La Barletta Calcio 1922 ottiene una significativa vittoria in sede di giustizia sportiva. La Corte Sportiva di Appello Nazionale ha infatti accolto integralmente il ricorso presentato dal club pugliese contro la sanzione pecuniaria di 1.700 euro che era stata inflitta alla società in seguito agli eventi verificatisi durante l'incontro disputato in trasferta contro il Pompei.
La decisione dell'organo di giustizia sportiva rappresenta un importante riconoscimento per il sodalizio barlettano, che aveva fermamente contestato la propria responsabilità rispetto ai comportamenti che erano stati inizialmente attribuiti ai propri sostenitori. La sanzione era stata comminata sulla base di presunti episodi che avrebbero coinvolto la tifoseria ospite durante lo svolgimento della partita.
Il ricorso è stato curato dal segretario sportivo della società, Emanuele Santoruvo, che ha predisposto una memoria difensiva capace di convincere i giudici della Corte d'Appello dell'infondatezza delle contestazioni mosse alla società. L'esito positivo del procedimento dimostra la solidità delle argomentazioni presentate dalla dirigenza biancorossa.
Le accuse che avevano determinato l'iniziale provvedimento sanzionatorio riguardavano una serie di comportamenti ritenuti antisportivi e lesivi della dignità degli ufficiali di gara. In particolare, era stato contestato al Barletta Calcio che alcuni elementi della propria tifoseria si fossero resi responsabili di sputi, offese verbali e minacce indirizzate a un assistente arbitrale nel corso della gara.
La pronuncia della Corte Sportiva di Appello Nazionale ha però ribaltato completamente questo scenario, stabilendo che non sussistono elementi sufficienti per attribuire alla società o ai suoi sostenitori la responsabilità dei fatti oggetto di contestazione. Il pieno accoglimento del ricorso implica quindi il riconoscimento ufficiale dell'estraneità della tifoseria biancorossa rispetto agli episodi che erano stati originariamente segnalati.
Questa decisione assume un valore particolare non soltanto sotto il profilo economico, con l'annullamento della sanzione pecuniaria, ma soprattutto sul piano della reputazione del club e della sua tifoseria. Il pronunciamento dell'organo di giustizia sportiva costituisce infatti una forma di riabilitazione che sgombera il campo da ogni sospetto di coinvolgimento in comportamenti contrari ai principi di correttezza e fair play.
La vicenda conferma l'importanza per le società sportive di dotarsi di competenze adeguate nella gestione delle questioni di giustizia sportiva e di non rinunciare a far valere le proprie ragioni quando ritengono di essere state ingiustamente sanzionate. Il lavoro svolto dal segretario sportivo Emanuele Santoruvo si è rivelato determinante per il raggiungimento di questo risultato positivo.
Per il Barletta Calcio 1922 si chiude quindi favorevolmente una questione che aveva gettato un'ombra sull'immagine della società e dei suoi tifosi. La pronuncia della Corte Sportiva di Appello Nazionale restituisce piena dignità al club pugliese e ai suoi sostenitori, riconoscendo l'assenza di qualsiasi responsabilità in relazione agli episodi contestati durante la trasferta campana.
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