La storia del Calcio Femminile in Italia

27.11.2019 11:20 di Anna Laura Giannini   Vedi letture
La storia del Calcio Femminile in Italia

Spesso si dice, ironicamente, che le notizie e le nuove mode arrivano in Italia con anni di ritardo. Vero o no, questo concetto è però reale se consideriamo il movimento calcistico femminile italiano. È da pochi anni che sembrano essersi verificati importanti cambiamenti: squadre professionistiche come Roma, Juventus e Inter stanno investendo molto anche in campo femminile e finalmente si iniziano a vedere le partite di Serie A femminile in televisione.  In generale però, il movimento italiano ha molto da imparare rispetto a quello europeo, ma sembra che si sia avviato un percorso promettente.

Gli inizi del calcio femminile nel mondo

Il primo campionato mondiale di calcio femminile si è svolto nel 1991, in Giappone, vinto dagli Stati Uniti che nel 1999 hanno ospitato la terza edizione della Coppa del Mondo femminile FIFA. È durante quell'edizione che molte cose hanno iniziato a cambiare nel mondo del calcio “rosa” a livello mondiale. Circa 700 mila persone hanno seguito il corso dell'evento, le finali tra Stati Uniti e Germania hanno visto un pubblico di circa 90 mila spettatori, un record impensabile per un evento sportivo femminile.

In breve, grazie soprattutto all’importante apporto mediatico degli Stati Uniti, il nuovo millennio ha visto una grande crescita nel mondo del calcio femminile, non solo in America, ma anche in Paesi asiatici come il Giappone e la Cina e quelli del nord Europa come:

Germania

Svezia

Norvegia

L’Italia - non serve neanche dirlo - è rimasta indietro.

Il percorso del calcio femminile in Italia

La Federazione Italiana Calcio Femminile nacque istituzionalmente nel 1968, ma è solo dagli anni '80 che la federazione, a seguito di una serie di vicissitudini, viene finalmente riconosciuta dal CONI. Nonostante la scarsa considerazione e un seguito insufficiente, negli anni '90 la Nazionale femminile ha raggiunto due volte risultati importanti agli Europei, finendo seconda nel 1993 e nel 1997. Ma devono passare ancora diversi anni prima che le cose si sviluppino.

Solo dal 2015, infatti, la FIGC intraprende una serie di iniziative volte a migliorare lo stato e la percezione del calcio femminile. A partire dalla stagione 2016/17 arriva il primo di due punti di svolta fondamentali: i club professionistici fanno il loro ingresso nel mondo del calcio femminile. Alcuni decidono di formare squadre da zero o, come nel caso della Juventus, alcune decidono di acquistare formazioni già esistenti. Questo passaggio è fondamentale per dare maggiore credibilità al movimento del calcio femminile.

Il seguito nei confronti del calcio femminile aumenta quindi, e lo stesso accade nel caso delle scommesse. Il trend è in salita e, anche grazie ai Mondiali di calcio femminili tenutisi nel 2019, gli appassionati e gli scommettitori si sono moltiplicati.

Scommettere sul calcio femminile è esattamente uguale al calcio maschile. Nel caso dei bonus scommesse le condizioni sono le stesse. Come nel caso dei bonus, se si da un'occhiata a come funzionano le quote maggiorate sulla serie A ed altri eventi sportivi, si vedrá che i requisiti delle quote sono gli stessi per gli sport “rosa” che per sport maschili. Le modalità sono le stesse, le regole pure, sono i giocatori - o meglio, le giocatrici - a cambiare.

La situazione attuale

Il riconoscimento del calcio al femminile da parte dei club più importanti è stato sicuramente un punto di svolta importante. Un'altra novità fondamentale la troviamo durante la stagione 2018/19, in cui la FIGC sta prendendo direttamente in mano l'organizzazione dei campionati di Serie A e B femminili dati gli eccellenti risultati. Ma non è tutto: quello che molti sperano sarà la vera svolta, è l'acquisizione dei diritti televisivi da parte di Sky Sport, che ha firmato un accordo a lungo termine impegnandosi nella trasmissione in diretta di una partita a settimana e nella messa in onda di un palinsesto di profondità sull'argomento. Tutti sappiamo infatti come la visibilità su un canale del genere possa incrementare l’interesse verso questo tipo di sport.

Per concludere, il movimento italiano del calcio femminile ha sicuramente molto da recuperare rispetto a quello europeo, ma sembra finalmente che abbia intrapreso un percorso promettente. Addirittura, la Serie A italiana, sta diventando sempre più un punto di approdo per le calciatrici straniere, in particolare quelle che vogliono sviluppare l’aspetto tecnico del gioco.

Il calcio è lo sport nazionale in Italia ed è vissuto ogni giorno con un’intensità che non si può confrontare con il resto del mondo. Eppure, per qualche ragione, il calcio femminile non è mai entrato nel cuore degli italiani. Il calcio “rosa” non è peggiore del calcio maschile, è semplicemente un’esperienza diversa. Per questo è necessario che l’immagine ricca di cliché e falsi miti che ruota attorno al calcio femminile venga eliminata.