Ci sono giocatori che ti fanno vincere le partite, e poi ci sono giocatori che ti fanno vincere i campionati. E se ne vinci uno, sei bravo. Se ne vinci due, sei una certezza. Ma se ne vinci quattro di fila, cambiando squadra ogni singola estate, allora smetti di essere semplicemente un calciatore e diventi una leggenda di categoria, un talismano vivente da cui i presidenti sognano di farsi firmare un contratto.
La storia sportiva di Roberto Convitto, esterno offensivo nato a Partinico nel maggio del 1996, è di quelle che andrebbero incorniciate e studiate per comprendere a fondo il romanticismo viscerale del nostro calcio dilettantistico. Domenica scorsa, al triplice fischio della sfida decisiva contro il Monastir, Convitto ha alzato le braccia al cielo con la maglia numero 16 della Scafatese. Attorno a lui l'apoteosi: la storica società campana ha ritrovato il professionismo e la Serie C dopo ben sedici anni di attesa, dominando il Girone G. Ma mentre i compagni festeggiavano il coronamento del sogno di una vita, per Convitto si trattava "soltanto" di una dolcissima, inevitabile abitudine.
Il suo personalissimo e clamoroso poker parte da lontano e racconta di un ragazzo che ha fatto della corsia mancina il suo regno e del dribbling la sua arma letale. Riavvolgiamo il nastro.
Tutto inizia nella stagione 2022/2023. Convitto veste la prestigiosa maglia dell'Arezzo. Agli ordini di mister Indiani, il "folletto" siciliano è uno dei protagonisti della cavalcata amaranto che sbaraglia la concorrenza della Pianese nel Girone E. È il suo primo vero grande trionfo, l'assaggio di un nettare di cui non saprà più fare a meno.
Vinta la D con l'Arezzo, Convitto non resta in C. Sceglie di rimettersi in gioco tornando nella sua Sicilia. Inizia la stagione 2023/2024 a Vibo Valentia, con la Vibonese, con numeri monstre (10 gol in mezza stagione), poi a dicembre l'ambizioso Trapani fa follie per strapparlo alla concorrenza. Risultato? I granata dominano il Girone I, lui chiude con 16 reti stagionali complessive e festeggia la seconda promozione consecutiva.
Due indizi fanno una prova, ma tre fanno una sentenza. Nella stagione 2024/2025 è il Siracusa ad affidarsi alle sue accelerazioni e alla sua maturità calcistica. L'obiettivo, manco a dirlo, è il salto di categoria. Puntuale come un orologio svizzero, a maggio arriva l'ennesimo trionfo. Convitto cala il tris, diventando il "Re Mida" indiscusso della quarta serie.
Arriviamo così alla stagione in corso. La Scafatese sta costruendo una corazzata per tornare grande e sa che, per vincere, serve chi ha la vittoria nel DNA. L'esterno palermitano accetta la sfida, porta in dote il suo bagaglio di estro e cattiveria agonistica. E la profezia si avvera di nuovo. Domenica scorsa la gioia incontenibile e la matematica certezza. Quattro anni, quattro gironi diversi, quattro vittorie.
Oggi, a 29 anni, Roberto Convitto non è più solo un'ala rapida e tecnica a cui piace puntare l'uomo nell'uno contro uno. È diventato l'assicurazione sulla vita di ogni direttore sportivo che ambisce alla Serie C. Il messaggio, ormai collaudato da quattro anni a questa parte, è chiaro a tutti gli addetti ai lavori: dove c'è Convitto, si vince.
Adesso, con la medaglia di Scafati ancora fresca sul petto, la palla passa a lui. Deciderà finalmente di godersi la Serie C che ha conquistato per quattro volte sul campo, misurandosi stabilmente tra i professionisti? Oppure, come un lupo che risponde al richiamo della foresta, il prossimo agosto farà squillare il telefono per cercare la "manita" in qualche altra piazza affamata di gloria?
In attesa di scoprirlo, giù il cappello di fronte al mago delle promozioni.
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com / Twitter: @NotiziarioC
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