La Vibonese volta pagina e prova a ripartire. Nella conferenza di presentazione del nuovo allenatore Danilo Fanello, terzo tecnico dell'anno chiamato a guidare la squadra verso la salvezza, sono emerse con chiarezza le coordinate del progetto: compattezza, appartenenza e determinazione. Una svolta che il commissario Rino Putrino ha definito "doppia": tecnica, con l'arrivo di un allenatore giovane e carico di motivazioni, e dirigenziale, grazie al ritorno del patron Pippo Caffo accanto alla squadra almeno fino al termine della stagione.
Il nuovo tecnico non ha cercato scorciatoie retoriche né ha nascosto la complessità del momento. Fin dalle prime battute del suo intervento, Fanello ha voluto rivolgersi direttamente alla tifoseria, consapevole del malcontento e della delusione che circondano l'ambiente rossoblù. «È normale che la piazza sia delusa e amareggiata. Questa città e questa squadra sono abituate a campionati importanti. In questo momento però dobbiamo compattarci, stare uniti e fare una cosa sola», ha dichiarato l'allenatore, fissando subito il tema centrale della sua missione: ricostruire un legame tra squadra e pubblico che le difficili settimane trascorse hanno inevitabilmente logorato.
Ma Fanello è consapevole che le dichiarazioni d'intenti, per quanto sincere, hanno un valore limitato se non accompagnate dai fatti. «Sta a noi, allo staff e ai calciatori, riportare il pubblico dalla nostra parte con l'atteggiamento, con il sudore, con la dedizione e soprattutto con i risultati. Purtroppo nel calcio si viene giudicati per quelli», ha affermato con lucidità, sottolineando come il rapporto con la tifoseria si ricostruisca sul campo, attraverso prestazioni che dimostrino impegno e voglia di lottare.
L'impegno del nuovo allenatore appare totale, quasi personale. «Sarò il primo a dare tutto me stesso, anche più di quello che ho, per portare i tifosi dalla nostra parte e festeggiare insieme l'obiettivo, anche se si tratta solo della salvezza», ha promesso Fanello, accettando apertamente che il traguardo di questa stagione non possa essere altro che il mantenimento della categoria. Una consapevolezza che non suona come rassegnazione, ma come realismo necessario per affrontare le prossime settimane con la giusta mentalità.
L'analisi della situazione ereditata dal nuovo tecnico non lascia spazio a illusioni. Fanello ha incontrato uno spogliatoio segnato dalle difficoltà recenti, con una squadra che ha accusato il peso di risultati negativi e di una fase difensiva particolarmente problematica. «Ho incontrato una squadra dispiaciuta e scoraggiata», ha ammesso senza giri di parole, descrivendo un gruppo che ha perso certezze e fiducia. Tuttavia, l'approccio scelto per invertire la rotta è pragmatico e immediato: il dialogo diretto con i giocatori.
«Cercheremo di parlare anche faccia a faccia con i giocatori più rappresentativi per capire cosa sistemare immediatamente. Non abbiamo tempo e dobbiamo inserire pochi concetti, ma chiari, perché domenica si gioca», ha spiegato il tecnico, evidenziando la necessità di intervenire rapidamente ma con precisione, senza sovraccaricare la squadra di informazioni ma concentrandosi su pochi principi essenziali da applicare fin dalla prossima gara.
Sul tema delle responsabilità, Fanello ha assunto una posizione netta. Pur riconoscendo il proprio ruolo, ha voluto sottolineare che la svolta dovrà arrivare innanzitutto dai calciatori. «Sono i giocatori che vincono i campionati. Io metterò a disposizione conoscenze, carattere, passione e magari anche qualche urlo in più, perché fa parte di me», ha dichiarato, delineando un profilo di allenatore presente, emotivo e coinvolto, capace di trasmettere energia e pretendere il massimo da ogni singolo elemento della rosa.
La decisione di accettare la panchina della Vibonese, in un momento così delicato della stagione e con la squadra invischiata nella zona calda della classifica, non è stata scontata. Fanello ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a dire sì a questa sfida complicata. «Per me è stato un onore ricevere questa chiamata. Parliamo di una società che va verso i cento anni di storia. Bisogna essere ambiziosi, ma anche umili e determinati», ha affermato, richiamando il peso storico e il valore del club rossoblù, che si avvia a celebrare un traguardo importante ma che oggi vive una delle sue stagioni più complicate.
La fiducia nel successo della missione salvezza è stata ribadita con forza dal nuovo tecnico, che ha voluto fugare ogni dubbio sulla propria convinzione. «Se sono qui è perché credo fermamente nel raggiungimento dell'obiettivo. Altrimenti non avrei accettato», ha dichiarato Fanello, legando la propria scelta a una valutazione tecnica precisa: la Vibonese, secondo il suo giudizio, ha le risorse per uscire dalle difficoltà e centrare la permanenza in categoria.
La conferenza ha quindi segnato un momento di discontinuità rispetto alle ultime settimane. L'arrivo di un allenatore determinato, il ritorno del patron Caffo e la volontà dichiarata di ricompattare l'ambiente rappresentano i pilastri su cui la società intende costruire la rincorsa alla salvezza. Ora toccherà al campo confermare o smentire le premesse: la prossima partita, ormai alle porte, sarà il primo banco di prova per verificare se le parole di Fanello possano tradursi in fatti concreti e se la Vibonese saprà trovare quella compattezza e quella determinazione indispensabili per affrontare un finale di stagione che si preannuncia decisivo.
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