Il rapporto tra Ninni Corda e la nuova proprietà del Messina si è interrotto bruscamente ancora prima di poter incidere sul campo, lasciando dietro di sé una scia di polemiche e accuse pesanti. L'attuale direttore sportivo dell'Olbia, in una dettagliata analisi della situazione, ha puntato il dito contro il modus operandi del Racing City Group, definendo il contesto societario attuale come profondamente instabile.

Il dirigente non ha usato giri di parole per descrivere la sua visione della governance italo-australiana, evidenziando una continuità negativa nelle scelte gestionali del club peloritano. Secondo Corda, il Messina si trova oggi in mani non idonee a sostenere il peso di una piazza così importante: «La situazione è stata gestita da improvvisati, in passato e pure adesso».

La frattura con i vertici, in particolare con le figure di Davis e Pagniello, sarebbe nata da un repentino cambio di rotta rispetto ai piani inizialmente concordati tra le parti. Corda ha lamentato una mancanza di coerenza tra le promesse fatte e i fatti seguiti, che hanno portato alla rottura definitiva: «Le cose sembravano dover prendere una certa via, ma poi sono state fatte scelte diverse. Con me gli accordi non sono stati rispettati».

Un altro punto toccato dal direttore sportivo riguarda il rapporto con la struttura tecnica preesistente, con particolare riferimento all'uscita di scena dell'ex ds Martello. Corda ha voluto precisare di non aver mai agito per forzare la mano o per sostituire colleghi in modo scorretto, descrivendo un quadro di dimissioni già tracciato: «Aveva già deciso di dimettersi, pur sapendo che io non sarei arrivato. Non era mia intenzione scavalcare nessuno».

Entrando nel merito di quello che sarebbe dovuto essere il suo intervento sul mercato, il dirigente ha spiegato che la sua strategia non prevedeva uno stravolgimento totale del gruppo squadra, bensì un rafforzamento mirato per sopperire alle carenze strutturali della rosa. L'idea era quella di inserire pochi innesti ma di grande sostanza per cambiare marcia.

«Avevo individuato 4-5 giocatori per rendere la squadra più strutturata, ma senza stravolgere il lavoro già fatto», ha puntualizzato Corda, sottolineando come un approccio equilibrato avrebbe potuto garantire una stabilità tecnica maggiore rispetto a quella attuale, che invece appare ancora confusa e priva di una direzione chiara.

Le critiche più feroci sono state però riservate alla gestione delle risorse umane e materiali da parte della proprietà, accusata di una superficialità che rischia di compromettere seriamente il futuro del calcio a Messina. Corda vede un impianto societario inadeguato, popolato da figure che non avrebbero le competenze necessarie per ricoprire determinati ruoli.

«Si continua a pensare che tutti possano fare tutto, ma non funziona così. L’impianto è inadeguato, basato su persone che nemmeno lì potrebbero stare», ha rincarato la dose il dirigente, mettendo in guardia i tifosi e l'ambiente sulla reale consistenza del progetto sportivo portato avanti dal gruppo Racing City Group.

Infine, Corda ha lanciato un monito pesantissimo sulle prospettive stagionali, intravedendo lo spettro di un declassamento clamoroso se non si dovesse intervenire immediatamente con una radicale inversione di tendenza. La salvezza, a suo dire, passa solo attraverso la professionalità e il rispetto degli impegni presi.

«Bisogna dare seguito a quanto viene detto e delegare a gente competente», ha concluso il direttore sportivo, avvertendo che, senza un cambio di passo immediato, il pericolo di scivolare nei dilettanti non è affatto una possibilità da sottovalutare per una squadra che avrebbe bisogno di ben altra solidità per difendere la categoria.

Sezione: Serie D / Data: Sab 04 aprile 2026 alle 12:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
vedi letture