La valorizzazione dei giovani talenti continua a rappresentare un pilastro fondamentale nella strategia del Fossombrone. La partita casalinga di domenica scorsa contro l'Ostiamare ha offerto un'ulteriore dimostrazione concreta di questo orientamento: ben cinque giocatori 'under' schierati in campo sin dal fischio d'inizio, con l'ingresso di un sesto elemento nel corso della ripresa.
Un dato che testimonia non solo una scelta tattica contingente, ma una vera e propria filosofia di club, sostenuta da un lavoro metodico e coordinato che coinvolge diverse figure professionali all'interno della società. La presenza di giovani in rosa non si limita infatti ai titolari: numerosi altri elementi della categoria erano disponibili in panchina, pronti a subentrare se necessario.
Tra questi, alcuni ragazzi sono stati aggregati stabilmente alla prima squadra, mentre altri provengono direttamente dalla formazione 'juniores', a dimostrazione di un canale preferenziale tra il settore giovanile e la rosa senior che funziona con regolarità ed efficacia.
Il merito di questa politica va ricercato nell'impegno congiunto di più figure tecniche e dirigenziali. Il direttore sportivo D'Anzi ha saputo individuare e coltivare i talenti giusti, mostrando quella capacità di intuizione che rappresenta una risorsa preziosa per qualsiasi società sportiva. Le sue scelte di mercato e di gestione della rosa riflettono una visione a medio-lungo termine, nella quale i giovani non sono semplici riserve, ma protagonisti del progetto tecnico.
Accanto a lui, l'allenatore della prima squadra Marco Giuliodori ha dimostrato di saper integrare questi giovani nel tessuto tattico e umano del gruppo, affidando loro responsabilità concrete e minuti di gioco significativi. Una fiducia che si traduce in crescita individuale e collettiva.
Elemento cruciale di questo meccanismo virtuoso è la collaborazione stretta con il settore giovanile. Luca Marongiu, responsabile del vivaio, e l'allenatore della 'juniores' Canestrari costituiscono gli altri due anelli essenziali di questa catena. Il loro lavoro quotidiano con i ragazzi più giovani permette non solo di formarli tecnicamente e tatticamente, ma anche di prepararli al salto di categoria, favorendo una transizione graduale ma costante verso la prima squadra.
Questa sinergia tra i diversi livelli dell'organigramma tecnico garantisce continuità di metodi e obiettivi, creando un ambiente ideale per la crescita dei talenti. I giovani che salgono dalla 'juniores' trovano nella prima squadra un'estensione naturale del loro percorso di formazione, con allenatori e dirigenti che conoscono le loro caratteristiche e sanno come valorizzarle al meglio.
L'approccio del Fossombrone rappresenta una scelta coraggiosa ma lungimirante. In un panorama calcistico dove spesso prevalgono logiche di risultato immediato, investire sui giovani richiede pazienza, competenza e una visione chiara degli obiettivi futuri. I rischi legati all'inesperienza vengono compensati dall'entusiasmo, dalla fame di emergere e dalla possibilità di costruire un gruppo solido nel tempo.
La presenza costante di numerosi 'under' nelle convocazioni e in campo non è quindi frutto del caso o di necessità contingenti, ma il risultato di un progetto strutturato che coinvolge l'intera società. Un modello che, settimana dopo settimana, continua a dare i suoi frutti e che potrebbe rappresentare un esempio virtuoso per altre realtà del calcio dilettantistico e professionistico italiano.
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