La vittoria casalinga contro la Pro Sesto ha restituito al Piacenza il sorriso e, soprattutto, la consapevolezza di poter recitare un ruolo da protagonista nella fase cruciale della stagione. Al termine del match, il tecnico Arnaldo Franzini ha analizzato con estrema soddisfazione la prova dei suoi uomini, reduci da un periodo meno brillante. «Sono pienamente d'accordo con chi ha visto un Piacenza stratosferico per lunghi tratti; abbiamo disputato un'ottima partita, proprio quello che stavamo cercando dopo alcune prestazioni non all'altezza» ha esordito l'allenatore biancorosso.
«Oggi abbiamo messo in campo una qualità eccelsa nella gestione del possesso palla, costruendo giocate di alto livello e mantenendo una solidità difensiva che ci ha permesso di rischiare pochissimo» ha proseguito Franzini, spiegando poi il calo nel finale di gara. «Nell'ultimo quarto d'ora la stanchezza si è fatta sentire, complice il primo vero caldo della stagione e qualche elemento che non era al top della condizione fisica, ma il risultato era ormai ampiamente al sicuro».
Una delle novità più rilevanti del pomeriggio è stata l'adozione del 3-5-2, un sistema di gioco che ha sorpreso positivamente per l'efficacia immediata. «L'idea di cambiare modulo è nata in settimana per dare un input differente alla squadra e fornire nuovi stimoli ai ragazzi durante la preparazione della partita» ha svelato il mister. «Il gruppo ha recepito questa novità con grande entusiasmo già dai primi allenamenti del martedì, dimostrando di avere le caratteristiche adatte per interpretare al meglio questo schieramento».
Il tecnico ha poi sottolineato come questa variazione tattica non sia stata solo un esperimento isolato, ma una possibile chiave per il futuro prossimo. «Volevamo testare questa soluzione anche in ottica degli spareggi post-season, che da oggi sono matematicamente certi. Dispiace molto per l'infortunio di Davidis, perché credo che questo assetto tattico fosse particolarmente congeniale alle sue qualità, ma la risposta complessiva della squadra è stata eccellente».
Analizzando le caratteristiche offensive del nuovo modulo, Franzini ha evidenziato la necessità di un gioco corale vista l'assenza di un centravanti di peso. «Non disponendo della classica prima punta d'area di rigore, dobbiamo puntare tutto sulla velocità e sulla tecnica. Il segreto è accompagnare l'azione con costanza, inserendo le mezzali e i quinti di centrocampo; non a caso, il gol di Bertini è arrivato proprio grazie a una chiusura precisa sul secondo palo».
Sul fronte della condizione atletica, l'allenatore ha ribadito quanto la componente psicologica sia determinante in questa categoria. «Sono convinto che sia sempre la testa a fare la vera differenza in campo. Nonostante le temperature elevate, abbiamo spinto con intensità per quasi tutta la gara; sapevamo che l'avversario era di valore e questo ci ha fornito quegli stimoli extra necessari per approcciare il match con la giusta cattiveria agonistica».
Il finale di stagione sta regalando risultati sorprendenti anche sugli altri campi, alimentando qualche riflessione sul percorso fatto finora dai biancorossi. «Vedere certi punteggi lascia sicuramente un po' di rammarico, ma bisogna essere onesti: se non siamo lì a giocarci il primato, significa che qualcosa ci è mancato nel corso dell'anno. Noi ci siamo staccati dal vertice un po' troppo presto rispetto alle dirette concorrenti».
Franzini ha comunque voluto rendere merito al livello altissimo raggiunto dalle formazioni di testa in questa annata. «Il livello delle prime tre è stato straordinario, hanno viaggiato con punteggi altissimi. Basti pensare che alcune squadre hanno perso la loro prima partita del girone di ritorno solo oggi, eppure rischiano di non vincere il campionato nonostante un rullino di marcia quasi perfetto. Questo dà l'idea di quanto sia stato complicato e competitivo il torneo quest'anno».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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