Il Chievo sta vivendo un momento magico, inanellando una serie di quattro vittorie consecutive che riporta alla mente i fasti della gestione Cacciatore della scorsa stagione. Tuttavia, questo "poker" di successi porta con sé un paradosso difficile da ignorare: i risultati migliori stanno arrivando proprio mentre i nomi più altisonanti della rosa restano ai margini del campo.
La recente vittoria contro la Varesina ha confermato un trend inaspettato, ovvero che la squadra di Didu sembra aver trovato il suo equilibrio perfetto affidandosi alla cosiddetta "classe operaia". Mentre il gruppo vola verso le zone nobili della classifica, le stelle più luminose dello spogliatoio sono costrette a guardare i compagni dalla panchina o dall'infermeria.
Daniele Baselli e Douglas Costa erano stati accolti come i colpi in grado di spostare gli equilibri e garantire il ritorno immediato tra i professionisti. I loro curriculum non sono in discussione, tra centinaia di presenze in Serie A e trionfi internazionali con maglie pesanti come quelle di Juventus e Bayern Monaco, ma il campo sta restituendo un verdetto differente.
Analizzando i dati, emerge una statistica che fa riflettere: nelle partite in cui entrambi sono stati schierati titolari, il Chievo ha alternato sprazzi di buon gioco a pesanti battute d'arresto, come il netto KO contro l'Oltrepò o la sconfitta interna subita per mano della Folgore. La continuità di rendimento sembra essere mancata proprio nei momenti di maggiore esposizione dei big.
Al contrario, quando gli assi sono stati assenti o relegati a gara in corso, la squadra ha mostrato una compattezza invidiabile. Emblematico è il rotondo 4-1 inflitto alla Vogherese senza i due campioni, o l'ultimo successo esterno contro la Varesina, ottenuto con Douglas Costa rimasto in panchina per tutta la sfida e Baselli ancora indisponibile.
Le ragioni di questo controsenso tecnico sono molteplici. In primis, le difficoltà di adattamento a una categoria che richiede ritmi e intensità molto diversi dai palcoscenici dorati frequentati in passato dai due calciatori. A questo si aggiungono i cronici problemi fisici, specialmente per Baselli, che ne hanno limitato pesantemente l'impiego costante.
Il sistema di gioco di mister Didu esige una disciplina tattica ferrea e uno spirito di sacrificio che la formazione attuale, più "operaia" e lineare, sembra interpretare con maggiore efficacia. Senza i due fantasisti, i reparti appaiono più corti e la manovra più fluida, permettendo alla squadra di portare a casa punti pesanti nella rincorsa al secondo posto.
La volata per i playoff è ormai nel vivo e il tempo per incidere non è ancora del tutto scaduto per le due stelle gialloblù. Tuttavia, la priorità del club in questo momento è la concretezza. Se il Chievo vuole davvero centrare l'obiettivo promozione, non può più permettersi di aspettare nessuno, nemmeno i suoi giocatori più rappresentativi.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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