Un occhio sempre vigile sulle dinamiche del calcio dilettantistico e professionistico, la schiettezza di chi vive questo sport con passione e competenza, e la ferma volontà di non scendere a compromessi. Fabrizio Daidola, allenatore che ha legato a doppio filo il suo nome a piazze importanti come Bra e Derthona, è attualmente "alla finestra", in attesa del progetto giusto.
Intercettato in esclusiva dai microfoni di NotiziarioCalcio.com, il tecnico piemontese ha tracciato un bilancio a 360 gradi sullo stato di salute del nostro calcio: dalle storture della Serie D fino al disastro della Nazionale, regalando spunti diversi spunti riflessione.
Il calcio moderno vive di frenesia, un aspetto che Daidola non digerisce. Troppo spesso, infatti, la programmazione lascia il posto all'istinto e a scelte societarie quantomeno discutibili.
«Negli anni ho vissuto situazioni 'agrodolci' – confessa il mister – in cui mi veniva espressa gratitudine per le mie capacità, ma poi ai primi risultati negativi, magari dovuti a cause oggettive, si decideva di cambiare. Manca la voglia di fare gruppo nei momenti difficili. Ma c'è un aspetto ancora peggiore, a metà fra il triste e il grottesco: l'emergere di allenatori che si fanno 'aiutare' economicamente per alleggerire le spese dei club. Questo fa pensare a certi presidenti di poter fare a meno di tecnici stipendiati, preferendo chi porta soldi in dote. È avvilente per chi fa questo mestiere con professionalità».
La mancanza di visione a lungo termine è, secondo Daidola, il vero cancro della categoria: «Oggi l'approccio è "mando via X, prendo Y e compro 30 giocatori". Invece bisognerebbe sedersi a un tavolo e programmare su tre anni, valutando strutture e budget. Questa frenesia è quella che brucia gli allenatori. Piazze spettacolari e blasonate come Tortona, ad esempio, faticano a decollare proprio perché manca questo tipo di passo».
Uno dei temi più caldi per i lettori di NotiziarioCalcio.com è sicuramente l'obbligatorietà degli under in Serie D. E su questo punto, Daidola non usa mezzi termini, bocciando su tutta la linea il sistema attuale: «È una regola assolutamente inutile e controproducente. Il motivo è semplice: ha fatto credere a quelli scarsi di essere bravi. È un dramma sportivo. Conosco una marea di ragazzi che scendono in campo solo in virtù di quella regola. Poi crescono, escono dalla 'quota' e spariscono dai radar. A quel punto si scontrano con giocatori esperti in categorie inferiori, senza più paracadute, e tanti smettono di giocare. Il calcio è meritocrazia: all'estero i diciottenni bravi giocano in Champions League, da noi vanno in campo per imposizione regolamentare».
Guardando all'attuale campionato di Serie D, il tecnico evidenzia come la categoria non abbia perso la sua difficoltà intrinseca, pur mutando pelle a seconda delle latitudini: «Il gap assoluto non è aumentato, ma c'è una diversificazione netta. Girone H e Girone I hanno fisionomie diversissime dai gironi A o B. C'è sicuramente una forbice tra le corazzate ricche e società con meno budget ma organizzatissime, come il Saluzzo o la Biellese. In generale vedo partite molto bloccate, tattiche e fisiche, dove il palleggio scarseggia e tutto si risolve sul singolo episodio».
Impossibile non toccare il tasto dolente della Nazionale. Daidola ha una ricetta drastica per rifondare il movimento: «Dopo le dimissioni di Gravina, serve "gente di calcio" al comando, non politici. Ai vertici dovrebbero esserci figure come Del Piero, Maldini o Roberto Baggio: uomini che hanno cultura calcistica, che conoscono le dinamiche dello spogliatoio e sanno parlare a giocatori e direttori sportivi. Inoltre, non possiamo avere squadre in Serie A con solo uno o due italiani in campo. Dobbiamo tornare a pagare e formare allenatori veri per i settori giovanili, figure che siano educatori concentrati sulla crescita tecnica e spirituale dei bambini, non sul risultato della partitella. In altre nazioni dopo dei fallimenti simili al nostro, le federazioni, come Francia, Germania e Spagna, hanno avuto il coraggio di smantellare tutto e ricostruite, puntando sui giovani e sulle strutture. Da noi c'è solo improvvisazione».
In chiusura, Daidola guarda al proprio futuro professionale con la serenità di chi sa quanto vale, allontanando l'ipotesi di ritorni in pista a tutti i costi:
«Negli ultimi due anni ho avuto quattro contatti, ma se non ci sono i presupposti o se a pelle qualcosa non mi convince, declino l'offerta. Non sono il tipo che fa carte false pur di sedersi su una panchina di Serie D. Se si sposa un progetto serio, metto tutto me stesso a disposizione e so di poter dare una grossa mano. Ma se devo accettare compromessi assurdi per poi rischiare di fare brutte figure, preferisco starmene a casa ad aggiornarmi. La passione c'è sempre, ma serve l'occasione giusta».
Un allenatore tutto d'un pezzo, che attende il richiamo del campo, ma solo alle sue condizioni: quelle della professionalità e della competenza calcistica.
