È un Massimo Agovino visibilmente soddisfatto, ma anche desideroso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, quello che si presenta in sala stampa dopo la preziosa vittoria della sua Gelbison contro l'Acireale. Un successo che certifica il grande lavoro svolto e che permette al tecnico di esaltare le qualità umane e tecniche della sua rosa, senza rinunciare a qualche stoccata.
"Dopo tanti mesi mi siedo qui e fa una sensazione strana", ha esordito l'allenatore rossoblù. "In questi mesi mi ha fatto piacere che siano venuti in sala stampa i veri protagonisti di questa nostra galoppata fantastica, la definirei miracolosa. Sono un uomo fortunato, alleno un gruppo di giovani fantastici, gente che mi sta addosso e mi fa venire voglia di andare al campo a proporre le mie idee. In questi mesi ho mangiato veramente tanto veleno, l'ho ingoiato, sono stato zitto e ho lavorato come un animale. Questi sono i risultati. Lo dico con grande umiltà, senza presunzione, perché il mio motto è sempre lo stesso: la presunzione parte a cavallo e torna a piedi. Sempre con i piedi per terra, ma oggi in casa Gelbison stiamo raggiungendo un traguardo veramente fantastico".
Analizzando il match contro i siciliani, vinto grazie anche a scelte tattiche estremamente offensive, Agovino ha rivendicato il coraggio della sua squadra: "Ho creduto fortemente di poterla recuperare e i cambi l'hanno detta tutta. A un certo punto abbiamo giocato con quattro giocatori offensivi, poi sono diventati addirittura cinque. Subire il pari sarebbe stata una beffa atroce. Abbiamo raggiunto dei picchi di gioco per i quali mi stropiccio gli occhi: qui non si butta mai via la palla, non si gioca al calcetto o solo sulle seconde palle. Cerchiamo sempre e comunque il gioco. Come diceva un mio vecchio allenatore: chi gioca bene perde poche volte. E aveva ragione".
L'allenatore ci ha tenuto a fare chiarezza anche sulla situazione legata a Castro, pedina fondamentale entrata a gara in corso: "Non è stata colpa di nessuno se non ha giocato dall'inizio. Castro ha rischiato di dover stare fermo per mesi per un grave problema. È andato da un grande professore, si è curato in Austria, abbiamo fatto i plantari e un lavoro fantastico con l'osteopata. Lo inseriamo a singhiozzo proprio per rafforzare l'attacco senza rischiare. Se lo avessi messo dal primo minuto e si fosse infortunato, ci sarebbe stato da tirarsi delle martellate da soli".
Agovino ha poi voluto sottolineare la correttezza della Gelbison in un campionato insidioso: "Mi dispiace per l'Acireale, ho allenato tre anni in Sicilia ed è una piazza che ho sempre stimato. Ma noi, come ho detto alla squadra, abbiamo fatto sì che questo torneo, in tutte le difficoltà di questo girone, lo abbiamo regolarizzato da uomini. Non abbiamo regalato nulla a nessuno, andando a vincere anche a San Cataldo con orgoglio. Domenica ci sarà un'altra battaglia a Enna, dovremo stare sul pezzo perché queste partite vivono sugli episodi".
Non è mancato un siparietto finale riguardante il rapporto con la tribuna, a tratti esigente: "I tifosi sono importanti in qualsiasi club. Qui la gente mi vuole bene, è un dato di fatto. Se qualcuno, magari preso dalla passione, dice qualcosa, io non devo fare l'errore di girarmi: ho 59 anni, devo mettermi i tappi alle orecchie e applaudire. L'aiuto della curva l'abbiamo meritato. A chi critica dalle tribune, però, dico una vecchia frase del mio allenatore: posate il vino! Venite comodi al campo, perché questa è una squadra che gioca, fa divertire e non si può pretendere che si cambi l'undici in campo di continuo a casaccio. Le rotazioni vanno ponderate".
In chiusura, una bellissima nota dedicata al settore giovanile della Gelbison, le cui formazioni giovanili (Under 14 e Under 15) hanno accompagnato l'ingresso in campo della prima squadra dopo aver trionfato nei rispettivi campionati: "Sono andato a vedere la partita al D'Ardesani, il capitano ha fatto i complimenti ai ragazzi. Siamo vicinissimi al nostro settore giovanile, ed è per questo che vi annuncio che da martedì aggregheremo alla prima squadra un ragazzo del 2011. È un prospetto molto interessante e vogliamo farlo crescere con noi".
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