Il tecnico del Catanzaro, Alberto Aquilani, è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento d'oro vissuto dai giallorossi, reduci da due successi consecutivi che hanno ridato slancio alla classifica e morale a tutto l'ambiente, senza però cadere in facili entusiasmi.
L'allenatore ha espresso grande soddisfazione per le recenti prestazioni, definendo le vittorie come «meritate» e frutto di due gare differenti ma complete sotto ogni punto di vista, pur sottolineando che la strada per la perfezione è ancora lunga e tortuosa.
Un tema centrale del suo discorso è stato la gestione del gruppo, facilitata da una rosa che risponde con prontezza a ogni sollecitazione. Aquilani ha infatti ribadito che «ho un gruppo che mi permette di essere molto molto sereno in qualsiasi scelta faccio», evidenziando l'importanza di responsabilizzare tutti gli effettivi.
Secondo il mister, dare spazio anche a chi ha giocato meno è fondamentale per cementare lo spogliatoio e garantire energie fresche fino al termine della stagione, poiché ogni singolo elemento sarà determinante per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal club.
Tornando sulla sfida contro il Pescara, Aquilani non ha nascosto un pizzico di rammarico per la gestione del primo tempo, dove la squadra ha creato moltissimo senza riuscire a chiudere subito i conti, un aspetto su cui ha lavorato molto durante l'intervallo.
Il messaggio rivolto ai giocatori negli spogliatoi è stato chiarissimo: non bisognava rientrare in campo con la stessa fame della prima frazione, ma con una determinazione «raddoppiata», per evitare di sporcare una prestazione che era stata fino a quel momento in totale controllo.
Nella visione di Aquilani, la mentalità vincente passa proprio dal non accontentarsi mai: «Questo è la mentalità di dire "Ok ho fatto il massimo non è sufficiente bisogna fare ancora di più"», un monito costante per evitare cali di tensione pericolosi.
Per quanto riguarda i singoli, il tecnico ha speso parole importanti per Di Francesco, definito un elemento di assoluto valore che sta finalmente ritrovando la condizione fisica ottimale dopo un lungo periodo di stop forzato che ne ha limitato l'impiego.
Aquilani ha spiegato che il calciatore, pur nascendo come esterno d'attacco, possiede la duttilità necessaria per ricoprire più ruoli a seconda delle esigenze tattiche e dell'avversario di turno, rappresentando un'arma in più nel suo scacchiere.
Elogi anche per il giovane Alesi, descritto come un ragazzo serio che lavora in silenzio e che ha saputo accettare il proprio percorso di crescita con grande maturità, facendosi trovare sempre pronto ogni volta che è stato chiamato in causa.
L'allenatore ha apprezzato la voglia di incidere mostrata dal ragazzo, sottolineando che «ha questa qualità di voler incidere e questa è una qualità molto molto importante», un atteggiamento condiviso anche da altri elementi come Buglio e Nuamà.
Proprio su Nuamà, Aquilani ha evidenziato una crescita costante, figlia della disponibilità al sacrificio mostrata dal giocatore. Pur essendo un calciatore molto muscolare, il mister ritiene che debba ancora affinare alcuni aspetti tecnici nello stretto per compiere il definitivo salto di qualità.
Uno dei punti di forza del Catanzaro attuale sembra essere la capacità di gestire i vari momenti della gara, un'evoluzione che Aquilani considera determinante per i risultati. La squadra ha imparato a non innervosirsi anche quando la situazione sembra incagliata sullo zero a zero.
Il tecnico ha però avvertito che, nonostante i miglioramenti evidenti rispetto a qualche mese fa, «ci sono ancora tanti tanti margini» di miglioramento globale, invitando i suoi a mantenere un approccio quasi maniacale e credere fermamente nel calcio proposto.
In vista della gara contro il Mantova, Aquilani si aspetta una sfida insidiosa contro una compagine profondamente rinnovata dal mercato invernale e dalla nuova guida tecnica, che ha portato principi di gioco differenti e una maggiore verticalità.
Il mister ha invitato i suoi a non sottovalutare l'avversario, che arriverà al Ceravolo agguerrito e con il «coltello tra i denti» a causa di una situazione di classifica delicata, ribadendo che per il Catanzaro la voglia di vincere dovrà essere superiore a quella degli ospiti.
La ricetta per domani è semplice ma rigorosa: umiltà, fame e rispetto per l'avversario, facendo leva su un'identità di gioco ormai chiara e sulla capacità di riconoscere e aggredire le diverse fasi del match con lucidità e determinazione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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