La vigilia in casa Lucchese è carica di tensione e aspettative. Alla vigilia del delicatissimo scontro diretto contro lo Zenith Prato, mister Pirozzi ha analizzato con estrema schiettezza il momento dei rossoneri, reduci da prestazioni che hanno lasciato l'amaro in bocca per l'atteggiamento mostrato in campo. La sfida di domani rappresenta un crocevia rilevante, anche se il tecnico prova a smorzarne parzialmente i toni: «È una gara importante, ma non decisiva: è uno scontro diretto che dovremo affrontare alzando un po' l'asticella».

Il fulcro della riflessione di Pirozzi ruota attorno alla perdita di quell'identità battagliera che aveva caratterizzato la Lucchese nella prima parte di stagione. «Nelle ultime partite abbiamo perso qualcosa dello spirito che contraddistingue questa squadra, vuoi anche per le tante partite, ma dovremo cercare di fare la gara giusta e la squadra non deve avere paura: serve rispetto e sfrontatezza, che un po' si è perso», ha dichiarato l'allenatore, sottolineando come la stanchezza non debba diventare un alibi per la mancanza di coraggio.

Il tecnico è tornato anche sull'ultima uscita stagionale, criticando la gestione del vantaggio e non risparmiando se stesso dalle colpe: «Anche domenica, dopo la partita si era messa bene, siamo stati un po' passivi e il pari è frutto di un atteggiamento sbagliato, troppo remissivo, di cui mi assumo la responsabilità». Per Pirozzi, la sfida contro i pratesi sarà complessa anche per il valore dell'avversario, una compagine che ha mantenuto l'ossatura vincente dell'anno scorso: «Deve venire fuori una bella gara tra due squadre che hanno valori, loro hanno larga parte della rosa dello scorso campionato in D».

L'obiettivo immediato è quello di riconnettersi con la tifoseria attraverso una prestazione di spessore: «Dobbiamo continuare ad avere coraggio e dare soddisfazioni a chi ci viene a vedere: abbiamo gli elementi per farlo». Resta però l'incognita legata alla formazione, tra squalifiche pesanti come quella di Del Rosso e condizioni fisiche da valutare, su tutte quella di Picchi. Su quest'ultimo, il mister ha usato una metafora colorita per spiegare la sua filosofia nelle scelte: «Vedremo all'ultimo secondo se sarà della partita, ma deve stare bene, meglio un somaro, con tutto il rispetto, e che hanno fatto la storia della nostra storia basti pensare alla Prima Guerra Mondiale, che un cavallo azzoppato. Scenderanno in campo coloro che mi daranno più garanzie».

Sezione: Eccellenza / Data: Mer 07 gennaio 2026 alle 08:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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