meno fatica rispetto a quella che deve muovere palla e trovare gli spazi. Eravamo alla terza partita. C'era qualcuno che sapevo essere un po' a corto di energie e sapevo che con i cinque cambi avrei potuto modificare ulteriormente la squadra. Quando c'è stanchezza devi essere più bravo a muovere la palla. Dicono scherzando che l'unico attrezzo che non si stanca è la palla: bisogna far correre la palla invece di correre noi con la palla».

Passando ad analizzare gli episodi che hanno condotto alla temporanea rimonta avversaria, il mister della compagine lucana ha preferito concentrarsi sulle disattenzioni dei propri uomini.

I dubbi sul secondo gol subito e le criticità difensive sono stati affrontati con concretezza da Tisci: «Per me l'arbitro ha fatto una buona gara, è stato presente e l'ha tenuta in mano. Gli errori che abbiamo fatto noi in campo possono averli fatti anche loro. A rivederla, il mio staff era convinto che ci fossero delle trattenute. Le trattenute di solito vanno sanzionate. Da lì nasce una ripartenza e prendi anche un gol. Mi hanno detto che non erano trattenute da sanzionare. Le prendiamo per buone. Il 2-2 è maturato più per i nostri demeriti che per i meriti della Cavese. Se il giocatore non è leggero sulla palla, l'azione finisce perché siamo noi a costruire. Non ho visto nessuno andare a prendersela. Sono situazioni sulle quali dobbiamo migliorare».

Infine, la guida tecnica del Potenza si è espressa sul rendimento dell'attacco e sulle opzioni offensive a disposizione, soffermandosi anche sulla gestione del centrocampo e della rosa.

Il commento conclusivo dell'allenatore rossoblù ha sottolineato la forza del collettivo e l'importanza della concorrenza interna: «Sono contento della vittoria e del modo in cui è arrivata. Abbiamo fatto gol con gli attaccanti e con un centrocampista. Oggi abbiamo 13 punti: di cose positive ce ne sono. Non mi piace il fatto di aver subito qualche gol di troppo. Il modo in cui interpretiamo le partite e il modo in cui giochiamo ci porta anche a rischiare qualcosa. Sono felice di avere due attaccanti così forti e spero di avere ancora questo problema. Se tutti capiscono che la competizione alza il livello della squadra, possiamo giocare tutti. Sono molto contento di come ha interpretato la partita. Ha fatto un gol da attaccante vero, si è sacrificato nella fase di non possesso, ha corso e ha lavorato. Se volete, vi mando il minutaggio e vedrete che quello di Selleri e Murano è molto simile, al di là di chi è partito prima e chi dopo. Avevo riproposto lui e Augusto dal primo minuto dopo la staffetta di 45 minuti di Bari. Li avevo visti recuperati e avevamo anche un giorno in più per recuperare. La zona nevralgica del campo è il centrocampo. Ho giocatori bravi e volevo cercare di coprire la partita al meglio possibile in mezzo al campo, perché sapevo che poteva essere lì il fattore determinante. Dal primo giorno di ritiro l'atteggiamento è quello giusto. C'è voglia di migliorarsi. Vengono a chiedere a me, al mio secondo e ai miei collaboratori di migliorare alcuni aspetti durante la settimana. Lui ha davanti un giocatore importante, il nostro capitano, e sapere di dover spingere lo aiuta. Quando ha l'opportunità deve farlo con serenità, senza ansia. Sa che sotto c'è uno che non vede l'ora di giocare, come è successo oggi. Tutti devono continuare a vivere lo spogliatoio come stanno facendo. Con questo gruppo e queste risorse possiamo continuare e sperare di fare un campionato dove possiamo far divertire la gente».

Sezione: Serie C / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 15:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
vedi letture