È una rottura netta quella consumatasi in seno alla società Città di FasanoS.S.D Arl. Ivan Ghilardi, socio con una quota del 20% del capitale societario, ha comunicato formalmente agli altri soci la propria volontà di dimettersi dalla carica di amministratore, manifestando al contempo la disponibilità a cedere le quote attualmente in suo possesso a un prezzo simbolico.

La comunicazione, indirizzata agli altri componenti della compagine sociale, fotografa una situazione di tensione profonda all'interno del sodalizio pugliese, maturata nel corso di mesi segnati da impegni finanziari onorati in prima persona da Ghilardi e da accordi mai portati a compimento dalla controparte.

Nel testo della sua comunicazione, Ghilardi ripercorre le tappe del suo coinvolgimento nella gestione del Fasano Calcio, evidenziando come, nonostante l'assenza di fondi societari, abbia garantito personalmente la continuità degli impegni del club fino al 28 febbraio 2026. Un impegno che, sottolinea, ha incluso anche il sostenimento dell'«enorme situazione debitoria pregressa al momento» del suo ingresso in società, senza che nessuno degli altri soci abbia contribuito all'adempimento delle obbligazioni formalmente assunte.

Una circostanza che Ghilardi definisce con parole inequivocabili, dichiarando di essere rimasto «letteralmente basito» nel leggere la comunicazione ricevuta dagli altri soci, ritenuta evidentemente distante dalla realtà dei fatti da lui vissuta.

Al centro della disputa vi è anche una questione di natura societaria rimasta irrisolta. Ghilardi afferma che fin dal giugno 2025 gli era stata promessa la possibilità di acquisire un ulteriore 50% delle quote societarie, portando così la propria partecipazione a una quota di maggioranza. Tale trasferimento, tuttavia, non si è mai concretizzato.

La ragione, secondo la sua ricostruzione, va ricercata in quello che definisce «uno sterile ostruzionismo posto in essere da una parte della compagine sociale», che avrebbe bloccato di fatto l'iter necessario alla formalizzazione dell'accordo.

Di fronte a questo quadro, e tenuto conto anche della distanza geografica tra i propri centri di interesse e la città di Fasano, Ghilardi ha maturato la decisione di disimpegnarsi progressivamente dalla società. Non solo ha comunicato di non essere «più interessato all'acquisto delle quote» che gli erano state promesse, ritenendo «non possibile la prosecuzione di un rapporto fiduciario con tutte le altre parti sociali», ma ha anche dichiarato la propria disponibilità a cedere il 20% già in suo possesso.

La cessione, secondo quanto indicato nella comunicazione, avverrebbe in parti uguali in favore di tre soci: Vito Fasano, Donato Potenza e Antonio Carparelli, a un prezzo simbolico. Nel periodo di transizione, Ghilardi ha precisato che continuerà comunque a mantenere gli impegni assunti in ragione della propria quota attuale.

Il fondamento giuridico della decisione di abbandonare la gestione viene individuato nel mancato adempimento alle obbligazioni nascenti da una scrittura di intenti sottoscritta nel febbraio 2025, documento che evidentemente costituiva la cornice contrattuale entro cui si era sviluppato l'ingresso di Ghilardi nella società.

Sul fronte della governance, Ghilardi ha comunicato «ad ogni effetto di legge» la propria volontà di rassegnare le dimissioni dalla carica di amministratore della società Città di Fasano – S.S.D Arl. A motivare anche questa scelta formale è la mancata ratifica del verbale dell'assemblea tenutasi il 30 aprile 2026.

Nella stessa comunicazione, Ghilardi ha invitato gli altri soci a convocare un'assemblea straordinaria per procedere alla nomina del suo successore e alla registrazione della variazione negli organi sociali.

La vicenda apre ora una fase di incertezza sulla governance del club, chiamato a ridefinire la propria struttura societaria e amministrativa in tempi presumibilmente brevi.

Sezione: Serie D / Data: Mer 17 giugno 2026 alle 17:10
Autore: Andrea Villa
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