In casa SPAL (Ars et Labor) si respira un’aria di rinnovato ottimismo. A confermarlo è Sandro Federico, responsabile dell’area tecnica del club di via Copparo, che in una recente disamina del momento vissuto dalla squadra ha tracciato la rotta per un finale di stagione che potrebbe riservare importanti soddisfazioni in ottica playoff.

Nonostante una classifica che non sempre ha reso giustizia al valore espresso sul campo, l'ambiente sembra aver ritrovato quella stabilità necessaria per affrontare gli ultimi impegni con serenità e determinazione.

Il focus è tutto rivolto al campo. Federico non nasconde la complessità della sfida, ma sottolinea la prontezza dei suoi: «È tutto in gioco – commenta Federico come ripreso dal quotidiano "La Nuova Ferrara" – noi siamo pronti a fare anzitutto la nostra parte poi vedremo cosa succederà sugli altri campi visto che siamo costretti a guardarli. Se il Sanpaimola farà la stessa partita che ha fatto contro di noi penso che potrà creare più di un problema al Mezzolara, che poi all'ultima avrà il Sant'Agostino e spero possa lottare ed entrare nei playoff».

Il dirigente respinge inoltre l'idea di lasciarsi andare ai rimpianti per i punti persi, come quelli della trasferta contro il Pietracuta: «Siamo ancora in gioco, quindi credo sia prematuro ragionare sui rimpianti o guardarsi alle spalle per analizzare gli errori commessi. Per quello ci sarà tempo. Oggi siamo una squadra, che non perde dai primi di novembre, che ha certamente fatto qualche pareggio di troppo, ma siamo lì e tutto è ancora in ballo».

Un elemento centrale della rinascita estense è rappresentato dall'impatto di Carmine Parlato. I numeri parlano chiaro: sette vittorie nelle ultime otto partite. Un rendimento che, secondo Federico, non è frutto del caso ma di una precisa identità ritrovata. Sulla scelta del tecnico e sulla gestione del gruppo, il responsabile dell'area tecnica è netto:

«Non sono uno che ha l'esonero facile. Cambiare non sempre fa bene. Lo si vede ovunque e anche in generale negli ultimi anni qui a Ferrara avete vissuto tanti ribaltoni che però non avevano dato i frutti sperati. Abbiamo fatto la scelta in maniera ponderata perché comunque alcune prestazioni si vedevano dentro al periodo. Non ci sono recriminazioni in tal senso».

Sul rapporto con l'allenatore, Federico aggiunge: «Per quanto riguarda il mister, conoscevo la sua storia, ho avuto modo di apprezzare la persona, si è creato un bel rapporto con tutti e quando ho pensato a lui è perché ragionavo anche su una continuità futura».

Al di là dei risultati immediati, la dirigenza è già al lavoro per consolidare il progetto SPAL. Federico ha voluto rassicurare l'ambiente sulla presenza e sull'impegno della proprietà, incarnata dal presidente Marenco, nonostante una naturale riservatezza: «Come ho detto alla mia presentazione, questa è una proprietà che non ama tanto apparire anche per questioni linguistiche che però sono in via di miglioramento. Non li vedete pubblicamente ma la loro è una presenza costante. In questi giorni il presidente Marengo è qui con noi per pianificare cose molto importanti. So che la presenza pubblica farebbe piacere ma l'appoggio non viene mai a mancare e tutti vogliono mantenere fede alla missione intrapresa».

Il progetto sportivo punta a riportare il professionismo in città attraverso un lavoro capillare sul territorio, investendo sulle strutture e sul vivaio. «Il nostro è un percorso, che ha un solo obiettivo: riportare la chiesa al centro del villaggio», afferma Federico, ribadendo la centralità di Ferrara nel panorama calcistico: «Essere qui a Ferrara è un privilegio. Si tratta di una piazza che sta vivendo anni difficili ma che ha una voglia matta di ritornare dove merita».

Indipendentemente dalla categoria in cui militerà il club nella prossima stagione, la linea è tracciata. Il gruppo attuale viene considerato una base solida da cui ripartire: «Questo gruppo è ottimo, con tanti ragazzi da cui si può ripartire a di là della categoria in cui saremo».

Guardando avanti, la visione di Sandro Federico resta ambiziosa e carica di speranza: «Sarà roseo. Vogliamo fare le cose in grande, perché qui si meritano altri palcoscenici. Siamo ambiziosi, vogliamo riportare il professionismo in città nel più breve tempo possibile lavorando molto sul territorio. Ma oggi è tempo di stare focalizzati sul presente, siamo troppo coinvolti su quello che accadrà nei prossimi dieci giorni».

Sezione: Eccellenza / Data: Ven 24 aprile 2026 alle 11:30
Autore: Mariachiara Amabile
vedi letture