Autore: Marco Pompeo / Twitter: @Marco_Pompeo
Altre notizie - Esclusiva NC
Altre notizie
- 00:30 Conference League, le semifinali sono definite: ecco il programma
- 00:15 Europa League 2025/2026: il quadro delle semifinali è completo
- 00:00 Niente 5ª squadra in Champions League per l'Italia nella stagione 2024-2025
- 23:45 Bisceglie-Canosa, l'ultima al "Ventura": nerazzurri a caccia di riscatto con un occhio al Marche
- 23:30 Prato-Grosseto da sold out e in diretta tv: sale la febbre da derby
- 23:15 Siena, il cordoglio per la morte a 48 anni di Alexander Manninger
- 23:00 Bologna travolto a Birmingham: l'Aston Villa vola in semifinale di Europa League
- 22:45 Ternana, ore decisive: l'avvocato Di Campli in campo, il sindaco lancia l'appello agli imprenditori
- 22:30 Rinascita Siena, Nardi: «Il mister ha tirato fuori il nostro valore»
- 22:15 Conferma della condanna, Portanova: «Sono innocente, lo urlerò fino alla fine»
- 22:00 Ancona, Zini: «Grosseto e Treviso in C con 68 e 66 punti, noi con 71 ancora lottiamo»
- 21:45 Supercoppa Serie C 2025-2026: format definito, tutto pronto per la sfida tra le regine dei gironi
- 21:30 La Palmese si reinventa: progetto ambizioso e strutturato con la nuova SSD arl
- 21:15 Trento, il DS Zocchi punta in alto: «In una società così importante le aspettative sono altissime»
- 21:00 Lucchese, Fedato: «Anche in Serie D possiamo toglierci qualche bella soddisfazione»
- 20:45 Kamal Rizq vede la luce: il piano della Pistoiese per riavere il top player al 100%
- 20:30 Union Clodiense, parla Vecchiato: «Vedi l’obiettivo lì, ora dobbiamo solo andare a prenderlo»
- 20:15 Caso Portanova, arriva la sentenza d'appello: confermata la condanna a 6 anni
- 20:05 Chieti, oltraggio nella sala stampa: sfregio al quadro dello storico capitano
- 20:00 Imperia, inizia l'era D'Onofrio: ecco il piano per salvare il club e i tifosi
- 19:50 ufficialeBenevento, arriva la conferma del mister
- 19:45 Spezia, la matematica non condanna: quattro partite per l'impossibile
- 19:35 ULTIM'ORA - Juve Stabia, sospiro di sollievo: pagamenti effettuati e scadenze rispettate
- 19:30 La Ferrandina (in silenzio) si aggrappa all'aritmetica...
- 19:16 Girone I, ci risiamo! Esposto di due società di Serie D per tesseramento irregolare
- 19:15 Club di Serie D sotto shock: l'addio del segretario svela una crisi profondissima
- 19:11 Sambenedettese furiosa: "Campionato a rischio regolarità", chiesto l'intervento immediato
- 19:02 Posti vacanti e ripescaggi: la prossima Serie D stravolta dalle crisi dei club professionistici
- 19:00 Trestina Calori chiede concentrazione: «Non siamo ancora salvi»
- 18:55 Coppa Italia Dilettanti, c'è la data della verità: ecco dove si assegna il trofeo
- 18:45 Pianese, Bellini avvisa tutti: «Ora sto finalmente bene, voglio il top per i playoff»
- 18:30 «Siamo stati in testa dalla prima giornata»: l'orgoglio di Livieri per il trionfo dell'Arconatese
- 18:15 Mister Vitaliano Bonucelli a NC: «San Donato, quanti infortuni. Resta il rammarico per l'esonero»
- 18:00 Serie C, i calciatori più determinanti del girone C: sul podio Parigi, Chiricò e D'Ursi
- 17:45 Perugia, sospiro di sollievo per Lisi: l'esito dell'operazione e i tempi di recupero
- 17:30 U.S. Albenga, il futuro è a un passo: ecco chi può far rinascere il calcio ingauno
- 17:15 Ternana nel caos, Massimo Ferrero rompe il silenzio: «I Rizzo malconsigliati, non si cancella un secolo di storia»
- 17:00 Serie C, i calciatori più determinanti del girone B: Eusepi vale quasi metà dei gol di tutta la Samb
- 16:45 Il Ravenna sceglie il ritiro per preparare l'assalto alla promozione
- 16:30 Fasano e Martina: il derby mette in palio il secondo posto
- 16:15 Pergolettese, Capoferri sfida la capolista: «A Vicenza senza paura, la salvezza è nelle nostre mani»
- 16:00 Serie C, i calciatori più determinanti del girone A: nessuno come Sali
- 15:45 Il Borgosesia torna in Serie D, capitan Mazzola a NC: «Vittoria meritata, siamo stati in testa dall'inizio alla fine»
- 15:35 Manninger non ce l'ha fatta: lo schianto fatale a Salisburgo porta via l'ex Juve e Siena
- 15:30 Oltrepò, Lo Monaco: «Sono innamorato di Dybala. Mi sento pronto per il salto di categoria»
- 15:15 Teramo, il DS Micciola guarda avanti: «Non cerco alibi, ma i nostri 69 punti valgono oro»
- 15:10 ufficialeUnion Clodiense, primo tassello per la prossima stagione
- 15:00 Serie D: ecco chi sforna più assist nel girone I
- 14:45 Prato, Berti avvisa la Serie D: «Siamo ripartiti dal nulla, ora vogliamo il salto di categoria»
- 14:35 Mister Pedrelli infiamma il mercato: ecco chi vuole il tecnico dei miracoli del Lentigione