L'ex Serie D Offredi, dalla porta alla carriera di postino... in tv: "Con le regole sui giovani a 22 anni ero vecchio..."

14.02.2019 12:00 di Massimo Poerio   Vedi letture
L'ex Serie D Offredi, dalla porta alla carriera di postino... in tv: "Con le regole sui giovani a 22 anni ero vecchio..."

Avere l'opportunità di scalare il mondo del calcio, arrivare dove in molti sognano e pochi riescono e poi dire basta. È successo questo ad Andrea Offredi (31), portiere ora noto per la carriera di postino. Quella che esercita su Canale 5 nella popolare trasmissione "C'è posta per te" condotta da Maria De Filippi.

Cresciuto nel settore giovanile dell'Atalanta, dove è arrivato a soli otto anni, ha cominciato un percorso che l'ha subito messo in luce per qualità arrivando alla Primavera della Dea.

In una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, è lo stesso Offredi a raccontarsi: "Prima ho giocato tanto in Primavera, siamo arrivati fino agli ottavi di finale perdendo contro la Juve di Marchisio, Giovinco e De Ceglie. Poi un anno in prestito in Serie D (col Merate, ndr) e il ritorno all’AlbinoLeffe, con uno strano esordio in B, il 30 maggio del 2009, vincevamo 3-1 con l’Ancona, poi abbiamo perso 4-3 negli ultimi dieci minuti... Una partita che è finita anche nell’inchiesta calcio scommesse (grazie alle dichiarazioni di Gervasoni, ndr). Io ero entrato nel secondo tempo, ci tenevo tantissimo e avevo da subito dato il meglio di me, nonostante ci fosse qualcosa che non quadrava... Poi c’è stato un momento difficile, gestito male. I club avevano l’obbligo di far giocare determinate annate e io paradossalmente a 22 anni ero vecchio. Quindi tanta panchina, un prestito a Prato dove non mi sono trovato bene ed è arrivata la rottura con l’AlbinoLeffe nel 2011. Ma quella è diventata poi l’occasione per cambiare rotta. Era giugno e passeggiavo per Milano. Mi hanno fermato chiedendomi se volevo fare delle foto e avvicinarmi al mondo della moda. Doveva essere una parentesi, è diventato il mio lavoro. Al pallone pensavo ancora, ma quando l’anno seguente mi hanno chiamato a fare il tronista di 'Uomini e Donne' ho capito che era ormai una storia chiusa. Sono felice della mia vita, ma quando mi è capitato di vedere in campo gente che giocava con me, come Peluso o Marchetti, altro portiere, ci ripenso. Però sono tanti anche i compagni che si sono persi e magari ora il sabato sera mi guardano in tv. Chissà che fine hanno fatto, chissà se hanno un lavoro che amano. A me è andata molto bene, dai. In realtà nello spogliatoio scherzando mi ripetevano di andare a 'Uomini e Donne'. È un programma seguitissimo anche dai calciatori! Infatti quando mi sono ritrovato sul famoso trono mi veniva da ridere. Una nuova incredibile occasione per me. La cosa più difficile? Beh, davanti alle telecamere sono ancora molto emozionato, la stessa tensione positiva che hai prima di una partita. A “C’è Posta” nulla è preparato, noi consegniamo la lettera senza sapere come reagirà chi abbiamo di fronte, quindi deve essere buona la prima... Di certo è un programma molto emozionante, da cui ho ricevuto pure importanti insegnamenti di vita. Ma non l’ho incontrato. In realtà non ho incrociato nessun giocatore, solo attori e personaggi tv, tra cui due volte Belen... Forse è un segno del destino, significa che questa è davvero la strada giusta per me. Da ex numero uno, il mio idolo è sempre stato Buffon, come portiere e come persona. Poi ovviamente Cristiano Ronaldo".