Il futuro dell'Olbia precipita nell'incertezza più profonda dopo la notizia, ormai ufficiale, del ritiro di Romi Fuke dalla trattativa per l'acquisizione della società.

Quello che era nell’aria da qualche giorno ha trovato conferma in una nota formale diramata dalla Sport & Tourism Investments (S&TI), che mette fine a mesi di dialoghi e analisi. La rottura non è stata solo un atto burocratico, ma una presa di posizione durissima contro l'attuale gestione del club sardo, accusata dal gruppo guidato dall'imprenditore di aver reso impossibile il proseguimento dell'operazione a causa della mancanza dei presupposti minimi di correttezza operativa e di una necessaria chiarezza documentale.

Al centro della disputa, secondo quanto emerge dal comunicato di S&TI, ci sarebbe il mancato accesso ai dati contabili essenziali. Il gruppo di Fuke ha espresso un profondo rammarico per l'impossibilità di portare a termine le verifiche economico-finanziarie, un passaggio obbligato per qualsiasi acquisizione responsabile. La nota ufficiale sottolinea con forza come la mancata consegna dei bilanci abbia di fatto impedito di definire un quadro d'azione strutturato e conforme alle normative vigenti. Questa opacità amministrativa non ha solo bloccato un potenziale piano di rilancio, ma rischia ora di esporre la compagine gallurese a pericoli imminenti sul fronte sportivo, legati al mancato assolvimento degli obblighi regolamentari, inclusi i pagamenti dei tesserati.

Le conseguenze di questo stallo potrebbero essere devastanti per la classifica dell'Olbia in Serie D. Il rischio concreto, evidenziato nella nota della cordata uscente, è quello di incorrere in pesanti penalizzazioni che potrebbero compromettere definitivamente il cammino stagionale, spingendo la squadra verso lo spettro della retrocessione. Eppure, il lavoro svolto da S&TI nei mesi precedenti sembrava aver gettato basi solide: era stata costruita una cordata di imprenditori e partner locali, supportata dall'interesse di soggetti finanziari qualificati, tra cui un fondo legato ad Estrella Football Group. Erano stati avviati persino i primi contatti istituzionali con la FIGC per garantire un passaggio del titolo sportivo che fosse giuridicamente inattaccabile e rispettoso della continuità agonistica.

Lo stesso Romi Fuke ha voluto commentare personalmente la decisione di interrompere il percorso, sottolineando come il suo impegno fosse volto esclusivamente a garantire stabilità e rispetto delle regole per una piazza importante come quella di Olbia. L'imprenditore ha ribadito che, nonostante l'investimento di tempo ed energie, la totale assenza di condizioni di trasparenza lo ha costretto a fermarsi per correttezza verso se stesso e verso la comunità coinvolta. Sebbene la porta per l'Olbia sembri ormai chiusa, Fuke ha confermato la sua intenzione di restare nel mondo degli investimenti sportivi, cercando però contesti caratterizzati da una visione chiara e da una reale serietà operativa, lasciando il club bianco nella necessità urgente di trovare nuovi sostenitori per evitare il peggio.

Sezione: Serie D / Data: Mar 13 gennaio 2026 alle 16:50
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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