Club dilettantistico quotato al NASDAQ: il sogno ora sono le Coppe

16.11.2022 19:30 di Francesco Vigliotti   vedi letture
Club dilettantistico quotato al NASDAQ: il sogno ora sono le Coppe

Da piccola realtà dilettantistica del calcio italiano agli Stati Uniti ed alla partecipazione alle Coppe che contano, quelle del calcio professionistico. Questo il sogno che vuole vivere il Brera Calcio, club attualmente in Seconda Categoria della Lombardia che a dicembre sbarcherà al Nasdaq, la borsa valori statunitense.

A spiegare tutto è Alessandro Aleotti, fondatore del club, che al Fatto Quotidiano ha detto: «È un passaggio che insieme agli investitori americani abbiamo trovato giusto fare per finanziare il nostro progetto: per questo abbiamo creato la Brera Holdings, la società che quoteremo a New York».

E tra coloro che hanno investito c'è anche Chris Paul Gardner, imprenditore statunitense famoso in tutto il mondo perché il suo libro autobiografico ha ispirato il film del regista Muccino "Alla ricerca della felicità" con protagonista Will Smith. Ed il progetto non si vuole limitare agli Stati Uniti ma vuole svilupparsi anche in Sudamerica ed all'Europa dell'est.

«Gardner è stato davvero carino, è venuto a conoscerci al Brera Village, ha voluto conoscere la nostra storia, le nostre strutture e anche i progetti che abbiamo portato avanti in questi anni. E adesso abbiamo davanti a noi la sfida forse più affascinante. Da febbraio inizieremo in Macedonia del Nord, dove abbiamo stretto un sodalizio con l’ex attaccante di Lazio, Genoa e Inter Goran Pandev e la sua squadra, l’Akademija Pandev, che milita nella serie A macedone: assumerà la denominazione di Brera Macedonia, con i nostri colori, il nostro nome e i nostri princìpi» ha dichiarato Aleotti.

«Ovviamente il nostro è un progetto in piccolo, non vogliamo toccare club storici e non vogliamo assolutamente essere come la Red Bull, troppo violenta nei suoi cambiamenti. In Argentina siamo ancora un po’ indietro a livello di interlocuzione, mentre nei paesi africani, come Gambia e Mozambico, siamo messi meglio. Visto che raggiungere il professionismo in Italia è molto difficile e molto costoso, abbiamo pensato ad un altro modo di arrivare in alto, puntando a quei Paesi dove non costa molto mantenere dei club in prima divisione. In questo senso arrivare a disputare le coppe sarebbe importante: avremmo una vetrina per il nostro nome e allo stesso tempo dei ricavi che rendano sostenibile il progetto», chiude Aleotti.