Il Novara si approccia alla trasferta contro l'Arzignano Valchiampo con una consapevolezza rinnovata, ma filtrata dal rigore metodologico di mister Dossena. Nonostante il periodo di forma incoraggiante mostrato nelle ultime uscite, il tecnico ha voluto immediatamente smorzare ogni possibile accenno di euforia nello spogliatoio. Durante l'ultima seduta, l'allenatore ha alzato la voce per evitare che il gruppo potesse cadere nel tranello della superficialità o, peggio ancora, dell'arroganza agonistica.
«Non possiamo sbagliare e non possiamo essere arroganti nell'atteggiamento», ha scandito con chiarezza Dossena davanti ai cronisti. Per l'allenatore azzurro, la presunzione è il nemico principale in una fase della stagione dove la classifica non permette ancora sogni di gloria. Il messaggio ai ragazzi è stato perentorio: accettare ogni tipo di errore tecnico, ma non una mancanza di fame o di umiltà, specialmente dopo aver ricevuto qualche elogio di troppo durante la settimana.
Prevenire cali di tensione è diventato l'obiettivo prioritario dello staff tecnico, convinto che sia preferibile un richiamo severo oggi piuttosto che un amaro risveglio domani. «Meglio prevenire che curare», ha aggiunto il mister, sottolineando come chi non intenda seguire queste indicazioni rischierà di trovarsi a «leccarsi le ferite» al termine della gara. La richiesta per il match di domani è una prestazione speculare a quella dell'avversario in termini di cattiveria, agonismo e voglia di prevalere.
L'analisi dell'Arzignano rivela la prudenza con cui il Novara si prepara alla sfida. Gli avversari, reduci da quattro sconfitte consecutive, vengono paragonati a un «animale ferito», una condizione che li rende estremamente pericolosi. Dossena si aspetta una squadra veneta aggressiva, pronta a pressare alto per capitalizzare il fattore campo e invertire il trend negativo, tiriando fuori energie insospettabili per uscire dal momento di crisi.
Sul fronte dell'infermeria, le notizie non sono del tutto positive. Si è fermato Bertoncini per un problema al soleo che si preannuncia piuttosto serio e richiederà tempi di recupero lunghi. Di contro, Valdesi sarà della partita pur dovendo utilizzare un tutore, mentre Donadio sta procedendo nel suo percorso di rientro, seppur con una velocità inferiore rispetto a Di Cosmo. In attacco, Morosini resta un'opzione valida sia dall'inizio che a gara in corso, data la sua capacità di eseguire i dettami tattici con estrema freddezza.
Nonostante i progressi, Dossena è convinto che il Novara abbia ancora ampi margini di miglioramento, specialmente nella gestione della qualità del gioco e nella riduzione della frenesia in alcune fasi calde del match. «Possiamo migliorare ancora tanto», ha affermato, rigettando l'idea che la squadra sia vicina a un punto d'arrivo definitivo. La crescita passerà attraverso l'autocritica e la capacità di analizzare gli errori per trovare soluzioni sempre più efficaci sul campo.
Riguardo al futuro e al riconoscimento del suo operato da parte della piazza, il tecnico ha preferito mantenere un profilo basso, rimandando ogni discorso contrattuale o di prospettiva a fine campionato. La società e lo staff si siederanno a un tavolo solo quando il verdetto del campo sarà definitivo, valutando non solo i risultati immediati ma tutto il lavoro di gestione fisica e relazionale compiuto durante l'intera annata sportiva.
In vista del tour de force che vedrà il Novara impegnato in tre partite ravvicinate, la strategia sarà quella di affrontare un impegno alla volta. La concentrazione è attualmente tutta sull'Arzignano; solo dopo il triplice fischio lo sguardo si volgerà alla sfida successiva. Dossena sceglierà la formazione più idonea non solo in base allo stato di forma, ma anche studiando i tatticismi avversari per cercare di scardinare le loro sicurezze difensive.
La chiusura è stata dedicata alla mentalità che deve accompagnare la squadra in questa volata stagionale: restare uniti, correre più degli altri e non sentirsi mai appagati. Il distacco minimo in classifica dalle zone calde deve servire da sprone costante per mantenere alta la guardia e continuare a lottare con la stessa «cattiveria» di chi deve ancora conquistarsi tutto centimetro dopo centimetro.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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