Il percorso del Rovato Vertovese si è trasformato in un caso di studio nel panorama dilettantistico italiano. La società nata la scorsa estate dalla fusione di due realtà calcistiche ha conquistato con largo anticipo la promozione in Serie D, coronando un progetto avviato con "premesse solide e lungimiranti".
La matematica certezza del salto di categoria è arrivata in modo indiretto ma altrettanto meritato: ai franciacortini è bastato raggiungere la finale della Coppa Italia Dilettanti. Un traguardo diventato decisivo grazie al Barletta, avversario in finale, che avendo già vinto il proprio girone di campionato e conquistato così la promozione diretta, ha di fatto spalancato le porte della Serie D anche alla formazione lombarda guidata da Marco Bolis.
Ma l'appetito vien mangiando e la stagione straordinaria dei blues potrebbe riservare ulteriori soddisfazioni. Come sottolineato dal presidente Francesco Guarino, principale artefice della fusione insieme a Mauro Guerini (ex numero uno della Vertovese e attuale vicepresidente), restano infatti due obiettivi concreti all'orizzonte: la rincorsa in campionato alla capolista Scanzorosciate, distante sei punti ma con due partite in più, e la conquista della stessa Coppa Italia Dilettanti, la cui finale è in programma probabilmente il 10 maggio a Teramo.
"La Serie D è la dimostrazione della bontà del progetto che abbiamo iniziato in estate", ha dichiarato il presidente Guarino al quotidiano Brescia Oggi. "Tutti i dettagli devono poi incastrarsi alla perfezione, e non è scontato che succeda, ma senza basi solide non potrebbe realizzarsi un'impresa di questo calibro".
Sul campo, il merito va riconosciuto a mister Bolis che ha saputo amalgamare una rosa composta dal nucleo storico della Vertovese e dai talentuosi interpreti del Rovato, con l'aggiunta di alcuni elementi esterni selezionati dal direttore sportivo Andrea Bortolotti. "L'allenatore e la direzione sportiva hanno dimostrato le loro competenze", ha proseguito Guarino. "Tra il vincere e perdere, ribadisco, passano dettagli infinitesimali: senza una base solida e un'idea vincente, però, non saremmo nemmeno potuti arrivare a giocarci questi traguardi".
L'ambizione della società è quella di provare a replicare l'impresa del Cast Brescia, che nel 2023 aveva realizzato uno storico triplete: campionato, fase regionale di Coppa Italia e trofeo nazionale. Un'impresa riuscita in precedenza anche al Salò nel 2004. "Dopo la Coppa Italia regionale, ci restano il campionato e la finale della Coppa Dilettanti: noi vogliamo provare a vincere entrambe le competizioni, anche se non sarà semplice e dovremo essere bravi a rifocalizzarci già da domenica dopo i meritati festeggiamenti di questi giorni".
Sebbene sia prematuro parlare del futuro, le premesse per dare continuità al progetto dopo questa brillante stagione sembrano esserci tutte. "La volontà è quella di proseguire assieme", assicura il presidente. "Forse non c'è il budget che possono vantare altre realtà, ma sicuramente ci sono idee e competenza per dare continuità ai risultati straordinari di questi ultimi mesi".
Qualunque sia l'esito finale delle competizioni ancora in corso, il primo fondamentale verdetto è già stato emesso: la fusione funziona e vale un posto in Serie D nella prossima stagione.
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