L'avvincente altalena di emozioni del girone I di Serie D, giunto al traguardo della decima giornata, traccia un solco sempre più profondo. Da una parte ci sono le certezze granitiche di chi punta alla Serie C, dall'altra il dramma sportivo – e in molti casi societario – di piazze storiche che rischiano di implodere. Il quadro che emerge dopo l'ultimo weekend fotografa un campionato spaccato in due, dove i valori tecnici iniziano a pesare tanto quanto la stabilità dei club.

In cima alla classifica, a quota 23 punti, la lotta è serratissima. La Reggina ha dato un'ennesima impressionante prova di forza schiantando il Ragusa per 5-2. Mister e squadra hanno subito assorbito il colpo del passo falso di Trapani di qualche settimana fa, ritrovando una verve offensiva invidiabile. La doppietta di Guida e le reti di Acquadro, Franchini e Girasole testimoniano la profondità di un roster costruito per dominare. Ma il dato che deve far tremare le rivali è un altro: i calabresi vantano questo primato avendo una partita in meno (il recupero con il CastrumFavara), il che li rende virtualmente i padroni assoluti del girone.

A rovinare (per ora) i piani di fuga amaranto ci pensa però un Sambiase a dir poco tenace. La vittoria per 4-2 sul difficile campo della Nuova Igea Virtus è il manifesto di una squadra letale e cinica, trascinata da un Haberkon in stato di grazia. Appena dietro (21 punti), la Vibonese si conferma la "terza incomoda" d'eccellenza: la vittoria all'ultimo respiro per 2-1 contro il Milazzo, firmata dal solito Marsico al 91', dimostra che i rossoblù hanno il carattere tipico delle squadre che sanno soffrire per arrivare fino in fondo.

Subito dietro il terzetto di testa, merita una menzione d'onore l'Avola (19 punti), capace di far suo il derby con il Siracusa con un rotondo 4-2. L'accoppiata Montagno-Tedesco ha smontato pezzo per pezzo la retroguardia aretusea, confermando l'Avola come la vera mina vagante del torneo. Applausi anche per la solidità della Digiesse Praia Tortora (18 punti), a cui basta ancora una volta il "corto muso" (1-0 esterno a Licata al fotofinish con Nanapere) per restare saldamente in zona playoff.

Chi invece sembra essere definitivamente guarito è la Nissa (12). Dopo il turbolento cambio di panchina di settembre con l'arrivo di Moschella, i biancoscudati hanno asfaltato 5-1 il CastrumFavara, godendosi un Alagna implacabile sotto porta.

Se la vetta sorride, i bassifondi piangono lacrime amare. È il caso del Modica, fermo a 7 punti e sconfitto in casa per 0-1 dal Gela (squadra, quest'ultima, che sotto la guida di mister Romano sta invece risalendo la china). Questa ennesima battuta d'arresto ha messo ufficialmente sulla graticola il tecnico modicano Filippo Raciti: la società è in fase di profonda riflessione e non sono esclusi ribaltoni a brevissimo termine. Nervi tesi anche in casa Nuova Igea Virtus (15 punti): la scoppiettante sconfitta contro il Sambiase ha lasciato scorie pesanti, culminate in queste ore con le clamorose dimissioni del direttore sportivo Salvatore Castorina.

Continuano poi a faticare tremendamente le squadre zavorrate dalle penalizzazioni. Il Siracusa (-7) è incappato in una pesantissima sconfitta ad Avola; senza il fardello della giustizia sportiva gli aretusei di mister Cacciola sarebbero a 15 punti, ma la realtà dice 8 e un morale che rischia di incrinarsi giornata dopo giornata. Discorso simile per il Trapani (-5), che non va oltre il 2-2 contro l'Enna e arranca a soli 6 punti.

Ma le situazioni più critiche si registrano in fondo alla graduatoria, a quota 3 punti, dove la crisi di risultati si intreccia inesorabilmente al caos societario.

Il Ragusa è letteralmente nel pallone: travolta a Reggio Calabria, la squadra iblea sconta una dirigenza in disarmo. Dopo le dimissioni del consulente sportivo Martone, la proprietà ha annunciato l'intenzione di consegnare simbolicamente il titolo sportivo nelle mani del Sindaco, in attesa di acquirenti.

Non se la passa meglio l'Enna: il 2-2 strappato a Trapani è forse un piccolo miracolo sportivo, se si considera che nelle scorse settimane il tecnico Alfredo Cimino e i giocatori avevano addirittura sospeso le attività denunciando l'assenza delle condizioni minime per fare calcio. In terra ennese, l'unica speranza è ora aggrappata alle voci di una cordata di imprenditori locali pronti a rilevare in extremis il club e salvare la stagione.

Sezione: Serie D / Data: Mar 03 novembre 2026 alle 15:00
Autore: Ermanno Marino
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